 SOS LOGistica ETS, Associazione per la Logistica Sostenibile, ha
espresso forte preoccupazione per l'impostazione del decreto
interministeriale MIT-MEF in arrivo che disciplina l'utilizzo del
Fondo mobilità 2027-2031 da 590 milioni di euro per il
rinnovo del parco veicolare dell'autotrasporto. L'associazione ha
rilevato che, secondo quanto riportato da fonti di settore, la
ripartizione prevista concentra la maggior parte delle risorse su
tecnologie tradizionali o di transizione: 60% su diesel Euro VI Step
E, 10% su elettrico e idrogeno, 10% su metano/LNG, oltre a quote per
rimorchi/semirimorchi e altre categorie. Inoltre, la distribuzione
temporale del Fondo è “a scalini” e colloca una
quota rilevante delle risorse dopo il 2028, riducendo l'impatto
immediato sul mercato e la capacità di attivare investimenti
oggi bloccati.
SOS LOGistica ha fatto presente che il provvedimento arriva in
un contesto che rende il ricambio non più rinviabile, con
l'ultimo report dell'European Automobile Manufacturers' Association
(ACEA) che evidenzia come l'Italia abbia una flotta commerciale
molto numerosa - nel 2024 risultavano in circolazione 4.642.832
veicoli commerciali leggeri (van), 988.165 camion (>3,5 t) e
101.303 autobus - ma, soprattutto, di una flotta molto vecchia:
l'età media in Italia è pari a 15,0 anni per i van,
19,8 anni per i camion e 13,9 anni per gli autobus. In un Paese con
una pressione della mobilità già elevatissima (Italia:
701 auto ogni 1.000 abitanti, la più alta densità
nell'UE; e 97 veicoli commerciali e autobus ogni 1.000 abitanti
contro una media UE di 85) - ha sottolineato SOS LOGistica - un
rinnovo del parco che privilegi davvero tecnologie efficienti e
pulite è una leva diretta per ridurre consumi, emissioni,
rumore e costi operativi.
«Con questa struttura - ha denunciato il presidente di SOS
LOGistica, Daniele Testi - il decreto può sbloccare qualche
progetto in stand-by, ma non sostiene un cambiamento strutturato,
fondato e duraturo. Se anche l'intera quota del 10% fosse davvero
orientata ai pesanti a zero emissioni, parlare oggi di un mercato
BEV pesante che “decolla” resta un miraggio: servono
segnali più forti, più certi e più rapidi».
L'associazione ha evidenziato che spingere l'adozione dei
Battery Electric Vehicles, e più in generale
l'elettrificazione e la digitalizzazione del mezzo, significa
preparare le imprese a transizioni già in atto nei modelli
operativi: gestione energia, telematica evoluta, Advanced Driver
Assistance Systems sempre più presenti, pianificazione
integrata, fino alle traiettorie future della guida
assistita/automatizzata. Secondo SOS LOGistica, «rinviare
questo passaggio, o limitarlo a quote marginali, rischia di lasciare
molte aziende italiane fuori tempo massimo rispetto a tecnologie che
stanno maturando rapidamente e che saranno determinanti per
produttività e competitività».
SOS logistica ETS ha quindi chiesto un confronto rapido con i
ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell'Economia e
delle Finanze per migliorare l'efficacia del provvedimento e
massimizzare il ritorno pubblico degli investimenti. Le proposte
dell'associazione sono di aumentare in modo significativo la quota a
zero emissioni, portandola ben oltre l'attuale 10% e prevedendo un
percorso progressivo anno su anno, di rendere flessibili le quote
tra tecnologie, evitando “silos” che rischiano di
lasciare risorse inutilizzate (o di finanziare soluzioni non
allineate agli obiettivi di decarbonizzazione), di anticipare una
parte delle risorse in quanto la transizione si decide nel
2026-2028, non solo nel 2030-2031, e di affiancare ai contributi
veicolo un piano coerente su infrastrutture e rete (ricarica in
deposito e in corridoio), per ridurre il rischio percepito dagli
operatori e accelerare la bancabilità dei progetti. Inoltre,
secondo l'associazione, è necessario orientare gli incentivi
al ringiovanimento reale del parco (in coerenza con le evidenze
ACEA), premiando maggiormente sostituzioni che generano il massimo
salto in efficienza, sicurezza e impatti locali, introdurre una
premialità “progetto completo” legata alla
ricarica in deposito (e alla digitalizzazione) e premiare la
sostituzione che massimizza efficienza e benefici ambientali,
introducendo coefficienti di premialità crescenti legati alla
rottamazione di veicoli più anziani e ad alto impatto
(anzianità/standard emissivo), alla quota di energia
rinnovabile utilizzata per la ricarica (autoconsumo o contratti con
garanzie d'origine), e all'adozione di tecnologie di sicurezza e
assistenza alla guida (ADAS) e telematica avanzata.
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