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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTSANNO XXI - Numero 10/2003 - OTTOBRE 2003

Porti

Aria nuova per i porti giapponesi

Qualsiasi vettore marittimo, in particolar modo se straniero, è in grado di comprendere le difficoltà correlate alle operazioni portuali giapponesi. I costi sono elevati. Non vi è flessibilità in ordine alle movimentazioni tra terminals. I sindacati, sotto la protezione della JHTA (Autorità Giapponese Trasporti Portuali), sono tutti potenti. Il governo centrale e le politiche locali differiscono tra loro. La burocrazia è problematica. Vi sono resistenze al cambiamento, anche se superficialmente non appare essere così.

Malgrado tutto ciò, per ironia della sorte i porti giapponesi vengono considerati tra i più efficienti dell'Asia. Tuttavia, essi sono sottoutilizzati ed i vettori marittimi non si servono di loro come scali hub.

Secondo Rinnosuke Kondoh, che fino allo scorso mese di maggio è stato vice segretario generale della IAPH (Associazione Internazionale dei Porti e delle Baie) con sede a Tokyo, i problemi dei porti del Giappone sono profondamente radicati, e sarà estremamente difficile risolverli. Un fattore fondamentale per la mancanza di competitività del Giappone sono i suoi alti costi di movimentazione, e, dal momento che i servizi di stivaggio sono al di fuori della competenza di qualsiasi commissione federale governativa, essi sono custoditi e protetti. Spiega Kondoh: "La JHTA è l'unico organismo che tratta con i sindacati, i vettori marittimi e gli stivatori locali. I governi centrale e locali assistono da semplici uditori ed accettano ciò che conclude la JHTA approvando senza discussioni i documenti. Sara difficile che ai sensi di un simile sistema possano realizzarsi dei cambiamenti".

Il settore marittimo si dichiara facilmente d'accordo su ciò che vi è di sbagliato sul fronte del porto giapponese, mentre non accade lo stesso quando si tratta di stabilire in che modo lo si possa migliorare. Un terzo al di fuori delle parti, non coinvolto in beghe politiche, è senz'altro in posizione migliore al fine di fornire una risposta. Infatti, il dirigente di un vettore marittimo straniero ha dichiarato: "A meno che non vi sia una vera e propria deregolamentazione ed una vera e propria concorrenza sul fronte del porto, sarà molto difficile porre rimedio a queste strutture dei costi in Giappone. Fino a quando la situazione sarà questa, ogni carico dirottabile verrà movimentato al di fuori del Giappone".

Il rappresentante di un altro vettore marittimo straniero ha aggiunto: "Non siamo liberi di cambiare da un terminal all'altro nell'ambito di un porto: tutto ciò è sotto il controllo della JHTA. Se il terminal non è d'accordo, allora la richiesta viene rifiutata, dal momento che qui si pensa che il terminal originario abbia dei diritti sui carichi di un vettore, il che rappresenta un concetto molto strano. In teoria, vi è flessibilità negli spostamenti, ma se vi sono interferenze da parte di terzi, essa in pratica non è possibile. In questo scenario, è ovvio che finiamo per pagare troppo. Noi vorremmo restare in buoni rapporti con la JHTA, ma vorremmo anche che le cose cambiassero".

I vettori marittimi stranieri che fanno parte di un'alleanza con un vettore marittimo giapponese, come la MOL o la NYK, possono far leva sulle proprie relazioni al fine di ottenere migliori accordi singoli con l'operatore terminalistico, che potrebbe essere una società consociata (alla MOL od alla NYK). Tuttavia, i costi di movimentazione terminalistica THC medi restano ad un livello di 40.000 yen (340 dollari USA) per 40 piedi. Ciò si confronta in modo sfavorevole con i 105 dollari per 40 piedi a Busan ed i 190 dollari per 40 piedi a Kaohsiung sulla direttrice di traffico Asia/Europa. Inoltre, il costo dello scalo a Tokyo da parte di una nave da 4.000 TEU è dell'ordine dei 30.000 dollari USA, rispetto ai soli 10.000 di Busan.

L'impatto di questi alti costi sui volumi containerizzati movimentati dai principali porti per containers giapponesi è riassunto con chiarezza nella tabella. La crescita è stata virtualmente inesistente presso tutti i primi 10 porti nel 2001. Piccoli progressi sono stati fatti nel 2002 a Tokyo e Nagoya, ma Kobe ed Osaka sono tornati a presentare una crescita negativa da un anno all'altro rispettivamente del -3% e -0,4%.

VOLUMI CONTAINERIZZATI PRESSO
I PRIMI 10 PORTI GIAPPONESI (2000-2002)

Porto

2001

Cambiamento
%

2002

Cambiamento
%

Tokyo

2.535.841

-3,9

2.712.348

7

Yokohama

2.245.939

-0,7

2.300.984

2,5

Nagoya

1.736.089

-1,2

1.789.644

3,1

Kobe

1.802.012

-11,6

1.747.936

-3

Osaka

1.502.995

2

1.496.907

-0,4

Hakata

493.265

4

510.372

3,5

Shimizu

321.282

-14,5

344.175

7,1

Kitakyushu

338.033

-4,8

338.830

0,2

Yokkaichi

111.002

7,2

117.565

5,9

Shimonoseki

66.890

2,4

65.556

-0,2

Totale

11.153.348

 

11.424.317

 

Note: Sono compresi i TEU carichi e vuoti, fatta eccezione per il traffico nazionale.

Fonte: Istituto per il Trasporto Portuale Avanzato del Giappone.

I costi, in questo caso, non rappresentano l'unico argomento problematico, dal momento che l'economia giapponese non se la passa molto bene da 10 anni a questa parte e la produzione continua ad emigrare oltremare alla volta della Cina e di Taiwan. La crescita complessiva dei carichi relativa ai primi 10 porti nel 2002 ammontava solamente al 2,4%, rispetto all'oltre 30% presso la maggior parte dei porti cinesi ed al 17% di Busan.

Ulteriori statistiche rivelano che il Giappone dispone di altri 48 porti in grado di movimentare traffico containerizzato. Cumulativamente, i loro risultati sono ammontati a 1,35 milioni di TEU nel 2002. Tutti questi porti hanno all'ordine del giorno l'utilizzazione di pubblico denaro. La crescita complessiva dei volumi dei 48 porti è stata di un rispettabile 10% nel 2002, sebbene partisse da una base alquanto sottile. Molti potrebbero trarne la conclusione che non avrebbe molto senso tentare di sviluppare questi porti minori a spese dei primi 10 porti, che almeno hanno la capacità di attirare importanti clienti per mezzo dei propri enormi hinterland.

Le modifiche alla normativa portuale giapponese del 2001 dovrebbero in teoria avere contribuito a rendere maggiormente competitivo il fronte del porto. Si suppone che la deregolamentazione abbia indotto i principali porti a restare operativi 24 ore su 24, sette giorni su sette, con l'unica eccezione del 1' gennaio. Ciò evidentemente dovrebbe aver portato ad operazioni portuali indisturbate, il che può essere d'aiuto ai vettori che caricano nel corso dei fine settimana o quando le navi sono in ritardo. Le opinioni sono contrastanti, circa l'efficacia di tale provvedimento.

Commenta Kondoh: "Sebbene gli effetti sopra citati si siano verificati, lo è stato in modo estremamente di basso profilo. Molti nel settore ritengono che questa flessibilità abbia comportato costi del lavoro aggiuntivi, ma che, poiché i volumi sono i diminuzione, l'esigenza di tale flessibilità è in effetti diminuita". La riduzione dei diritti portuali, dei diritti di ormeggio e degli affitti sono state le altre misure prese da diversi porti al fine di ridurre l'onere finanziario sui propri clienti. A giugno dl 2002, il Porto di Kobe ha ridotto i propri oneri di affitto del 15%. Un mese più tardi, Kobe ha offerto sconti in relazione all'utilizzazione delle proprie gru sugli ormeggi pubblici ai vettori marittimi che effettuano operazioni dal Giappone alla Cina. Nello scorso mese di maggio, il Porto di Osaka ha introdotto vari pacchetti i cui sconti spaziano dal 10% al 50% in ordine ai diritti di ingresso al porto, all'utilizzazione degli ormeggi pubblici ed all'uso dei rimorchiatori. Ancora una volta la risposta è stata pressoché silenziosa, dal momento che questi rappresentano solo una fettina dei costi complessivi.

Afferma Kondoh: "Porti quali Busan e Kaohsiung sono davvero competitivi e - ciò che più importa - determinati. Gli sforzi da parte dei porti giapponesi di ridurre certi diritti di propria competenza sono davvero acqua torrenziale in un cestino di bambù. L'unico punto degno di nota è che non vi è alcuna significativa riduzione in vista dei costi di movimentazione da parte del settore privato".

Quest'ultimo fattore viene considerato come lo strumento decisivo per mezzo del quale i porti giapponesi possono diventare competitivi, e rappresenta la pietra miliare di una potenziale politica radicale in fase di valutazione da parte del MLIT (Ministero del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti giapponese). Essa è stata ribattezzata "la politica portuale super-prioritaria". Nello scorso mese di marzo, cinque porti e regioni sono stati selezionati come possibili candidati a porti super-hub (Tokyo e Yokohama, Nagoya, Kobe ed Osaka, Kitakyushu e Hakata).

Masayoshi Ikono, vice direttore pianificazione e ricerca del MLIT, spiega: "Il governo giapponese è molto preoccupato del fatto che i propri porti containerizzati internazionali siano diventati molto meno competitivi in Asia dal 1995 a causa degli alti costi di movimentazione dei carichi e delle tariffe e dei diritti portuali, così come del lungo tempo necessario per accedere ai contenitori d'importazione. Il nostro obiettivo è quello allestire terminal contenitori commerciali nei porti super-hub, a somiglianza di ciò che accade a Singapore ed a Hong Kong, nonché di attirare i principali vettori marittimi internazionali. Verrà nominato un unico dirigente del terminal privato allo scopo di controllare ciascun porto containerizzato. Ciò abbasserà i costi di movimentazione e quelli portuali".

Ikono aggiunge che si tratta di un vero e proprio scostamento dalla tradizionale politica portuale, che normalmente si incentrava solamente sull'espansione dei porti containerizzati attraverso programmi di lavori pubblici ad alto costo, piuttosto che su una reale concentrazione sulla razionalizzazione e sulle strutture di costo. L'incoraggiamento della concorrenza tra gli operatori terminalistici dovrebbe costituire un tema-chiave del progetto. Aiuti finanziari governativi verranno assegnati ai porti prescelti, allo scopo di conseguire gli obiettivi complessivi.

I porti prescelti stanno attivamente preparando i propri programmi da presentare al MLIT, e sembrano non esserci scadenze temporali precise al riguardo. L'intenzione del MLIT, peraltro, è quella di designare i porti selezionati entro la fine del 2003 e di completare i progetti per la fine del 2007.

Questa politica sembra radicale, ed almeno è positiva, dal momento che la revisione del settore portuale adesso sembra essere ai primi punti all'ordine del giorno della politica del governo. In teoria, esso è ora impegnato in alcuni seri cambiamenti. Anche in questo caso, gli osservatori sono scettici, dato che in precedenza non si è mai verificato alcun cambiamento significativo e quel poco che è successo è avvenuto a passo di lumaca.

Kondoh, che da molti anni lotta per le riforme, commenta: "Le maggiore esigenze del governo ai sensi di questa nuova politica sono quelle finalizzate alla creazione di un operatore terminalistico unificato. E' già molto difficile selezionare un così gran numero di stivatori e di imprese correlate fino a farli diventare un piccolo gruppo. Se pervenisse ad una razionalizzazione, la JHTA dovrebbe rinunciare a dei membri e ciò causerebbe grande preoccupazione, dal momento che i numeri sono una fonte di potere e che il monopolio verrebbe perduto".

Il dirigente di un vettore marittimo straniero ha detto: "L'intenzione è quella di conseguire una riduzione del 30% circa delle spese di movimentazione complessive, che, se andasse a buon fine, mitigherebbe alla fine la differenza oggi esistente tra i costi medi di movimentazione in Giappone e quelli a Busan od in Cina. La sfida è questa: come razionalizzare un settore di attività che si è fatto da sé? E come si può riuscire a farlo in modo efficace senza ricorrere a licenziamenti di personale?

Un rappresentante del Porto di Kobe ha detto: "Noi non sappiamo in realtà quali siano peraltro i vantaggi di questo programma. Per ridurre i costi di movimentazione terminalistica, il MLIT dovrà fondere le imprese di stivaggio ed essi non saranno d'accordo al riguardo".

Il presidente della JHTA Mutsumi Ozaki ha presentato una risposta ufficiale alla politica portuale super-prioritaria del governo, per quanto egli si sia tenuto alla larga dai controversi argomenti della perdita di posti di lavoro e della razionalizzazione. "Il MLIT ha imputato al porto ed alla amministrazione portuale la responsabilità di elaborare programmi per lo sviluppo dei porti super-hub. Nel contempo, porti ed amministratori portuali sono nei guai, perché non sanno quanto il governo li supporterà" ha dichiarato.

Ozaki è un sostenitore dei soli due porti super-hub, uno ad est ed uno ad ovest. Le sue proposte erano le seguenti:

  • il governo nazionale dovrebbe assumersi la completa responsabilità finanziaria della costruzione di mega-terminals, che a loro volta dovrebbero non imporre oneri agli utenti;
  • iniziative di contributo allo sviluppo dei porti e delle baie dovrebbero provvedere alla realizzazione di software correlati all'informatica;
  • gli amministratori di porti e baie dovrebbero rilevare gli attuali terminals che dovessero risultare superflui rispetto alle necessità in conseguenza dello sviluppo di mega-terminals ed il governo dovrebbe assicurare mutui ad interessi zero al fine di acquisirli;
  • il governo dovrebbe assicurare sovvenzioni alle compagnie di navigazione ed ai fornitori di servizi dei porti e delle baie che dovranno spostarsi nei nuovi mega-terminals.

Nel caso venisse fornita una risposta soddisfacente a queste domande, Ozaki ha promesso che la JHTA aprirà i varchi del terminal 24 ore su 24 ed assicurerà tre turni a movimentare le operazioni presso tutti i mega-terminals prescelti.

Non è pervenuta alcuna reazione ufficiale a tali "domande", ma forse possono essere tratte diverse conclusioni. La strada da percorrere non sarà facile, ed è improbabile che la JHTA accetti qualsiasi proposta che possa mettere a repentaglio la sua salda posizione sul fronte del porto. Non è stata assolutamente menzionata la questione della riduzione dei costi di movimentazione terminalistica, dal momento che ciò ridurrà le entrate del settore dello stivaggio. Tutta l'enfasi è stata posta sui forzieri del governo centrale che dovrebbero pagare tutto quanto, mentre nulla dovrebbe provenire dal settore privato. Ed è senz'altro inconcepibile che il contribuente giapponese possa essere d'accordo al riguardo. Infine, Ozaki non promette nulla di più di quanto in teoria viene già messo i atto sul fronte del porto giapponese.

Le proposte del MLIT sono positive, ma è probabile che il cambiamento si verifichi solo in modo assai lento. Ciononostante, il dirigente di un vettore marittimo straniero continua a sperare: "Le forze di mercato stanno portando i porti del Giappone in una posizione globalmente più competitiva, e ciò si intensificherà. Io ritengo che la struttura complessiva dei costi in Giappone tenderà al ribasso".

Tuttavia, il tempo non è dalla parte dei giapponesi. Anche se si riuscirà a ridurre del 30% i costi di movimentazione entro il 2007, quanto più competitivi saranno diventati nel frattempo Busan, Gwangyang, Kaohsiung e Shanghai?

I vettori marittimi stranieri vogliono a tutti i costi essere operativi con propri terminals e ciò inevitabilmente migliorerà la concorrenza e - si spera - abbatterà i costi. Essi non vorranno dichiararsi apertamente contro gli stivatori e la JHTA per ovvie ragioni, ma vorranno invece sollevare obiezioni, in via alternativa, presso la FMC (Commissione Marittima Federale) degli Stati Uniti.

Steven Blust, presidente della FMC, ha riferito al Congresso statunitense nello scorso mese di marzo che la commissione è rimasta delusa dalla mancanza di progressi nel miglioramento della concorrenza presso i porti giapponesi a seguito delle proprie procedure di deregolamentazione. Nessuna relazione di vettore marittimo alla FMC è stata resa pubblica dal 2001, ma la FMC "continua a monitorare la situazione".

C'è un sacco di retorica ed un sacco di relazioni sono in corso di redazione, ma come al solito non ci sono iniziative precise sul fronte del porto giapponese.

Per il momento.
(da: Containerisation International, settembre 2003)




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Bruxelles
Sbarchi e imbarchi in diminuzione rispettivamente del -2,0% e -6,4%
Al via un programma di incontri sul nuovo Piano Regolatore Portuale di Sistema dei porti di Genova e Savona-Vado
Genova
Definito il nuovo atto concessorio con la Amico & Co Spa
Porto di Ravenna, approvata la manutenzione straordinaria del tratto “camionabile” di via Baiona
Ravenna
MacGregor celebrerà a Genova il 65° anniversario della sua filiale italiana
Genova
L'azienda ha sede nell'area delle Riparazioni Navali del porto genovese
Un sistema di propulsione eolica della Anemoi verrà installato su una portacontainer della Maersk
Londra
L'obiettivo è di incrementare l'efficienza energetica della nave e di ridurre le sue emissioni
Avviata la fase di selezione del nuovo segretario generale dell'AdSP del Mare Adriatico Centro Settentrionale
Ravenna
Manifestazioni di interesse da inviare entro il 21 settembre
MacGregor inaugura un nuovo centro di assistenza tecnica a Trieste
Stoccolma
Focus principale sarà l'area europea, compreso il settore specializzato dei megayacht
Una nave cisterna colpita da tre proiettili nello Stretto di Hormuz
Southampton
Un incidente anche nell'Oceano Indiano
Floriana Gallucci è il nuovo segretario generale dell'AdSP del Mar Ionio
Taranto
Il Comitato di gestione dell'ente ha approvato la nomina
Arrestato l'equipaggio del traghetto affondato a Cipro Nord
Nicosia
Otto persone morte nell'incidente. Altri 17 passeggeri risultano dispersi
PROSSIME PARTENZE
Visual Sailing List
Porto di partenza
Porto di destinazione:
- per ordine alfabetico
- per nazione
- per zona geografica
Singamas, utile dimezzato nel primo semestre del 2026
Hong Kong
L'azienda cinese punta sui container per l'energia. Nel periodo il fatturato dei contenitori specializzati supera per la prima volta quello dei box standard
CIMC vende più container, ma i profitti crollano
Hong Kong
L'utile semestrale in questo segmento d'attività è calato del -81,2%
Nel primo semestre di quest'anno la cinese China
COSCO Shipping Ports registra ricavi trimestrali e semestrali record
Hong Kong
L'utile netto dei primi sei mesi del 2026 è stato di 276,6 milioni di dollari (+23,2%)
Nei primi sei mesi del 2026 i ricavi di CMPort sono cresciuti del +13%
Hong Kong
Utile netto in aumento del +7,4%
Nel 2025 i ricavi di Meyer Werft sono cresciuti del +107%
Papenburg
L'esercizio annuale è stato archiviato con una perdita netta di -383,8 milioni di euro
A settembre Messina avvierà il nuovo servizio di linea West Med Line
Genova
Riunirà i servizi esistenti per Algeria e Libia
A Marghera è stato celebrato il varo della nave da crociera di lusso Oceania Sonata
Trieste
La consegna dell'unità è prevista per il 2027
Tarros includerà il porto di Salerno nel servizio Italy Libya Express
La Spezia
Sulla rotta verrà immessa la nave “Vento di Zefiro”
MPCC registra risultati trimestrali in calo nel quadro del piano di rinnovamento della flotta
Oslo
È morto il presidente onorario della Kuehne+Nagel
Schindellegi
Klaus-Michael Kühne era entrato a far parte dell'azienda di famiglia nel 1958
Nel porto di Livorno è stato sequestrato un carico di 65 chilogrammi di cocaina
Livorno
Avrebbe fruttato alla criminalità circa 20 milioni di euro
A luglio i porti spagnoli hanno movimentato 47,7 milioni di tonnellate di merci (-1,8%)
Madrid
I container sono stati pari a 1.581.071 teu (-5,6%)
Assoporti al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione
Roma
Partecipazione nell'ambito dell'area espositiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Porto di Ravenna, al via il progetto esecutivo per il recupero dell'area “Ex Carni”
Ravenna
L'obiettivo è di dare piena funzionalità ad un nuovo comparto logistico e industriale in ambito portuale
A luglio il traffico dei container nel porto di Algeciras è diminuito del -11,4%
Algeciras
Nei primi sette mesi del 2026 il calo è stato del -3,3%
Hupac potenzierà il servizio intermodale tra Basilea e Busto Arsizio
Chiasso
Dal 7 settembre sarà introdotta un'ottava rotazione settimanale
Sallaum crea una società per la logistica terrestre delle auto in Europa
Vilnius
Inizialmente sarà dotata di 50 bisarche e la flotta raggiungerà i 300 veicoli entro il 2029
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nel porto di Taranto è cresciuto del +6,7%
Taranto
A luglio registrato un incremento del +104,9%
Il gruppo crocieristico Viking Holdings registra ricavi trimestrali record
Los Angeles
Utile netto a 587,7 milioni di dollari (+33,8%)
Lo scorso mese il traffico dei contenitori nel porto di Los Angeles è calato del -5,8%
Los Angeles
Nei primi sette mesi del 2026 è stata registrata una crescita del +1,8%
A luglio il traffico dei container nel porto di Long Beach è calato del -1,7%
Long Beach
Nei primi sette mesi di quest'anno il traffico complessivo è di 5.758.086 teu (+1,2%)
Nel secondo trimestre RCL ha registrato un aumento dei ricavi che è stato sopravanzato dal rialzo dei costi operativi
Bangkok
Utile netto in calo del -1,1%
In crescita le performance finanziarie trimestrali della danese DFDS
Copenaghen
Nel trimestre aprile-giugno i rotabili trasportati dalla flotta sono aumentati del +1,1%. Calo del -8,9% dei passeggeri
Nel secondo trimestre il traffico dei container nei terminal di HHLA è diminuito del -8,0%
Amburgo
Ricavi in aumento del +2,5%. Costi operativi in crescita del +5,7%
L'AdSP di Livorno crea una task force interna per la Darsena Europa
Livorno
L'obiettivo è di assicurare un raccordo unitario con la struttura commissariale che segue il progetto
Costa Crociere, cambio ai vertici della direzione per la regione delle Americhe
Genova
Jorge Serrano Martín de Vidales subentrerà a Dario Rustico
MSC installa il sistema proattivo di pulizia dello scafo della Jotun sulla MSC Daniela
Sandefjord
Combina una tecnologia antivegetativa avanzata con un'ispezione e pulizia robotizzata
Wan Hai Lines registra un aumento del +965,6% dell'utile trimestrale
Taipei
La compagnia ordina sei nuove portacontainer da 11.000 teu
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nei porti montenegrini è diminuito del -5,8%
Podgorica
I carichi da e per l'Italia sono calati del -40,6%
Il gruppo Grimaldi ha preso in consegna la Grande Pacifico
Napoli
La nave è la prima di cinque nuove PCTC gemelle della capacità di 9.800 ceu
Nel 2025 i ricavi del gruppo Fratelli Cosulich sono ammontati a 1,9 miliardi di euro (-11,5%)
Genova
Utile netto a 20,0 milioni di euro (-3,0%)
È deceduto il segretario generale di Trasportounito, Maurizio Longo
Roma
Si è spento a Roma dopo una lunga malattia
Terminal Investment Limited rinuncia all'acquisizione di Tercat
Bruxelles
Prevedeva il controllo congiunto con Hutchison Ports del terminal di Barcellona
Completati lavori connessi all'attivazione del cold ironing al terminal crociere di Porto Corsini, a Ravenna
Ravenna
Accelerazione del percorso per la riqualificazione dell'area dell'ex CIVAM nel porto di Vibo Valentia Marina
Vibo Valentia
L'area sarà trasformata in nuovi piazzali per la logistica commerciale
Il gruppo Maersk cede Maersk Training e Maersk H2S Safety Services
Copenaghen
Saranno vendute alla statunitense Open Gate Capital, specializzata in operazioni di carve-out industriale
Nel trimestre aprile-giugno il porto di Venezia ha movimentato 6,3 milioni di tonnellate di merci (-1,2%)
Venezia
Crocieristi in calo del -15,3%
Nel secondo trimestre il traffico delle merci nel porto di Ravenna ha segnato un deciso rialzo del +10,9%
Ravenna
Nei primi sei mesi del 2026 l'aumento è stato del +5,9%
PORTI
Porti italiani:
Ancona Genova Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Napoli Trapani
Carrara Palermo Trieste
Civitavecchia Piombino Venezia
Interporti italiani: elenco Porti del mondo: mappa
BANCA DATI
ArmatoriRiparatori e costruttori navali
SpedizionieriProvveditori e appaltatori navali
Agenzie marittimeAutotrasportatori
MEETINGS
Il primo luglio a Genova la conferenza “Accordo UE-Mercosur: il ruolo dell'economia marittima”
Genova
È organizzata da Fondazione Casa America ETS e dall'AdSP della Liguria occidentale
Il prossimo 3 luglio a Civitavecchia si terrà l'assemblea di Federagenti
Roma
Pessina: non ci confronteremo su norme, rapporti comunitari, inseguimento di teorie e di burocrazia, bensì sulle sfide della portualità italiana
››› Archivio
RASSEGNA STAMPA
Rosatom expects cargo traffic along Northern Sea Route to rise 14% in 2026 - CEO
(Interfax)
HD Hyundai Heavy Industries Ends Joint Venture Plan for Block Factory with India's Cochin Shipyard
(Maeil Business Newspaper)
››› Archivio
FORUM dello Shipping
e della Logistica
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archivio
DP World rileva sei siti logistici GXO nel Regno Unito
Dubai
186mila metri quadri e 2.000 dipendenti passano di mano: è la cessione imposta dall'Antitrust britannico per l'acquisizione di Wincanton
DHL vola nel secondo trimestre, ma non ovunque
Bonn
Ricavi ed EBIT in doppia cifra. Bene Express, meno bene Supply Chain e Post & Parcel Germania
Global Ship Lease registra ricavi trimestrali e semestrali record
Atene
L'aumento dei costi incide sui profitti
DP World realizzerà un hub logistico a temperatura controllata nel porto di Anversa
Dubai/Kallo
Sabato GNV attiverà un terzo servizio marittimo verso l'Algeria
Genova
La linea Civitavecchia-Annaba affiancherà le rotte già attive da Sète verso Algeri e Bejaia
Danaos Corporation registra ricavi trimestrali in crescita del +4,7%
Atene
Performance stabili nel segmento delle portacontenitori. Cresce l'apporto delle rinfusiere
Una rinfusiera colpita da un proiettile nello Stretto di Hormuz
Southampton/Londra
Un membro dell'equipaggio risulterebbe disperso
Quest'anno a Messina sono attesi 800mila crocieristi
Messina
I passeggeri realizzano in città una spesa diretta pari a quasi 16 milioni di euro
Nel secondo trimestre il traffico dei container nel porto di New York è cresciuto del +1,6%
New York
Nei primi sei mesi del 2026 sono stati movimentati 4,43 milioni di teu (+0,2%)
Joint venture per il trasporto intermodale di HZ Cargo e Railtrans
Zagabria
L'obiettivo è di attivare un traffico di oltre 500mila tonnellate tra i porti della Croazia e i mercati dell'Europa centrale
Nel secondo trimestre ICTSI registra un utile netto record di 363 milioni di dollari (+24,2%)
Manila
Un'altra nave della GasLog colpita mentre stava uscendo dal Golfo Persico
Pireo/Southampton
Danni alla sala macchine
Gruppo Spinelli, approvato il bilancio di sostenibilità 2025
Genova
Valore di produzione in crescita del +5%. Incremento del +48% delle nuove assunzioni
Finnlines registra ricavi trimestrali record
Helsinki
Nel periodo aprile-giugno l'utile netto è stato di 42,9 milioni di euro (+64,7%)
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
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