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26 agosto 2022

In Germania è stato raggiunto un accordo sugli aumenti salariali per i lavoratori portuali

Soddisfazione del sindacato ver.di. Esito meno soddisfacente per ZDS

In Germania è stato raggiunto un accordo sugli aumenti salariali per i 12.000 lavoratori portuali nazionali. A conclusione della decima tornata di trattative con la Zentralverband der Deutschen Seehafenbetriebe (ZDS), l'associazione che rappresenta le imprese portuali tedesche, l'intesa è stata giudicata assai positivamente dal sindacato ver.di, in quanto prevede aumenti significativi che compensano anche gli effetti dell'inflazione. «Questo - ha commentato Maya Schwiegershausen-Güth, rappresentante di ver.di nell'ambito della contrattazione - è un ottimo risultato: il nostro obiettivo era una reale compensazione dell'inflazione in modo che i lavoratori non fossero lasciati alla mercé delle conseguenze dell'incalzante aumento dei prezzi. Ci siamo riusciti».

Meno entusiastico il commento della capo negoziatore della ZDS: «accogliamo con favore - ha affermato Ulrike Riedel - che la nostra offerta sia stata raccomandata per l'accettazione da parte della Commissione Tariffaria Federale. Con uno sforzo congiunto da parte dei datori di lavoro, siamo riusciti a trovare un compromesso con l'aiuto di nuovi strumenti. Tuttavia - ha precisato Riedel - questo risultato negoziale rappresenta un onere assai rilevante per gli operatori portuali, con effetti sulle performance e sulla competitività del nostro settore».

L'accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro prevede che, con effetto retroattivo dal primo luglio scorso, i salari dei lavoratori impiegati nel settore del traffico dei container aumentino del +9,4%, mentre per i lavoratori degli altri segmenti d'attività l'incremento sarà del +7,9%. Inoltre dal primo giugno 2023 entrambe le categorie beneficeranno di un ulteriore rialzo salariale del +4,4%. In caso poi di eccessivo aumento dell'inflazione, entrerà in vigore una clausola volta a compensare una crescita del prezzo dei beni sino al +5,5%. Il nuovo contratto scadrà il 31 maggio 2024, ma le parti saranno obbligate nel frattempo a riavviare trattative nel caso di un maggiore aumento dell'inflazione.


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