 Nel 2025 il gruppo crocieristico statunitense Norwegian Cruise
Line Holdings (NCLH) ha registrato ricavi record pari a 9,83
miliardi di dollari, valore rappresenta un incremento del +3,7%
sull'esercizio annuale precedente ed è stato raggiunto grazie
ai nuovi picchi storici sia delle vendite delle crociere che delle
vendite a bordo delle navi del gruppo i cui valori sono risultati
pari rispettivamente a 6,69 miliardi (+4,2%) e 3,14 miliardi di
dollari (+2,5%). I costi operativi sono invece diminuiti del -0,9%
scendendo a 5,64 miliardi. Nuovi massimi storici sono stati segnati
anche dai valori del margine operativo lordo e dell'utile operativo
attestatisi a 2,46 miliardi (+2,1%) e 1,56 miliardi (+6,5%). L'utile
netto, con 423,2 milioni di dollari, ha accusato un calo del -53,5%
sul 2024 determinato da un forte rialzo del +63,4% dei costi non
operativi che hanno totalizzato 1,13 miliardi.
Nel solo quarto trimestre del 2025 i ricavi sono ammontati a
2,24 miliardi di dollari, valore in crescita del +6,4% che
rappresenta il nuovo record per questo periodo dell'anno, con nuovi
picchi per questo trimestre sia delle vendite delle crociere, pari a
1,51 miliardi (+7,2%), sia delle vendite a bordo delle navi, pari a
734,4 milioni (+4,8%). Anche il valore del margine operativo lordo,
pari a 528,8 milioni (+3,8%), è il più elevato di
sempre per il periodo ottobre-dicembre. L'utile operativo è
stato di 186,6 milioni (-13,1%) e l'utile netto di 14,2 milioni di
dollari, con una flessione del -94,4% su cui pesa - così come
nei due trimestri precedenti - un deciso aumento dei costi non
operativi saliti a 180,7 milioni di dollari (+68,9%).
Nell'intero 2025 la flotta del gruppo, operata attraverso i
marchi Norwegian Cruise Line, Oceania Cruises e Regent Seven Seas
Cruises, ha imbarcato complessivamente 3,0 milioni di passeggeri
(+2,4%), numero che costituisce il nuovo record storico, di cui
787mila nel solo quarto trimestre (+18,2%), numero che è il
più elevato di sempre per il periodo.
Il gruppo ha reso noto che l'ingresso nel 2026 è stato
caratterizzato da una situazione di pressione relativamente al
livello di prenotazioni che risulta al di sotto di quello ottimale a
causa - ha spiegato NCLH - di alcuni errori di esecuzione
nell'allineamento della politica commerciale con l'impiego della
flotta.
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