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17 settembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 14:32 GMT+2



14 luglio 2021

T&E, bene l'inclusione dello shipping nel sistema ETS dell'UE, ma non il sostegno all'uso del GNL quale fuel per le navi

Abbasov: la Commissione rimane l'unica grande istituzione che continua a spingere incautamente il settore a investire in navi a gas naturale liquefatto

L'organizzazione non governativa Transport & Environment (T&E) ha accolto con soddisfazione la proposta di includere il trasporto marittimo nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE avanzata oggi dalla Commissione Europea, sottolineando che «per decenni il settore è sfuggito alla tassazione ed è stato persino esentato dai recenti requisiti per la minimum corporate tax concordati dai leader mondiali». «L'UE - ha sottolineato il responsabile per il settore dello shipping di T&E, Faig Abbasov - sta finalmente facendo pagare il trasporto marittimo che inquina. Ora - ha rilevato - i legislatori devono difendere un mercato del carbonio che copra i viaggi extra-europei, in modo che le più grandi compagnie di navigazione non possano cavarsela. I ricavi dell'ETS dovrebbero essere reinvestiti nell'implementazione di navi a emissioni zero e nelle infrastrutture portuali per la ricarica e per il rifornimento di idrogeno».

Secondo l'organizzazione, tuttavia, «desta preoccupazione il fatto che, secondo l'analisi di T&E, la proposta FuelEU Maritime potrebbe portare a far sì che entro il 2035 il gas naturale liquefatto e i biocombustibili potrebbero essere più della metà (il 55%) dell'energia utilizzata dalle navi che fanno scalo nei porti dell'UE. Questo - ha osservato T&E - nonostante il GNL offra riduzioni minime delle emissioni e rilasci metano, un gas per il riscaldamento globale fino a 36 volte più potente della CO2».

Transport & Environment ha evidenziato che nel contempo la Commissione Europea ha proposto una nuova legge sulle infrastrutture (AFIR) che richiede ai principali porti di spendere miliardi per l'installazione di infrastrutture di rifornimento di gas per le navi, mentre la legislazione non richiede né incentiva la diffusione di combustibili sostenibili basati sull'idrogeno verde. «La Banca Mondiale, l'AIE, i cantieri navali e gli armatori - ha rilevato Abbasov - riconoscono ora il ruolo fondamentale dell'idrogeno verde nella decarbonizzazione dello shipping. La Commissione - ha accusato - rimane l'unica grande istituzione che continua a spingere incautamente il settore a investire in navi a gas naturale liquefatto che ci costringeranno a decenni di ulteriore inquinamento e di asset bloccati. I governi e i parlamentari europei devono invece spostare l'attenzione sulla promozione dell'idrogeno e dell'ammoniaca rinnovabili».

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