
A seguito del ripetersi di attacchi alle navi commerciali nella
regione del Mar Nero, che nei giorni scorsi hanno coinvolto due
tanker di proprietà greca colpite con l'uso di droni,
l'associazione degli armatori greci ha esortato l'Unione Europea ad
«adottare immediatamente misure, coordinate e decisive, per
proteggere la sua industria marittima, la sua popolazione e il ruolo
strategico che la navigazione svolge per la prosperità
dell'Europa e dei suoi cittadini». In una nota, la presidente
dell'Union of Greek Shipowners, Melina Travlos, ha denunciato che
«ancora una volta, il trasporto marittimo mercantile, le
nostre navi e soprattutto i nostri marittimi si trovano al centro di
attacchi militari e ibridi, nonché di minacce asimmetriche,
che rappresentano un grave pericolo per le vite umane, l'ambiente e
la sicurezza della navigazione internazionale. Prendere di mira le
navi, in particolare quelle di proprietà greca che, per
estensione, fanno parte della flotta europea, che operano
legalmente, servendo la catena di importazione e approvvigionamento
dell'Unione Europea - ha sottolineato Travlos - è del tutto
illogico, illegale e privo di fondamento politico. Mina direttamente
la politica estera dell'UE. Il trasporto marittimo non è un
campo di battaglia e non dovrebbe essere utilizzato o preso di mira
come mezzo di pressione politica. I marittimi sono civili. Sono
persone che lavorano, spesso lontano dalle loro famiglie, al
servizio della sicurezza globale, del commercio, per garantire la
sicurezza energetica, salvaguardare l'approvvigionamento alimentare
e sostenere il funzionamento quotidiano delle nostre società».
La presidente dell'Union of Greek Shipowners ha ricordato di
aver già fatto presente lo scorso maggio al Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite che «la navigazione dovrebbe
essere tenuta fuori da ambiti di tensione geopolitica e di scontro
militare» e che «la protezione dei marittimi e la
libertà di navigazione non sono facoltative, ma obblighi
fondamentali a livello europeo e internazionale».
Invitando l'UE ad adottare misure, Travlos ha esortato anche
l'Unione Europea a «chiarire che nessun attacco alle navi
civili è accettabile e nessuna minaccia contro i marittimi
può essere tollerata. Il trasporto marittimo - ha concluso -
collega il mondo e nessuna argomentazione geopolitica può
giustificare che venga preso di mira con la violenza».