
Per assicurare la continuità delle operazioni portuali
nei porti panamensi di Cristóbal e Balboa, situati
rispettivamente sulla costa atlantica e su quella pacifica di
Panama, queste attività verranno conferite temporaneamente
alla APM Terminals, la società terminalista del gruppo
armatoriale danese A.P. Møller-Mærsk. Lo ha reso noto
venerdì il presidente panamense, José Raúl
Mulino, dopo che la sentenza della Corte Suprema di Giustizia di
Panama ha dichiarato incostituzionale la legge sul contratto di
concessione che ha assegnato alla Panama Ports Company del gruppo CK
Hutchison Holdings di Hong Kong la gestione dei due scali portuali
(
del
30
e
30
gennaio 2026).
In un messaggio alla nazione, Mulino ha ricordato che i due
porti «sono uno dei pilastri strategici dell'economia
nazionale e un anello chiave del commercio internazionale» e -
ha aggiunto - «siamo pienamente consapevoli che la recente
pronuncia della Corte Suprema è una decisione di grande
rilevanza e impatto che richiede la nostra massima attenzione e il
nostro impegno per salvaguardare questi beni che appartengono a
tutti i panamensi».
Il presidente ha ricordato che il pronunciamento della Corte
Suprema ha un precedente nella sentenza che ha dichiarato
incostituzionale il contratto di concessione per lo sfruttamento
della miniera di rame da parte della Minera Panamá della
First Quantum Minerals. Mulino ha spiegato che con la nuova sentenza
sui porti, in attesa che diventi definitiva, ci sarà un
periodo di continuità con l'attuale operatore a cui seguirà
un periodo di transizione fino all'assegnazione di una nuova
concessione, «a termini e condizioni - ha specificato -
favorevoli al nostro Paese». Il presidente ha reso noto di
aver intanto incaricato l'Autorità Marittima di Panama «di
incontrarsi immediatamente con Panama Ports Company per coordinare
le azioni necessarie per gli scopi sopra menzionati. Ci aspettiamo -
ha sottolineato - che l'azienda, associata di Hutchison Port e
filiale del conglomerato multinazionale CK Hutchison Holdings, con
una presenza globale e un forte impegno per la propria reputazione
aziendale, collabori pienamente durante questa fase. Lo Stato
panamense garantisce i diritti costituzionali e legali dell'azienda
e ne supervisionerà anche gli obblighi contrattuali fino alla
fine del periodo di transizione a cui ho fatto cenno. Da parte sua,
il Ministero del Lavoro sosterrà questo processo, garantendo
una transizione fluida e trasparente per tutti, in qualità di
organo di governo delle relazioni sindacali nel Paese».
Rivolgendosi ai lavoratori dei porti, Mulino ha affermato che «i
vostri posti di lavoro sono il bene più prezioso dei nostri
terminal e sono garantiti. Non ci saranno licenziamenti»,
mentre rivolgendosi ai fornitori e ai clienti dei porti ha
assicurato «la continuità dei rapporti esistenti e una
transizione amministrativa ordinata».
Il presidente panamense ha poi reso noto che APM Terminals «ha
espresso la propria disponibilità ad assumere temporaneamente
la gestione di entrambi i terminal». Evidenziando che questa
società terminalista ha le capacità e l'esperienza
necessarie per gestire al meglio la fase di transizione, Mulino ha
precisato che «questa misura verrà attivata solo una
volta che la sentenza della Corte Suprema diventerà
definitiva, fino a quando non verrà accordata una nuova
concessione, a seguito di una procedura aperta e partecipativa, a
difesa degli interessi panamensi, con la garanzia di migliori
risorse per il nostro Paese».
Dopo il messaggio del presidente, anche l'Autorità
Marittima di Panama ha garantito che «le attività
procedono normalmente, senza interruzioni, e continuano a offrire
livelli ottimali di produttività, efficienza e qualità
del servizio per le compagnie di navigazione e per i loro clienti»
e, riferendosi a Panama Ports Company, l'authority ha espresso
fiducia «nella sua cooperazione costruttiva durante questa
fase, a beneficio della stabilità dell'intero sistema
portuale».