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23 agosto 2022

Nel secondo trimestre la crescita degli scambi commerciali delle nazioni del G20 ha registrato una notevole attenuazione

Rallentamento anche del commercio di servizi

Nel secondo trimestre di quest'anno la crescita degli scambi commerciali delle nazioni del G20 ha registrato un notevole rallentamento in termini di valore: misurate in dollari statunitensi, il valore delle esportazioni e delle importazioni di merci è aumentato rispettivamente del +2,1% e del +2,6% rispetto al +4,8% e al +6,2% del trimestre precedente. Lo ha reso noto l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) specificando che nel periodo, mentre gli elevati prezzi delle materie prime innalzati dalla guerra in Ucraina hanno continuato ad alimentare la crescita degli scambi di merci in termini nominali, il rallentamento della crescita in termini di valore riflette in parte l'aumento del valore del dollaro USA rispetto alle altre principali valute.

In particolare, nel secondo trimestre del 2022 l'aumento dei prezzi dell'energia ha stimolato il commercio in Nord America, con le esportazioni in aumento del +10,2% negli Stati Uniti e del +11,0% in Canada. Nell'Unione Europea (UE 27), le esportazioni di merci hanno registrato una crescita modesta (+0,3%), mentre le importazioni sono cresciute in modo più sostenuto (+3,0%), in gran parte trainate dall'energia. Le esportazioni di merci sono diminuite in Asia orientale dato che le misure di lockdown per il coronavirus hanno continuato a gravare sulle attività economiche nella regione e le pressioni inflazionistiche hanno pesato sulla domanda estera di beni. Le esportazioni sono diminuite del -4,9% in Giappone, del -0,4% in Cina e del -2,2% in Corea. I prezzi elevati hanno continuato a trainare il valore delle esportazioni per i principali trader di materie prime nel G20, con esportazioni in espansione in Australia (+12,5%), Indonesia (+12,7%) e India (+7,1%).

Inoltre nel secondo trimestre di quest'anno la crescita del commercio di servizi del G20, misurata in dollari USA, ha mostrato un è rallentamento: si stima che esportazioni e importazioni siano aumentate rispettivamente del +1,1% e del +2,2% rispetto ai tassi leggermente superiori registrati nel primo trimestre del 2022 (rispettivamente +2,1% e +2,3%). La forte ripresa dei viaggi e dei trasporti ha sostenuto la crescita in molte economie del G20, mentre le prolungate misure di contenimento del Covid-19 hanno pesato sul commercio di servizi in Asia orientale. Il commercio di servizi in Nord America è cresciuto notevolmente, in gran parte trainato dall'accentuata ripresa dei viaggi. Al contrario, la crescita del commercio di servizi in Europa ha subito un rallentamento: le esportazioni di servizi si sono contratte del -2,7% in Germania, riflettendo un calo dei servizi intellettuali, finanziari e commerciali, mentre le importazioni sono aumentate del +4,6%, sostenute dai viaggi; la Francia ha registrato un modesto aumento delle esportazioni (+1,8%) grazie a trasporti e viaggi, mentre le importazioni sono calate del -1,2%. In tutta l'Asia orientale, il commercio di servizi ha mostrato un quadro misto, con la crescita dei viaggi e dei trasporti parzialmente compensata dalla debolezza del commercio di altri servizi. Per la prima volta dal primo trimestre del 2020, la Cina ha registrato un calo delle esportazioni e delle importazioni di servizi (rispettivamente: -8,1% e -3,3%).

Relativamente all'Italia, nel secondo trimestre di quest'anno il valore delle esportazioni di merci ha segnato una riduzione del -0,6%, mentre le importazioni hanno totalizzato un rialzo del +4,1%; il valore delle esportazioni di servizi è cresciuto del +3,3% e quello delle importazioni del +4,1%.





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