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8 luglio 2022

È approdato in Parlamento il disegno di legge britannico per assicurare il salario minimo nazionale ai marittimi

La norma si applicherebbe solo al tempo di lavoro svolto nelle acque territoriali del Regno Unito. Perplessità di Nautilus International

Mercoledì scorso, il giorno prima delle dimissioni annunciate dal primo ministro britannico Boris Johnson, il governo di Londra ha introdotto in Parlamento il disegno di legge sul salario minimo dei marittimi che è stato definito a seguito della decisione della P&O Ferries di licenziare 800 marittimi, decisione messa in atto a marzo, da un'ora all'altra, dalla compagnia di navigazione del gruppo DP World che aveva scatenato accesissime proteste sia dei sindacati che di esponenti politici, a partire dal ministro dei Trasporti, Grant Shapps ( del 17 marzo 2022). Il testo del disegno di legge, presentato mercoledì alla Camera dei lord, prevede che i marittimi imbarcati sulle navi che servono regolarmente i porti del Regno Unito, anche se effettuano servizi internazionali, non possano essere pagati al di sotto del salario minimo nazionale, ma solo relativamente al tempo di lavoro trascorso nelle acque del Regno Unito.

«Una retribuzione equa per i marittimi - ha sottolineato il ministro per il trasporto marittimo, Robert Courts, in occasione della presentazione del testo alla Camera dei lord - rappresenta un must e le nuove normative che abbiamo introdotto oggi in Parlamento inviano un chiaro segnale agli operatori che il Regno Unito non consentirà che i marittimi vengano estromessi dal loro lavoro da dirigenti indegni. A seguito della vergognosa condotta di P&O Ferries - ha ricordato Courts - a maggio 2022 il governo aveva avviato una consultazione sul disegno di legge sui salari dei marittimi. Le risposte, pubblicate oggi assieme all'introduzione del disegno di legge, dimostrano che la stragrande maggioranza degli intervistati ha convenuto che la salvaguardia dei salari deve continuare ad essere uno dei principali obiettivi per il settore. Il governo ha parlato a lungo con i rappresentanti del settore su come sia possibile definire rapidamente nuove leggi sulla salvaguardia delle retribuzioni dei marittimi e ha utilizzato le informazioni e i punti di vista per definire l'ambito del disegno di legge e le politiche di conformità. Le navi e i servizi che fanno scalo nei porti del Regno Unito in media almeno ogni 72 ore, o più di 120 volte l'anno - ha spiegato Courts - rientreranno in questi nuovi requisiti salariali e i porti, la Guardia Costiera e Marittima e il Dipartimento dei Trasporti avranno tutti un ruolo nel garantire la conformità». Courts ha precisato che parallelamente sta proseguendo l'indagine penale e civile sulle circostanze dei licenziamenti effettuati da P&O Ferries.

Lo scorso maggio l'associazione dei porti britannici aveva espresso il proprio parere negativo sulla proposta del governo di assegnare ai porti il compito di far rispettare le disposizioni previste dal disegno di legge, compito che è confermato dal testo introdotto al Parlamento e che verrebbe condiviso dalla Maritime and CoastGuard Agency e dal Dipartimento dei Trasporti ( dell'11 maggio 2022). Perplessità per l'efficacia delle disposizioni previste era stata manifestata allora anche dal sindacato Nautilus International, che ieri ha rilevato come il testo presentato presenta scappatoie che possono vanificare gli obiettivi della norma: «Nautilus International - ha spiegato Martyn Gray, uno dei dirigenti del sindacato - accoglie con favore l'azione promessa sul salario minimo. Tuttavia all'interno del disegno di legge ci sono scappatoie che devono essere risolte se si vuole sostenere in modo significativo l'applicazione di retribuzioni eque in mare. Ad esempio - ha chiarito Gray - sussistono interrogativi circa il fatto che le autorità dei porti siano gli organismi appropriati per far rispettare l'applicazione del salario minimo nazionale per i marittimi, dato che molti porti sono gestiti dalle stesse società che dovrebbero essere vigilate. In base al disegno di legge, le autorità dei porti non sono nemmeno tenute a richiedere ai servizi dati sulla retribuzione dei marittimi e ciò crea ambiguità e non pone pressione su nessun particolare operatore se non viene richiesto loro di conformarsi. Inoltre anche i servizi che operano meno frequentemente dai porti del Regno Unito non saranno coperti dalla legge. Nonostante questo disegno di legge costituisca un buon inizio - ha anticipato Gray - faremo notevoli pressioni per l'introduzione di miglioramenti man mano che procede in Parlamento. Inoltre il governo deve agire con decisione per migliorare la salvaguardia dei dipendenti, come prevede la nostra Fair Ferries Strategy, se vogliamo prevenire un'altra strage di posti di lavoro come quella perpetrata da P&O Ferries».


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