
Sarà devoluta ad un arbitrato la questione della
legittimità della estromissione dalla gestione dei porti
panamensi di Balboa e Cristóbal della Panama Ports Company
(PPC) del gruppo CK Hutchison Holdings di Hong Kong avvenuta dopo
che la Corte Suprema di Giustizia della nazione centroamericana
aveva dichiarato l'incostituzionalità della legge di
approvazione del contratto di concessione dei due scali
(
del
30
gennaio 2026). Lo ha reso noto il ministro dell'Economia e delle
Finanze di Panama, Felipe Chapman, nel corso di un'intervista con
l'agenzia di stampa spagnola “EFE” specificando che la
procedura si terrà presso l'International Chamber of Commerce
di New York e che il valore della domanda risarcitoria dell'azienda
cinese ammonterà ad oltre 1,5 miliardi di dollari.
Chapman ha definito la somma richiesta «completamente
avulsa dalla realtà» in considerazione - ha precisato -
del contributo fornito da PPC a Panama negli ultimi 25 anni. Inoltre
il ministro ha affermato che Panama non chiederà alcun tipo
di indennizzo e ha manifestato l'apertura del governo panamense nei
confronti della controparte «per discutere un possibile
accordo».
Che un confronto ci sia già stato lo ha invece affermato
il presidente panamense José Raúl Mulino, che è
il capo del governo, annunciando che rappresentanti dell'esecutivo
hanno tenuto riunioni a New York e Washington con i massimi
dirigenti della CK Hutchison Holdings. Mulino, che lunedì ha
firmato un decreto che assegna la gestione dei due porti ad APM
Terminals e TiL
(
del 23
febbraio 2026), ha sottolineato che da parte cinese non c'è
stata alcuna apertura ma piuttosto - ha aggiunto - «arroganza».