
La società terminalista Panama Ports Company (PPC) del
gruppo CK Hutchison Holdings di Hong Kong denuncia che la Repubblica
di Panama sta dilazionando i tempi dell'arbitrato che li contrappone
presso l'International Chamber of Commerce Court of Arbitration e
che facendo ciò - ha evidenziato l'azienda in una nota -
«continua a perdere credibilità come destinazione per
gli investimenti esteri a causa del persistente mancato rispetto
dello stato di diritto e della mancata restituzione dei beni degli
investitori, a poche settimane dall'illegittimo sequestro dei
terminal portuali».
PPC si riferisce al sequestro di beni e attività operati
dalla società terminalista per la gestione dei due porti
panamensi di Balboa e Cristóbal che è stato attuato
dopo che all'inizio di quest'anno la Corte Suprema di Giustizia di
Panama aveva dichiarato l'incostituzionalità della legge sul
contratto di concessione con la Panama Ports Company che è
entrato in vigore nel 1997 e nel 2021 è stato automaticamente
rinnovato per altri 25 anni
(
del 30
gennaio e 23
febbraio 2026). Critiche all'assegnazione della gestione dei due
porti alla società che, attraverso la Hutchison Port Holdings
(Hutchison Ports), fa capo alla cinese CK Hutchison risalgono già
a quando PPC era stata scelta per operare i due scali portuali
centroamericani, che sono posti alle due estremità del canale
di Panama, e si sono acuite all'inizio dello scorso anno quando il
presidente statunitense Donald Trump aveva minacciato di ridare agli
USA il controllo del canale
(
del 23
e 27
gennaio e 8
aprile 2025). Nel frattempo il consorzio formato dalla società
di investimenti americana BlackRock e dalla Terminal Investment
Limited del gruppo armatoriale MSC aveva siglato un accordo per
comprare il 90% del capitale della Panama Ports Company e lo scorso
mese il governo panamense, a seguito della sentenza della Corte
Suprema di Giustizia, aveva assegnato gestione transitoria del porto
di Balboa alla APM Terminals del gruppo armatoriale Maersk e del
porto di Cristóbal alla stessa Terminal Investment Limited
(
del 4
marzo 2025 e 24
febbraio 2026).
La Panama Ports Company ha ora denunciato che la Repubblica di
Panama «non ha presentato la propria risposta all'arbitrato
internazionale avviato da PPC entro la scadenza originaria fissata
dalla International Chamber of Commerce Court of Arbitration, ovvero
venerdì 13 marzo 2026. Panama - ha specificato PPC - ha
dichiarato di non essere preparata e di non essere stata in grado di
rispondere in tempo perché non aveva incaricato avvocati, non
conosceva la controversia e necessitava di tempo per elaborare un
piano e ottenere una proroga parziale, nonostante Panama avesse
recentemente annunciato di aver impiegato l'ultimo anno per
sviluppare un piano per i porti e nonostante PPC avesse notificato
allo Stato la controversia quasi un anno prima, a causa della
campagna diffamatoria condotta dallo Stato nei suoi confronti.
Inoltre - ha denunciato ancora la PPC - Panama non ha dato seguito,
nel tempo, agli sforzi compiuti da PPC e dai suoi investitori per
trovare soluzioni, il che fa pensare che Panama potrebbe
semplicemente ideare e annunciare ulteriori attacchi infondati in
sede arbitrale. Uno Stato che rispetta gli investitori stranieri -
ha sottolineato Panama Ports Company - non ignora le consultazioni e
le procedure internazionali di risoluzione delle controversie.