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29 aprile 2022

ESPO, la Commissione TRAN del Parlamento UE ha preso atto dell'impatto che l'inclusione dello shipping nel sistema ETS può avere sui porti

Rassicurante - ha spiegato l'associazione dei porti europei - che il progetto di parere adottato ieri dalla commissione parlamentare cerchi di trovare una soluzione a questo problema

Ieri la Commissione Trasporti e Turismo (TRAN) del Parlamento europeo ha adottato il progetto di parere dell'eurodeputato bulgaro Andrey Novakov del partito cristiano democratico sulla proposta di direttiva della Commissione Europea che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'UE che prevede di includere il settore marittimo nel sistema ETS di scambio di quote di emissione. L'estensione del sistema ETS al settore marittimo proposta prevede di coprire il 100% delle emissioni di CO2 prodotte sulle rotte marittime intra-UE, ossia delle emissioni delle navi che effettuano tratte partendo da un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro e arrivando in un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro e delle emissioni delle navi ormeggiate in un porto dell'UE, nonché il 50% delle emissioni delle tratte extra-UE, ossia delle emissioni delle navi che effettuano tratte a destinazione di un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro in partenza da un porto che non è sotto la giurisdizione di uno Stato membro e delle emissioni delle navi che effettuano rotte partendo da un porto sotto la giurisdizione di uno Stato membro e arrivando in un porto al di fuori della giurisdizione di uno Stato membro.

Sostenendo l'inclusione del settore marittimo nel sistema ETS, il relatore Novakov ha espresso tuttavia la convinzione «che la dimensione transfrontaliera del trasporto marittimo richieda un approccio più coordinato e maggiori sforzi verso uno strumento basato sul mercato globale attraverso il partenariato con l'International Maritime Organization (IMO)». Secondo il relatore, «la parità di trattamento delle rotte marittime intra-UE ed extra-UE è fondamentale per garantire la competitività del settore marittimo dell'UE. La copertura di metà delle emissioni derivanti dalle tratte sia in entrata che in uscita tra l'Unione e i Paesi terzi e metà delle emissioni per le tratte intra-UE - ha osservato Novakov - garantisce parità di condizioni per il settore marittimo dell'UE limitando nel contempo il rischio di scali di tipo “evasivo” e il rischio di delocalizzazione delle attività di trasbordo al di fuori dell'Unione».

Inoltre il relatore propone di estendere il periodo di introduzione graduale dell'ETS per il settore marittimo dal 20% delle emissioni verificate per il 2026 al 100% per il 2029 al fine di mitigare gli effetti negativi della pandemia di Covid-19 e garantire la piena ripresa del settore, fornendo il tempo sufficiente per adattarsi e sviluppare le necessarie tecnologie alternative. Infine Novakov ritiene «che un adeguato sostegno finanziario sia essenziale per facilitare la decarbonizzazione del settore». Pertanto oltre ai fondi per l'innovazione e la modernizzazione, propone la creazione di un fondo dedicato, vale a dire un fondo per la transizione marittima, con l'obiettivo di accelerare i progetti che sostengono le tecnologie innovative e la diffusione di combustibili alternativi sostenibili, nonché lo sviluppo di adeguate infrastrutture portuali. Novakov ha evidenziato l'importanza «che le risorse di tale fondo siano veramente aggiuntive e non generate attraverso la riassegnazione di risorse a scapito di altre politiche, programmi o fondi UE esistenti».

L'European Sea Ports Organisation (ESPO) ha accolto con favore l'adozione del progetto di parere da parte della commissione parlamentare europea, in quanto - ha specificato l'associazione dei porti europei - c'è il chiaro riconoscimento da parte della Commissione TRAN dei rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e delle attività che si presenteranno se le navi saranno in grado in vari modi di evitare l'ETS regionale dell'UE. «I porti europei - ha precisato l'associazione - sono favorevoli all'inclusione del trasporto marittimo nell'ETS dell'UE, ma temono però che l'attuale proposta della Commissione conduca ad una importante rilocalizzazione delle emissioni di carbonio attraverso il reindirizzamento delle navi al di fuori dell'ambito dell'ETS, creando effetti negativi sulla riduzione delle emissioni e un impatto negativo sulle attività portuali europee». Secondo ESPO, «il rischio di pratiche elusive da parte delle navi deve essere valutato e affrontato meglio, al fine di sviluppare soluzioni efficaci che prevengano la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e delle attività. Pertanto i porti europei accolgono con favore gli sforzi compiuti nel parere adottato dalla TRAN per trovare soluzioni alla minaccia della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e delle attività».

«Questo reindirizzamento - ha osservato Isabelle Ryckbost, segretario generale di ESPO - rappresenta un rischio reale e deve essere evitato. Oltre alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio che tale reindirizzamento comporterà, potrebbe infliggere un colpo mortale ad alcuni porti europei strategici in un momento in cui questi porti sono più che mai necessari. È assai rassicurante che la Commissione per i trasporti comprenda questo problema e cerchi di trovare una soluzione Ci auguriamo - ha concluso Ryckbost - che la posizione della Commissione TRAN venga presa in considerazione dalla Commissione per l'Ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI)».

ADSP Tirreno Centrale
PSA Genova Pra

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