
Una nave per gas naturale liquefatto russa, la
Arctic
Metagaz, è affondata a circa 130 miglia nautiche a nord
del porto libico di Sirte dopo che si era incendiata a seguito di
alcune esplosioni la cui causa è ancora ignota. L'incidente,
attribuito da Ministero dei Trasporti russo a droni navali ucraini,
ha suscitato anche allarmi per il possibile estendersi al
Mediterraneo della crisi bellica in corso in Medio Oriente.
La Ports & Maritime Transport Authority libica ha spiegato
che la nave, con a bordo un carico di 62.000 tonnellate di gas
naturale liquefatto, era proveniente da Murmansk, in Russia, e
diretta a Port Said, in Egitto, ed ha lanciato una richiesta di
soccorso ricevuta ieri sera dalla sala operativa del Centro di
Ricerca e Soccorso libico a cui sono seguite improvvise esplosioni a
bordo che hanno provocato un vasto incendio e quindi l'affondamento
della nave il cui relitto si trova all'interno dell'area di ricerca
e soccorso libica. Una nave cargo, la più vicina al luogo
dell'incidente, è stata inviata per fornire assistenza e ha
tratto in salvo tutti i 30 membri dell'equipaggio tra cui non
risultano feriti gravi.
La Ports & Maritime Transport Authority libica ha quindi
esortato le navi in transito ad evitare la zona in cui è
affondata l'unità russa per la potenziale presenza di detriti
le cui dimensioni e profondità non sono ancora state
determinate. Inoltre ha espresso preoccupazione per la possibilità
di fuoriuscite di materiali infiammabili o inquinanti dai serbatoi
della nave che potrebbero rappresentare una minaccia per la
navigazione marittima e l'ambiente marino della zona.
Precisato che la causa delle esplosioni che hanno preceduto
l'incendio rimane sconosciuta, l'authority libica ha ricordato che a
metà dicembre una petroliera russa era stata attaccata da
droni al largo della costa libica, attacco che era stato rivendicato
dall'Ucraina.