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23 maggio 2022

Le aziende cinesi coinvolte in Arctic LNG 2 potrebbero ritirarsi dal progetto russo per l'estrazione di gas

Novatek conferma le notevoli difficoltà causate dalle sanzioni

Anche le aziende cinesi coinvolte nel progetto Arctic LNG 2 della russa Novatek per la realizzazione di un impianto per l'estrazione di gas naturale e delle strutture connesse nella penisola di Gydan, in Russia, potrebbero rinunciare a proseguire la propria partecipazione nel progetto a causa delle sanzioni imposte alla Russia dall'Occidente per l'invasione del territorio ucraino da parte delle truppe di Mosca. Lo ha reso noto venerdì il quotidiano “South China Morning Post” di Hong Kong spiegando che almeno cinque aziende cinesi potrebbero interrompere entro la fine di questo mese la produzione di moduli destinati al progetto.

Il giornale ha specificato che i moduli sono costruiti da società cinesi come la Bomesc Offshore Engineering Co. la COSCO Shipping Heavy Industry Co., la Penglai Jutal Offshore Engineering Heavy Industries Co. (PJOE), la Wison Offshore & Marine e la Qingdao McDermott Wuchan (QMW), quest'ultima una joint venture tra la statunitense McDermott e la cinese China State Shipbuilding Corporation (CSSC). Il “South China Morning Post” , citando una fonte della Bomesc, ha precisato che una decisione di ritirarsi dal progetto non è ancora stata assunta e Bomasc continua a rimanere in stretto contatto con le parti coinvolte dato che la situazione sta cambiando di giorno in giorno.

Dal progetto, che è il secondo più grande della Novatek dopo l'impianto Yamal LNG, si sono già ritirate le aziende europee, a partire dalla francese TotalEnergies che attraverso la capogruppo Total possiede il 10% del capitale della Arctic LNG 2 che sviluppa il progetto, consorzio che è partecipato inoltre da Novatek (60%), dalle cinesi CNPC(10%) e CNOOC (10%) e dalla Japan Arctic LNG (10%), una joint venture tra le giapponesi Mitsui e Jogmec. Il costo di realizzazione del progetto è stimato in 21 miliardi di dollari.

Intanto il presidente del consiglio direttivo di Novatek, Leonid Mikhelson, ha confermato che, se la prima linea delle tre linee del progetto, ciascuna della capacità di circa 6,6 milioni di gas naturale liquefatto all'anno, è quasi completamente costruita, attualmente sono sorte difficoltà assai rilevanti a causa dell'introduzione delle sanzioni. Lo ha riferito ieri il quotidiano russo “Kommersant” rendendo note dichiarazioni di Mikhelson in occasione del suo intervento di giovedì alla maratona educativa federale “New Horizons”, tenutasi a Mosca, organizzata dalla società russa Knowledge. Mikhelson ha spiegato che tali difficoltà causate dalle sanzioni non riguardano solamente prodotti e servizi, ma sono anche di ordine logistico.


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