
Oggi il gruppo CK Hutchison Holdings (CKHH) di Hong Kong ha
confermato che già ieri stesso, quando il presidente
panamense, José Raúl Mulino, ha firmato un decreto
esecutivo che ha posto sotto sequestro i beni e le attrezzature dei
porti di Balboa e Cristóbal
(
del
23
febbraio 2026), nei terminal dei due scali portuali che sino a
ieri il gruppo cinese aveva gestito attraverso la controllata Panama
Ports Company (PPC) sono entrati rappresentanti dello Stato
panamense che hanno assunto il controllo amministrativo e operativo
dei terminal di PPC escludendo i rappresentanti della PPC dai
terminal. CK Hutchison ha spiegato che i rappresentanti del governo
hanno informato il personale della PPC che il contratto di
concessione attraverso cui la Panama Ports Company gestiva i
terminal non esisteva più e che la PPC doveva cessare le
operazioni. Inoltre - ha specificato il gruppo cinese - hanno
ordinato che i dipendenti della PPC venissero estromessi dalla PPC,
hanno imposto loro di non comunicare con la PPC e di conformarsi
alle istruzioni governative, sotto la minaccia di procedimenti
penali. L'azione ha comportato anche l'oscuramento del sito internet
della Panama Ports Company.
Denunciando che, pertanto, ora lo panamense Stato ha il
controllo dei terminal dei due porti, CK Hutchison ha ribadito che
il sequestro dei terminal giunge al culmine di una campagna condotta
nell'ultimo anno dallo Stato di Panama contro la PPC e il suo
contratto di concessione. CKHH ha specificato di ritenere che
quest'ultimo debba essere considerato risolto da ieri a seguito
degli atti governativi, delle dichiarazioni dei funzionari panamensi
e dell'acquisizione dei terminal da parte dello Stato.
Inoltre, CKHH ha ribadito di ritenere che la sentenza della
Corte Suprema di Giustizia di Panama che ha dichiarato
l'incostituzionalità della legge sul contratto di concessione
(
del 30
gennaio 2026), nonché il decreto esecutivo firmato ieri
dal presidente Mulino, la pretesa risoluzione della concessione di
PPC e l'acquisizione dei terminal siano illegittimi. Il gruppo di
Hong Kong ha evidenziato che «le azioni dello Stato di Panama,
inoltre, comportano gravi rischi per le operazioni, per la salute e
per la sicurezza presso i terminal di Balboa e Cristóbal»
e che «nessuna delle azioni dello Stato di Panama è
stata indicata o coordinate con la PPC» ed ha quindi
sottolineato che «lo Stato di Panama è responsabile per
i danni causati dalle azioni di confisca intraprese».
Il gruppo di Hong Kong ha concluso specificando che «PPC e CKHH
continueranno a consultarsi con i propri consulenti legali in merito
alla sentenza e al sequestro coatto, alla presunta risoluzione della
concessione di PPC e a tutti i ricorsi disponibili, compresi
ulteriori procedimenti legali nazionali e internazionali contro la
Repubblica di Panama e i suoi agenti e terze parti colluse con loro,
per riservarsi tutti i diritti e i mezzi di ricorso contro di loro
in relazione a tale questione».
Intanto, nelle scorse ore il Consiglio dei ministri panamense ha
approvato due risoluzioni che autorizzano la Autoridad Marítima
de Panamá (AMP) ai negoziati intrapresi per la gestione
transitoria dei due porti con aziende internazionali al fine di
garantire la continuità delle operazioni, della manutenzione
e dell'amministrazione dei porti di Balboa e Cristóbal. Una
risoluzione approva il contratto di concessione transitoria per la
gestione sino a 18 mesi del porto di Balboa tra la AMP e la società
APMT Panamá, filiale della società terminalista APM
Terminals del gruppo armatoriale danese A.P. Møller-Mærsk.
La seconda risoluzione approva il contratto di concessione
transitoria per la gestione del porto di Cristóbal per un
periodo sino a 18 mesi tra la AMP e la TIL Panamá, filiale
della società terminalista Terminal Investment Limited (TiL)
che fa capo al gruppo armatoriale elvetico Mediterranean Shipping
Company.