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23 settembre 2022

Sciopero nel porto di Livorno, Uniport sollecita i sindacati a riprendere il dialogo

Attribuire indistintamente ad intere categorie la responsabilità di comportamenti che invece riguardano poche realtà imprenditoriali - sottolinea la rappresentanza degli imprenditori - non corrisponde alla reale situazione

FISE Uniport ha invitato i vertici di Cgil, Cisl e Uil ad un ulteriore confronto per superare la crisi che ha portato allo sciopero dei lavoratori portuali di Livorno, «al fine - ha specificato in una nota l'associazione che rappresenta le imprese portuali - di ricondurre l'intera vicenda entro le ordinarie modalità di relazioni industriali e delle previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro».

Quali che siano le ragioni, Uniport difetta evidentemente di diplomazia, dato che nell'esortare le organizzazioni sindacali a riprendere il dialogo non riesce a non puntualizzare che ciò avviene «al termine di uno sciopero “ricercato” dalle rappresentanze sindacali provinciali di Livorno anche dopo le aperture di armatori e terminalisti operanti nello scalo labronico, su una vertenza pervicacemente portata avanti ignorando anche gli sforzi e l'impegno messi in campo personalmente dai vertici dell'Autorità di Sistema Portuale (ai quali rivolgono un sincero non formale ringraziamento)».

Un'esplicitazione delle responsabilità della crisi a cui, peraltro, non si era sottratto neppure il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Luciano Guerrieri, che aveva definito un «incomprensibile diniego quello che i sindacati di categoria hanno opposto all'ennesimo tentativo dell'AdSP di arrivare ad una tregua in porto», «dando così l'impressione di aver smarrito il senso della loro missione nella incapacità di saper individuare i punti di giusta mediazione in una trattativa» ( del 20 settembre 2022).

«Continuare ad attribuire indistintamente ad intere categorie, armatori e terminalisti, in una fase così difficile non solo per l'Italia, la responsabilità di comportamenti che invece riguardano poche, singole realtà imprenditoriali - ha sottolineato inoltre Uniport - non solo è ingiusto e non corrisponde alla reale situazione, ma è anche pericoloso. In questo modo si scredita la realtà portuale livornese proprio quando è necessario offrire certezze al mercato e si mettono in dubbio i fondamenti del CCNL che rimane invece, anche per la parte datoriale, un elemento di certezza e di garanzia».

«Per questo - prosegue la nota di Uniport - rivolgiamo alle organizzazioni sindacali stipulanti il contratto la richiesta di riconsiderare le proposte avanzate dal presidente Guerrieri e dal suo staff con serenità anche in un auspicato incontro con le stesse delegazioni trattanti ma secondo modalità consolidate e condivise. Nel frattempo - ha precisato l'associazione delle imprese portuali - siamo a disposizione dell'AdSP per concretamente iniziare la generale revisione delle modalità di esecuzione del lavoro portuale, lasciando alla stessa Autorità il compito, ad essa sola attribuito, della corretta attuazione dei dettati di legge sugli appalti e la contrattualistica tra artt. 16 e 18 ex legge 84/94 nel porto di Livorno».

Intanto oggi il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e l'assessora comunale al Porto, Barbara Bonciani, hanno incontrato una rappresentanza dei lavoratori in sciopero nel porto di Livorno su richiesta di una delegazione degli stessi lavoratori. Comunicando dell'avvenuta riunione, l'amministrazione comunale ha evidenziato che «auspica, e si impegnerà, per quanto nelle sue prerogative, che si arrivi ad una soluzione della vertenza in tempi rapidi, anche al fine di evitare gli effetti economici e sociali sull'intera comunità portuale e cittadina di un rallentamento del lavoro soprattutto in una fase dove lo scalo marittimo labronico ha volumi di traffico significativi da sfruttare per una crescita occupazionale e produttiva complessiva di tutti i soggetti in gioco».


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