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14 gennaio 2022

T&E invita l'UE ad ampliare il raggio d'applicazione delle norme per decarbonizzare lo shipping includendovi le navi sotto le 5mila tsl e quelle a servizio dell'industria offshore

Per l'associazione, la soglia di riferimento per le emissioni di CO2 dovrebbe essere un quantitativo annuo di mille tonnellate

Sembra che per Transport & Environment (T&E), l'organizzazione non governativa che si occupa dell'impatto del settore dei trasporti sull'ambiente, le misure via via introdotte dall'Unione Europea per decarbonizzare lo shipping non siano mai sufficienti. L'inclusione del trasporto marittimo nell'ETS, il sistema di scambio di quote di emissione dell'UE - pur apprezzata dall'associazione - ha tuttavia già suscitato accese critiche in quanto, secondo T&E, l'UE sbaglierebbe a promuovere l'uso del gas naturale liquefatto come combustibile per le navi ( del 14 luglio 2021).

Ora l'organizzazione ambientalista ritiene che l'UE sbagli anche ad incentrare la propria strategia per decarbonizzare il trasporto marittimo solo sulle grandi navi. Ad essere incluse nel campo di applicazione del sistema EU ETS, infatti, sono solo le navi di oltre cinquemila tonnellate di stazza lorda. Per Transport & Environment, ciò significa il mancato inserimento nel sistema ETS di naviglio di minore tonnellaggio che complessivamente nel 2020 ha prodotto emissioni di CO2 pari a 25,8 milioni di tonnellate, volume - ha rilevato l'associazione - analogo a quello delle emissioni di anidride carbonica della Danimarca, su un totale di quasi 130 milioni di tonnellate di CO2 prodotte ogni anno dall'industria marittima dell'Unione Europea. Secondo T&E, «l'arbitraria esenzione di navi come quelle che servono gli impianti di estrazione del petrolio e del gas, così come degli yacht, comprometterà la legislazione marittima dell'UE e farà sì che milioni di tonnellate di emissioni sfuggano alle norme».

Transport & Environment, in particolare, ha evidenziato che la proposta della Commissione Europea dello scorso 14 luglio per la tariffazione del carbonio per lo shipping, oltre ad esentare dal campo di applicazione del sistema sia le navi da pesca che quelle militari, esclude appunto anche le navi a servizio dell'industria offshore nonostante - ha sottolineato T&E - emettano in media più delle petroliere e delle rinfusiere. «Ciò - ha denunciato l'associazione - significa che poco più della metà delle navi europee è esentata dalla proposta nonostante rappresentino quasi il 20% delle emissioni del trasporto marittimo dell'UE, il doppio rispetto a quanto inizialmente la Commissione aveva asserito che l'esenzione avrebbe coperto».

«È positivo - ha affermato Jacob Armstrong, responsabile per la sostenibilità dello shipping presso T&E - che l'UE stia finalmente cercando di far fronte al terribile impatto sul clima del trasporto marittimo. Tuttavia la sua proposta basata su ingiustificate scappatoie lascia fuori troppe navi fortemente inquinanti. L'UE - ha esortato Armstrong - deve rivedere le proprie leggi sul trasporto marittimo per assicurare che milioni di tonnellate di CO2 siano ricomprese nelle normative». L'invito di Transport & Environment è che l'UE stabilisca quale soglia di riferimento per le emissioni di CO2 un quantitativo annuo di mille tonnellate, soglia che - ha osservato l'associazione - garantirebbe la copertura del 12% in più delle emissioni rispetto all'attuale proposta formulata dalla Commissione Europea.



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