
Nei giorni scorsi nel porto di Brindisi è stata
sottoposta a sequestro preventivo d'urgenza una nave, battente
bandiera di una piccola isola dell'Oceania, proveniente dalle acque
territoriali russe del Mar Nero con un carico di 33.000 tonnellate
di materiale ferroso. A seguito di accertamenti svolti dalla Guardia
di Finanza e dall'Agenzia delle Dogane di Brindisi, con il
coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, è
stato infatti emesso un provvedimento cautelare, secondo quanto
previsto dal regolamento europeo 833/2014, in ottemperanza alle
misure adottate nell'ambito dei pacchetti di sanzioni nei confronti
della Federazione Russa in conseguenza del conflitto russo-ucraino.
Il regolamento e le successive integrazioni prevedono il divieto sia
di effettuare operazioni commerciali in determinate località,
inclusi alcuni porti della Federazione Russa, sia di importare
determinate categorie di merci, nonché l'applicazione di
sanzioni nei confronti di una serie di persone fisiche e giuridiche.
La Guardia di Finanza ha reso noto che i controlli a cui è
stata sottoposta la nave hanno fatto emergere gravi incongruenze,
falsificazioni e alterazioni della documentazione di bordo relativa
ai luoghi di sosta e di effettuazione delle operazioni di carico
della merce. In particolare, è stato accertato che dal 13 al
16 novembre scorsi la nave ha sostato e operato nel porto russo di
Novorossijsk, sottoposto a sanzioni, eseguendo operazioni vietate di
carico della merce. Inoltre, è stato accertato che il sistema
AIS della nave, ovvero il transponder GPS che permette alle navi di
identificarsi e fornire in tempo reale la propria posizione, rotta e
velocità, era stato disattivato in prossimità del
porto di Novorossijsk verosimilmente con l'intento di sottrarsi alla
geolocalizzazione e di ostacolare l'attività di controllo
delle autorità competenti. Gli accertamenti svolti hanno
consentito di ricostruire esattamente la rotta e le operazioni
svolte dalla nave in violazione al regolamento comunitario in
materia di sanzioni contro la Federazione Russa, nonostante le
dichiarazioni fuorvianti del comandante della nave, l'alterazione
dei documenti e lo spegnimento del transponder.
A seguito del sequesto della nave e dell'intero carico,
l'importatore, l'armatore e alcuni componenti dell'equipaggio sono
stati posti sotto indagine per aver eluso le misure restrittive
dell'Unione Europea.