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1 giugno 2022

Sbagliato - sottolineano gli operatori del porto della Spezia - individuare solo nei terminal la responsabilità delle congestioni all'ingresso dello scalo

Necessario - evidenziano - definire un provvedimento più efficace e risolutivo

In una nota gli operatori del porto della Spezia - terminalisti, armatori, agenti marittimi, spedizionieri e doganalisti - rappresentanti all'Organismo di Partenariato della Risorsa Mare dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale hanno replicato alla protesta delle organizzazioni dell'autotrasporto per la mancata adozione dell'ordinanza sui tempi di carico, scarico e attesa dei camion nel porto di La Spezia, che è stata bocciata nell'ambito del tavolo di partenariato dell'AdSP ( del 31 maggio 2022).

Specificando di aver ribadito «più volte e in più occasioni la piena adesione a scelte che permettano la regolazione degli accessi in porto dei mezzi pesanti e l'introduzione dei livelli di servizi, affermando che questi provvedimenti sono a favore dell'efficienza dell'intera catena logistico-portuale», nella nota gli operatori del porto della Spezia hanno ricordato che, «dopo la sperimentazione della prima ordinanza, introdotta alcuni mesa fa, gli operatori avevano chiesto un tavolo tecnico, formato da tutti i portatori di interesse (stakeholders) per analizzare e condividere le ragioni del verificarsi di momenti di congestione all'ingresso del porto e individuare soluzioni di processo e di gestione, le quali applicate e seguite da tutti gli attori avrebbero individuato nuovi e innovativi flussi volti a migliorare l'intero processo, ritenendo che prima di adottare un ordinanza regolatoria definitiva sarebbe stato più utile e corretto capire a monte le ragioni del traffico eccessivo, gli orari e le giornate più critiche. L'indicazione in sintesi era ed è quella di intervenire sulle cause che originano il problema e non a limitarsi a sanzionarne gli effetti».

Gli operatori hanno evidenziato che l'ordinanza, invece, «individua solo nei terminal la responsabilità delle congestioni all'ingresso del porto, questione invece che, vista dagli operatori, è da ricondurre ad una corresponsabilità fra i tanti che concorrono alla partenza e all'arrivo delle merci, ragione per cui sarebbe stato opportuno un coinvolgimento nel tavolo tecnico di tutti gli attori pubblici e privati».

«Nel porto della Spezia - si ricorda inoltre nella nota - sono in corso i lavori di esecuzione dell'investimento del ridisegno della Stazione Marittima e degli ampliamenti delle aree portuali, motivo per cui è stata invitata la AdSP a rivedere i tempi di approvazione rinviando l'introduzione del provvedimento, in attesa di capire come sarebbero cambiati realmente i flussi dei traffici e quindi i conseguenti accessi al porto mercantile, in assenza di uno studio di viabilità delle aree portuali».

Motivando le ragioni della bocciatura dell'ordinanza, gli operatori hanno specificato che «è stato ritenuto inoltre che l'inserimento di penalità o premialità nell'ordinanza a carico di un solo soggetto portuale non avrebbe tenuto conto dei molteplici aspetti operativi e di tutti i soggetti interessati che concorrono alle operazioni di accesso dei mezzi pesanti in porto».

«Di fronte a queste valutazioni - prosegue la nota - riteniamo non corretto comunicare letture parziali su quanto accaduto, come riteniamo sbagliato accendere tensioni su problemi che sono evidenti a tutti gli operatori portuali e della logistica. Esprimiamo rammarico per non aver compreso le ragioni delle nostre istanze, esclusivamente rivolte a definire un provvedimento più efficace e risolutivo e tutte improntate a salvaguardia dell'efficienza e delle operatività portuali, istanze che vanno nell'assunzione di una piena responsabilità a favore del nostro porto».

«Gli operatori della comunità portuale - conclude la nota - hanno sempre favorito innovazione e nuove procedure volte a migliorare le operatività valorizzando ogni possibile elemento che potesse arricchire il rapporto con la città, ragione per cui rispediamo al mittente l'idea di voler mantenere uno status quo. Tuttavia nell'interesse del nostro porto e dell'economia che rappresenta per il territorio e per il valore occupazionale che produce e garantisce, restiamo come sempre a completa disposizione per trovare insieme e in una logica condivisa tutte le soluzioni ai problemi che vadano nella direzione di una maggiore efficienza e di una necessaria e fondamentale armonia con la comunità cittadina».


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