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29 gennaio 2023 - Anno XXVII
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INDUSTRIA

Tempo d'inventario per l'industria coreana di produzione contenitori

Un anno o due fa sembrava che l'espansione oltremare delle principali ditte coreane produttrici di contenitori fosse praticamente inarrestabile. Una significativa percentuale della nuova capacità produttiva di box in Cina era controllata dai coreani e la rete dei principali operatori si era ulteriormente allargata, data la comparsa di nuove fabbriche nel sud-est asiatico, in India e persino nelle Americhe, tanto più che vi erano nuovi progetti sulla rampa di lancio.

L'elenco degli impianti destinati alla produzione di containers posseduti e condotti, o almeno gestiti, da ditte con sede in Corea fa ancora impressione. Attualmente, sono a conduzione coreana 16 fabbriche, di cui tre presso il Paese d'origine, 11 nella Repubblica Popolare di Cina e due altrove. Tuttavia, altrettanto interessanti dei nomi ivi elencati si presentano i nomi non più citati, dal momento che sia la Hyundai che la Jindo hanno chiuso alcune fabbriche nel sud-est asiatico nel corso degli ultimi 12 mesi (la ASPEC in Indonesia e la SCG in Tailandia nel caso della Hyundai e la Kodeco in Indonesia per quanto riguarda la Jindo). Inoltre, entrambe le ditte coreane hanno frenato bruscamente in relazione a qualsiasi ulteriore nuovo progetto al momento attuale, dato il ridimensionamento della breve incursione della Hyundai in Polonia e dei tentativi da tempo effettuati dalla Jindo di impiantare la produzione in India ed in Vietnam. Infine, naturalmente, un elenco di questo tipo compilato un anno fa avrebbe dovuto comprendere una mezza dozzina di progetti produttivi gestiti dalla coreana Win Corp, ma il fallimento di quest'ultima all'inizio del corrente anno ha tolto di mezzo un importante operatore nel contesto del settore della produzione di contenitori.

Sei dei migliori

I principali operatori che restano non sembrano troppo scontenti dell'occasione che si presenta di tirare il fiato dopo la continua espansione degli ultimi anni. Secondo S.H. Jeon, direttore generale del dipartimento marketing della Jindo, l'ultima fabbrica coreana residua dedicata alla produzione di contenitori per carichi secchi a Inchon opera solamente su un unico turno produttivo al momento attuale, ma egli spera che i livelli minimi di prezzo recentemente imposti in Cina possano allungare di un anno o due il periodo di sopravvivenza dell'impianto di Inchon.

Gli impianti per carichi secchi della Jindo in Cina, tuttavia, sono alquanto più indaffarati. L'impianto di Guangzhou, nella Cina meridionale, continua a lavorare quasi a spron battuto su due turni, sebbene Jeon abbia affermato che i piani in precedenza annunciati relativi all'inaugurazione di un secondo impianto nella Cina meridionale siano stati abbandonati a causa di problemi di eccesso di capacità nel mercato. A Shanghai, nel contempo, la Jindo è pronta a convertire le proprie operazioni da uno a due turni a partire dalla metà di ottobre, mentre anche la fabbrica di Dalian, secondo Jeon, si preparava ad aggiungere un secondo turno "su piccola scala" verso la metà di settembre. Nessuna spiegazione è stata fornita dalla Jindo in relazione a tale improvvisa svolta; peraltro, è probabile che essa sia dovuta alla necessità di provvedere prima della fine dei 1997 alla consegna di tutte le ordinazioni stipulate anteriormente alla data-limite della metà di aprile stabilita in ordine al controllo dei prezzi cinesi; potrebbe trattarsi, quindi, di un fenomeno a breve termine.



INFRASTRUTTURE PER LA PRODUZIONE DI CONTENITORI
CONTROLLATE DA DITTE COREANE

Denominazione ImpresaDenominazione fabbrica (e localizzazione)ProdottoCapacitàImpostazione
HyundaiHDPIC
(Ulsan, Corea)
Frigo10.000 unità-
"GDHD
(Guangzhou, Cina meridionale)
Carichi secchi70.000 unità1 linea, 1 turno;
1 linea, 2 turni
"SHHD
(Shanghai, Cina centrale)
Carichi secchi40.000 TEU1 linea, 1 turno;
1 linea, 2 turni
"QDHD
(Qingdao, Cina settentrionale)
Carichi secchi
Frigo
40.000 TEU
5.000 unità
1 linea, 2 turni
1 linea, 1 turno
"DCM Hyundai
(Madras, India)
Carichi secchi18.000 TEU-
"Hymex
(Tijuana, Messico)
Frigo 5.000 unità-
 
JindoJindo
(Inchon, Corea)
Carichi secchi40.000 TEU1 linea, 1 turno
"Jindo
(Onyang, Corea)
Frigo9.000 unità1 linea, 1 turno
"Guangzhou Jindo
(Cina meridionale)
Carichi secchi60.000 TEU1 linea, 2 turni
"Shanghai Jindo
(Cina centrale)
carichi secchi54.000 TEU2° turno a partire da
ottobre 1997
"Dalian Jindo
(Cina settentrionale)
Carichi secchi 40.000 TEU2° turno a partire da settembre 1997
"Qingdao Jindo
(Cina settentrionale)
Frigo12.000 unità1 linea, 1 turno
 
JLAJiluck-Ace
(Cina settentrionale)
Carichi secchi 24.000 TEU2° turno a partire da metà 1998
"Tianjin Jiluck-Ace
(Cina settentrionale)
Carichi secchi 30.000 TEUInizio operazioni previsto: gennaio 1998
"Sino-Ace
(Cina meridionale)
Carichi secchi24.000 TEUInizio operazioni previsto: gennaio 1998
Ace EngGoldtainer
(Cina settentrionale)
Carichi secchi 40.000 TEU-


Jeon ha anche dichiarato che l'impianto della Jindo Kodeco a Giacarta ha cessato la produzione qualche mese fa (esattamente, nello scorso mese di giugno); alla domanda relativa al fatto se questa chiusura fosse temporanea o definitiva, Jeon ha risposto "più meno, l'una e l'altra"; peraltro, tutto il personale direttivo coreano è stato mandato via e Jeon è sembrato alquanto disinteressato circa il suo futuro. Si è dimostrato poi ancor meno entusiasta circa la proposta di nuove fabbriche della Jindo in India ed in Vietnam, dal momento che entrambi questi progetti sono attualmente "rimandati a data da stabilirsi".

Il quadro tracciato dalla Hyundai in ordine ai propri vari progetti è leggermente più ottimistico, dal momento che la società in questione ha dichiarato che "la ASPEC ha cessato definitivamente la produzione a partire dall'agosto 1996, mentre la SCG ha chiuso provvisoriamente all'inizio di quest'anno ma vi è in programma la ripresa dell'attività all'inizio del prossimo anno. Al momento attuale non stiamo prendendo in considerazione alcun altro progetto".

Seguire la linea di tendenza

Dato che tutte le altre ditte coreane nel migliore dei casi si aggrappano all'esistente ed in quello peggiore cercano di vendere la propria rete di fabbriche all'estero, resta alla JLA il compito di continuare a tentare di espandersi. Questa ditta ha fatto sapere di essere in procinto di inaugurare non una bensì due nuove infrastrutture all'inizio del 1998, per quanto dopo diversi mesi di ritardo. "Riguardo alle nostre nuove fabbriche di Tianjin e Guangdong" ha dichiarato M.S. Kim, presidente della JLA "non siamo stati in grado di dare inizio alle operazioni rispettando il nostro programma originario a causa delle difficoltà nel riuscire ad ottenere i necessari finanziamenti in Cina. Dal momento che adesso abbiamo risolto i problemi di natura finanziaria, possiamo partire nel 1998 senza ulteriori indugi. Rispetto alla fabbrica Jiluck-Ace, abbiamo modificato l'impostazione da due turni ad un turno in ragione dei bassi prezzi dei contenitori ma stiamo progettando il ritorno alle operazioni su due turni a partire dal secondo trimestre del 1998, dal momento che ci aspettiamo che i prezzi migliorino".

Win: una situazione... non vincente

La scomparsa della Win ha lasciato improvvisamente diverse fabbriche di containers in una situazione di carenza di vendite e di supporto alla commercializzazione sulle quali esse avevano finora confidato; peraltro, gli ora indipendenti produttori di box stanno affrontando coraggiosamente la situazione. L'unica fabbrica da tempo esistente in cui la Win Corp aveva una quota azionaria era l'impianto della Xia-Win e questa società ora fa sapere che è in atto un tentativo di gestire la fabbrica autonomamente; essa sta attualmente cercando di farsi riconoscere dal governo cinese il diritto di "rilevare" il capitale azionario della Win in luogo del "notevole" quantitativo di denaro che la Win doveva alla Xia-Win al momento della dichiarazione di fallimento della prima.

Il personale della Xia-Win ha (comprensibilmente) evidenziato il fatto che la produzione continua presso la fabbrica, malgrado la scomparsa della società-madre fondatrice e la disputa relativa all'identità del possessore delle quote azionarie della Win, e la società si aspetta di produrre circa 10.000 TEU nel 1997. La Xia-Win sta lavorando strutturata su un unico turno (notizia aggiornata alla metà di agosto), avendo fermato a marzo il secondo turno. La società, inoltre, sta attualmente concentrando gran parte dei propri sforzi sulla produzione di box non standard, dal momento che solamente il 60% dei TEU prodotti quest'anno verosimilmente sono riferibili ad unità standard, mentre il 40% è costituito da varie unità speciali per carichi secchi.

Una seconda ditta cinese che confida di poter prosperare a dispetto della perdita del proprio "guru" in fatto di vendite e marketing è la Yantai Moon-Win Reefer Container Co. Quest'ultima afferma: "Stiamo giusto per dare inizio alla produzione di un prototipo di unità-frigo. Questa fabbrica è stata progettata per la produzione di contenitori di ogni dimensione (frigo e carichi secchi) fino a 48 piedi di lunghezza, 8 piedi e 6 pollici di larghezza e 10 piedi di altezza ed è pronta a ricevere ordinazioni. La Win Corp non è più collegata con la nostra società, che ora gestiamo da soli, con personale esperto in tutte le divisioni".
(da: Cargo Systems, settembre 1997)

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