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AMBIENTE
Uno studio rileva elevati livelli di inquinanti organici persistenti causati dalle attività di demolizione navale
Analizzati i sedimenti su un tratto di costa di 30 chilometri ad Aliaga, nella Turchia occidentale
Bruxelles
5 febbraio 2026
Le attività di demolizione navale possa causare
inquinamenti e danni alla salute umana e ambientale diffondendo
inquinanti organici persistenti (POP). Questo rischio è
evidenziato da uno studio di Hale Demirtepe, professoressa associata
presso l'Izmir Institute of Technology, che ha rilevato elevati
livelli di POP nei sedimenti al largo della Turchia collegati alle
attività dei locali stabilimenti di demolizione delle navi.
Lo studio, segnalato dalla Commissione Europea, ricorda che i
POP sono sostanze chimiche organiche contenenti carbonio legato
all'idrogeno, inclusi pesticidi e sottoprodotti dell'attività
industriale, che persistono nell'ambiente, inquinando gli ecosistemi
e minacciando la salute umana e ambientale e possono accumularsi
negli organismi ed essere trasportati via terra, aria o mare
ampliando la loro possibile area di impatto. Inoltre, ricorda che
nel 1995 il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) ha
sollecitato un'azione globale contro queste sostanze chimiche
tossiche, azione che è stata avviata prima nell'ambito del
Protocollo di Aarhus che è in vigore dal 1998 e poi
attraverso la Convenzione di Stoccolma (2004), che limitano le
modalità di produzione, utilizzo, gestione e smaltimento dei
POP.
Lo studio analizza come le attività di recupero
dell'acciaio da componenti navali durante la demolizione delle navi,
comportando il taglio e la rimozione di componenti potenzialmente
carichi di composti tossici come ritardanti di fiamma, ad esempio
cavi, guarnizioni in gomma, vinile e pannelli verniciati, possano
contribuire alla contaminazione ambientale da POP. Si ricorda,
inoltre, che uno studio del 2019 sui sedimenti superficiali della
zona costiera del Bangladesh (Habibullah-Al-Mamun, Kawser Ahmed,
Saiful Islam, Masahiro Tokumura e Shigeki Masunaga) ha suggerito che
una nave di taglia media potrebbe contenere circa 250 chilogrammi di
policlorobifenili (PCB), che sono POP sintetici e classificati come
cancerogeni.
Lo studio della professoressa Demirtepe si concentra su un
tratto di costa di 30 chilometri ad Aliaga, nella Turchia
occidentale, dove sorgono alcuni dei più grandi cantieri di
demolizione navale del mondo, ma è anche soggetta ad un
intenso traffico navale e alle attività di impianti
petroliferi, petrolchimici, siderurgici e centrali elettriche
terrestri. I campioni raccolti hanno rivelato che i sedimenti
costieri contenevano concentrazioni significative di PCB e
polibromodifenileteri (PBDE), rispettivamente fino a 4.750 e 5.053
nanogrammi per grammo di sedimento. Osservando che è la prima
volta che i PBDE vengono identificati nei sedimenti dei cantieri di
demolizione navale, la ricercatrice turca ha specificato che nella
maggior parte dei campioni di sedimenti le concentrazioni di
entrambi i tipi di sostanze chimiche superavano i limiti stabiliti
dal Canadian Environmental Protection Act del 1999. Inoltre, la
valutazione del rischio ecologico basata sulle linee guida tecniche
dell'UE ha mostrato che i livelli di alcune sostanze chimiche
rappresentavano rischi da moderati ad elevati per gli ecosistemi
bentonici, ovvero quelli che vivono sul fondale oceanico o in
prossimità del fondale. I sedimenti della baia di Nemrut,
situata nell'area presa in esame e caratterizzata da un'attività
industriale terrestre più intensa, presentavano
concentrazioni più elevate rispetto a quelli della baia di
Aliaga. I sedimenti dei cantieri di demolizione navale presentavano
le concentrazioni più elevate, mentre i sedimenti vicini alle
spiagge le più basse. PCB con un contenuto di cloro più
elevato erano associati alle attività di demolizione navale,
mentre PCB e PBDE con un contenuto di cloro più basso erano
associati alle emissioni industriali terrestri e al deflusso
urbano.
Lo studio rileva quella della demolizione navale è
un'attività ancora poco esaminata quanto alla contaminazione
da POP, mentre dovrebbe essere attentamente monitorata per mitigare
e prevenire i danni ambientali. Inoltre sottolinea che i materiali
delle navi dovrebbero essere mantenuti sotto controllo durante lo
smantellamento e quelli contaminati dovrebbe essere smaltiti con
maggiore attenzione.
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