
L'European Sea Ports Organisation ha apprezzato la strategia
politica per i porti presentata ieri dalla Commissione Europea in
quanto - ha spiegato l'associazione dei porti europei in una nota -
«riconosce il ruolo fondamentale che i porti svolgono per
l'economia e la società europee e parte da una solida
comprensione del ruolo mutevole e complesso dei porti, nonché
delle sfide che questo ruolo comporta». ESPO ha rilevato che
con la sua strategia «la Commissione sembra riconoscere molto
bene che i porti devono coniugare più che mai il loro ruolo
di hub commerciali competitivi con i loro compiti di fornitori di
servizi pubblici per la resilienza dell'economia e della società
europee. Sulla base di questa consapevolezza - ha evidenziato
l'associazione - la Commissione sottolinea la diversità dei
porti, che richiede un approccio ampio e flessibile, che ESPO
accoglie con grande favore».
Tra gli elementi della strategia per i porti particolarmente
apprezzati da ESPO c'e l'impegno «a lavorare alla revisione
dell'EU ETS e di FuelEU Maritime, riducendo il comprovato impatto
negativo dell'attuale EU ETS per il trasporto marittimo sui porti
europei». Inoltre, è stato accolto con favore
«l'impegno della Commissione a sostenere i porti europei nei
loro investimenti, tenendo conto delle previsioni di investimento
formulate nello studio sugli investimenti di ESPO a partire dal
2024. Oltre ai finanziamenti necessari a sostenere i numerosi
investimenti - ha rilevato l'associazione - la strategia sottolinea
giustamente la necessità di proseguire gli sforzi per
semplificare e accelerare le procedure di autorizzazione al fine di
realizzare investimenti importanti nei porti europei e nei loro
distretti industriali. L'apertura della Commissione alla revisione
delle soglie nell'ambito della prossima revisione del regolamento
generale di esenzione per categoria è altrettanto importante
in tale prospettiva».
ESPO ha apprezzato anche «la creazione di un forum
specifico in cui le autorità per la sicurezza informatica e
le autorità portuali degli Stati membri possano collaborare
con la Commissione per assistere i porti nell'affrontare i rischi
per la sicurezza informatica».
ESPO ha registrato anche alcuni aspetti della strategia ritenuti
potenzialmente negativi per i porti. Specificando di capire che gli
orientamenti possono aiutare a comprendere come la legislazione
orizzontale debba essere interpretata quando applicata al settore
portuale, l'associazione ha osservato che tuttavia «ciò
non deve portare ad aggiungere un ulteriore livello di criteri e
condizioni al quadro legislativo già concordato applicabili
esclusivamente ai porti. Inoltre, in un momento in cui l'Europa sta
mettendo in discussione gli obblighi di comunicazione più
stringenti, ESPO ritiene che gli esercizi di mappatura debbano
essere limitati ai casi realmente rilevanti. Tali obblighi di
mappatura e comunicazione implicano notevoli sforzi da parte degli
Stati membri, che, in ultima analisi, potrebbero ricadere sui
porti».
Infine, ESPO ritiene «necessario intensificare il dialogo
con la Commissione e le parti interessate per spiegare come
promuovere e realizzare la decarbonizzazione del trasporto
marittimo, come adattare il mercato del bunkeraggio e quale sia e
possa essere il ruolo dei porti, al fine di evitare false
aspettative o il blocco di attività».