
La Confederazione Italiana Armatori ha invitato l'Unione Europea
a rafforzare l'attrattività delle proprie bandiere marittime
attraverso semplificazione normativa, digitalizzazione, certezza
regolatoria e maggiore efficienza operativa, senza arretrare sugli
elevati standard di sicurezza. Inoltre, Confitarma ha esortato a
che, nel raffrontare i registri navali, le valutazioni si fondino su
indicatori oggettivi e comparabili quali - ha specificato la
Confederazione - le performance in ambito Port State Control, il
livello di ratifica delle convenzioni internazionali e i risultati
degli audit IMO. In tal senso - ha precisato ancora Confitarma - lo
studio “Shipping Industry Flag State Performance Table
2025/2026”, pubblicato da ICS nel gennaio 2026 con il supporto
di ECSA, rappresenta un riferimento tecnico imprescindibile per una
valutazione trasparente e basata su dati verificabili
(
del
28
gennaio 2026).
Relativamente all'attuale panorama degli Stati di bandiera, la
confederazione armatoriale italiana ha fatto riferimento allo “Study
on Flag State Responsibilities and Open Registers” pubblicato
a gennaio dalla stessa Commissione Europea che evidenzia - ha
ricordato Confitarma - come una quota crescente del tonnellaggio
mondiale sia oggi detenuta dai principali registri globali extra UE
- in primis Liberia e poi anche Panama e Marshall Islands - che
hanno progressivamente ampliato la propria incidenza sul mercato
internazionale. In particolare - ha rilevato la Confederazione -
registri quali Liberia e Isole Marshall hanno saputo coniugare in
questi ultimi anni una forte crescita dimensionale con una rigorosa
attenzione alla sicurezza del naviglio, investendo pesantemente per
il miglioramento della safety a bordo. Tale dinamica evolutiva - ha
precisato Confitarma - è confermata da azioni concrete di
compliance: negli ultimi mesi, questi registri hanno ulteriormente
inasprito i controlli, procedendo alla cancellazione e
all'espulsione delle unità che non soddisfano i requisiti di
sicurezza o di compliance. Risulta pertanto fondamentale - ha
rimarcato la Confederazione - non assimilare genericamente tutti gli
open registries, distinguendo tra i registri di qualità e
quelli che, al contrario, manifestano scarsa attenzione alla
sicurezza o propensione ad accogliere naviglio espulso (Shadow
Fleet) da altre bandiere perché impiegato in trade preclusi
alla flotta europea da normative europee ed internazionali.