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6 maggio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:16 GMT+2



6 aprile 2021

Schiavoni (Alsea): occorre una riforma complessiva del sistema fiscale in modo che sia equo, semplice e bilanciato

Necessario - ha spiegato - spostare parte del carico fiscale dal lavoro e dalle imprese ai consumi

Alsea, l'Associazione Lombarda Spedizionieri e Autotrasportatori, denuncia che, nonostante le aziende siano state colpite dagli effetti della pandemia del Covid-19, nel 2020 la pressione fiscale sulle imprese è salita. Ricordando che gli ultimi dati Istat mostrano per il 2020 una pressione fiscale in Italia del 43,1% sul Pil, in aumento rispetto al 42,4% del Pil dell'anno precedente, e che nel 2019 la pressione fiscale italiana, al netto del sommerso e dell'economia illegale, si attestava al 48,2%, la presidente di Alsea, Betty Schiavoni, spiegato che da tempo al settore rappresentato dall'associazione viene richiesto di indicare quali sono gli interventi prioritari per il comparto da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano: «ebbene - ha specificato - noi non ne facciamo una questione di settore ma di sistema Paese, poiché se l'Italia non funziona, anche i singoli settori faticano. Per questo, la priorità deve andare alle riforme che sono alla base del Recovery Plan. Con un focus su quella fiscale».

Schiavoni ha sottolineato che, nel confronto europeo, in Italia l'imposizione fiscale sulle imprese è la più elevata, pressione fiscale - ha precisato - che, nonostante il Covid-19 e gli interventi favorevoli del governo, è addirittura aumentata.

«La notizia peggiore, però - ha aggiunto la presidente di Alsea - non è che siamo i più tartassati d'Europa, come purtroppo i dati confermano, ma nasce da una lettura attenta di questi dati, come evidenziati ancora dalla Fondazione Nazionale Commercialisti su dati della Commissione Europea». In particolare, la pressione fiscale è sbilanciata dal lato del lavoro, contrassegnata da una economia sommersa elevata, frammentata in una miriade di tributi. Inoltre, secondo la Banca Mondiale, nella classifica generale del Paying Taxes, l'indice che studia la facilità di pagare le imposte per un'impresa domestica di medie dimensioni nel secondo anno di attività, l'Italia è al 128° posto su 190 Paesi esaminati.

«Questi dati - ha proseguito Schiavoni - confermano quanto sappiamo: il nostro sistema tributario è inefficiente, macchinoso e, oserei dire, ingiusto. In Italia per eseguire gli adempimenti fiscali le imprese devono dedicare molte ore lavoro: 238 contro una media europea di 161 ore. Il tempo di attesa di un rimborso Iva è di 62,6 settimane contro un dato globale di 27,3 settimane ed uno europeo di 16,4 settimane». La presidente di Alsea ha evidenziato che, inoltre, l'Italia è uno dei pochi Paesi che fa pagare la marca da bollo ed è tra i Paesi più cari per i prezzi per i carburanti (il terzo Paese più caro per il gasolio ed il quinto per la benzina - dati della Commissione UE).

«Occorre - ha concluso Betty Schiavoni - una riforma complessiva del sistema fiscale in modo che sia equo, semplice e bilanciato. Spostando parte del carico fiscale dal lavoro e dalle imprese ai consumi; con un nuovo rapporto tra Stato e contribuenti basato sulla fiducia e sull'equità. Riportando i costi del funzionamento delle Authorities a carico della fiscalità generale. Speriamo che il presidente Draghi riesca a portare avanti questa riforma, così come le altre grandi sfide che ha davanti».

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