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15 settembre 2022

ERFA, il rincaro dell'energia non mina solo la competitività del trasporto ferroviario cargo, ma mette a rischio la sopravvivenza delle Pmi del settore

L'associazione sollecita a porre un tetto massimo ai prezzi dell'energia per il trasporto merci su rotaia e chiede il riconoscimento del settore come servizio strategico

Il rapido ed assai elevato aumento dei prezzi dell'energia pone a serio rischio la competitiva del trasporto ferroviario delle merci e la stessa sopravvivenza della piccole e medie imprese europee del settore. L'allarme è stato lanciato dall'European Rail Freight Association (ERFA) avvertendo che questo drastico aumento dei costi ha il potenziale non solo di invertire il trasferimento modale, ma anche di cambiare radicalmente la composizione del settore del trasporto ferroviario merci europeo, con molte aziende che rischiano di uscire dai mercati o addirittura di fallire a seconda dell'evoluzione delle politiche di tariffazione energetica.

Sono difficoltà che le imprese di trasporto merci su rotaia devono affrontare non nel lungo o medio termine, né a breve, ma piuttosto nell'immediato dovendo - ha evidenziato l'associazione europea - se non dispongono di energia sufficiente acquistata per il 2022 e il 2023, assicurarsi immediatamente la fornitura di energia per proseguire l'attività operativa in un momento in cui, in alcuni Stati membri dell'UE, i prezzi dell'energia sono aumentati di dieci volte negli ultimi mesi. L'ERFA ha specificato che in molti casi, soprattutto per gli operatori più piccoli, ciò comporterà il trasferimento dei costi sui clienti e, se ciò non sarà possibile, l'uscita dal mercato degli operatori o, in alcuni casi, anche il loro fallimento. Inoltre - ha denunciato l'associazione - ci sono ancora Stati membri in cui le imprese ferroviarie non possono nemmeno accedere direttamente al mercato dell'energia e sono totalmente dipendenti dalle decisioni di acquisto dei gestori dell'infrastruttura ferroviaria e dal loro meccanismo di trasferimento dei costi.

L'European Rail Freight Association ha evidenziato anche la sussistenza del rischio reale di un consolidamento del mercato del trasporto ferroviario delle merci innescato dall'aumento dei prezzi dell'energia, rischio che l'associazione ritiene essere più pronunciato nelle nazioni in cui gli operatori ferroviari storici hanno un accesso più favorevole ai finanziamenti.

L'associazione ha avvisato inoltre che, in assenza di un tetto massimo ai prezzi dell'energia per il trasporto merci su rotaia, anche le aziende ferroviarie che hanno acquistato energia per la parte rimanente di quest'anno e per il 2023 saranno comunque costrette a introdurre forti aumenti delle tariffe a carico dei propri clienti nonché a limitare la propria crescita in nuovi mercati al fine di limitare i consumi energetici. Ciò - ha osservato l'ERFA - danneggerà la capacità del settore di crescere in linea con gli obiettivi fissati nella Strategia Europea per la Mobilità Sostenibile e Intelligente.

È quindi necessario - ha sollecitato l'associazione - che, come soluzione a breve termine, la Commissione Europea e gli Stati membri adottino misure per limitare i prezzi dell'energia per settori strategicamente importanti come il trasporto ferroviario delle merci, mentre per una soluzione a lungo termine sarà necessario trovare un meccanismo di tariffazione sostenibile dell'energia.

«Senza un sostegno - ha spiegato il presidente dell'ERFA, Dirk Stahl - in questa situazione estrema, che è fuori dal nostro controllo, sarà difficile non assistere ad operatori che lasceranno il mercato. Già dal prossimo mese - ha aggiunto - la situazione si farà critica ed è fondamentale che si intervenga a livello europeo e nazionale».


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