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27 maggio 2022

Oggetto di indagine, il presidente di Numer 1 lascia la carica di vicepresidente di Assologistica

Filt-Cgil e Fit-Cisl, la soluzione per evitare il ripetersi di questi episodi nel settore della logistica è la re-internalizzazione del lavoro e quindi l'eliminazione dell'appalto

A seguito dell'inchiesta in materia di reati fiscali e sfruttamento del lavoro che coinvolge la Number 1, il presidente della società logistica italiana, Renzo Sartori, ha rimesso la propria carica di vicepresidente di Assologistica ribadendo comunque con forza il corretto operato della propria azienda. Ringraziando Sartori per il gesto, il Comitato di presidenza dell'associazione ha deliberato di sospendere temporaneamente la carica fino al definitivo chiarimento dell'accaduto nelle sedi preposte.

L'indagine eseguita dalla Guardia di Finanza a seguito a due incidenti sul lavoro ha portato al sequestro della Number 1 e di cinque società controllate dal gruppo logistico di Parma nonché al sequestro di beni per 42 milioni di euro. La contestazione è di violazioni alla normativa sulla sicurezza e reati fiscali.

Esprimendo grande preoccupazione per la notizia riguardante il sequestro preventivo e la nomina, da parte della Procura, di un amministratore giudiziario di Number 1 e di altre società satellite, le rappresentanze di Parma dei sindacati Filt-Cgil e Fit-Cisl hanno rilevato che oggetto delle indagini è stato «un sistema imperante nella logistica di appalti simulati e frodi fiscali. Il sistema della logistica del trasporto - hanno denunciato le organizzazioni sindacali - è da anni costruito sul meccanismo della catena degli appalti, che favorisce comportamenti illeciti, frodi fiscali e mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, a partire dalla garanzia delle condizioni di sicurezza sul lavoro e dalla non applicazione dei contratti nazionali. Il nostro territorio non è diverso dal resto d'Italia per quanto riguarda ciò che accade nel settore della logistica, coinvolgendo anche grandi operatori internazionali. Ricordiamo - hanno specificato Filt-Cgil e Fit-Cisl - solo due anni fa la vicenda che coinvolse la storica cooperativa di Parma Primo Taddei. La soluzione per evitare il ripetersi di questi episodi - hanno proposto i sindacati - è a nostro parere la re-internalizzazione del lavoro e quindi l'eliminazione dell'appalto, oltre chiaramente alla implementazione di controlli sempre più stringenti da parte degli enti preposti».


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