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20 settembre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 13:51 GMT+2



22 agosto 2019

L'analisi costi-benefici della Gronda di Genova esorta ad una valutazione più puntuale delle alternative di progetto

Il Ministero invita a «cogliere l'opportunità di perseguire opzioni infrastrutturali più efficienti». Toti (Regione Liguria): è «il colpo di coda di Toninelli»

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato l'analisi costi-benefici e l'analisi giuridica relative alla Gronda di Genova, progetto che prevede l'alleggerimento del traffico sulla tratta dell'autostrada A10 che si collega al capoluogo ligure realizzando nuove infrastrutture autostradali per un totale di oltre 60 chilometri. Se le conclusioni preliminari di tali analisi appaiono interlocutorie, più risolutive sembrano le conseguenze di tali indagini tratte dal Ministero che in una nota di accompagnamento al documento sottolinea che «la risultanza delle valutazioni condotte suggerisce di cogliere l'opportunità di perseguire opzioni infrastrutturali più efficienti in termini trasportistici, ambientali e finanziari, che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti auspica possano, a partire dallo studio effettuato, essere approfondite e individuate attraverso un confronto con i livelli istituzionali territoriali».

Conclusioni, quelle tratte dal dicastero, che non sono affatto piaciute al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che ritiene siano «il colpo di coda di Toninelli». «Anche se il governo non esiste più - ha commentato il governatore ligure - il Ministero delle Infrastrutture a guida grillina boccia la Gronda di Genova, un progetto già fatto e che gli italiani stanno già pagando. Anzi, molte persone e molte aziende sono già state espropriate perché il cantiere sarebbe già dovuto partire mesi fa. L'arroganza non ha limiti: per compiacere i grillini liguri, che in campagna elettorale si sono schierati contro l'opera, il governo boccia un'infrastruttura strategica per tutti i porti e il nord-ovest del Paese. E questo nonostante tutte le associazioni di impresa, i sindacati, le categorie, i professionisti, chiunque viva e lavori in Liguria sia favorevole alla sua realizzazione. Il confronto istituzionale - ha ricordato Toti - c'è già stato! Così come il dibattito pubblico, voluto dal Pd, tra i cittadini coinvolti nel progetto. Ed ecco che dopo aver aspettato anni per colpa della sinistra, ora siamo ancora bloccati per colpa dei 5 Stelle. E adesso che si mettono pure insieme a Roma - ha concluso Toti - che disastro sarà? Aspetto il Pd che venga a dire, pur di andare al governo, che ha ragione Toninelli!»

Relativamente ai costi già pagati a cui ha fatto riferimento il presidente della Regione Liguria, nell'analisi delle problematiche giuridico-amministrative connesse agli obblighi contrattuali acclusa all'analisi costi-benefici si ricorda che «i costi già sostenuti da parte di ASPI (Autostrade per l'Italia, ndr) per quest'opera e funzionali alla sua realizzazione, sommano a circa 1.030 milioni di Euro». Il costo complessivo per l'attuazione del progetto è stimato in 4,75 miliardi di euro.

Nelle conclusioni preliminari dell'analisi costi-benefici si legge che «le condizioni di elevata e generalizzata congestione del nodo genovese consentono a tutte le alternative esaminate (l'analisi ha preso infatti in considerazione varie alternative progettuali in variante allo studio prodotto dalla SPEA Engineering del gruppo Atlantia, ndr) di raggiungere buoni livelli di fattibilità, ma nello stesso tempo vengono premiati quei progetti che aumentano in generale la capacità stradale, anche se non correttamente concepiti, e diventa dunque essenziale in questi casi poter confrontare diverse alternative di progetto». Inoltre l'analisi rileva che «dal confronto effettuato dal Gruppo di Valutazione emerge come le alternative esaminate non sono egualmente vantaggiose; una scelta differente da quella ottimale comporterebbe infatti non trascurabili riduzioni dei benefici potenzialmente acquisibili, cioè un cattivo uso delle risorse». L'analisi evidenzia anche come «il funzionamento dei due lotti che compongono il progetto della Gronda di Genova, e cioè da una parte il raddoppio della A7 e, dall'altra, quello della A10, si sia dimostrato essere funzionalmente separabile e caratterizzato da differenti livelli di fattibilità, con il primo (A7) significativamente più elevato del secondo (A10)». L'analisi osserva infine che «l'assetto funzionale con il solo primo lotto tuttavia dovrebbe prevedere anche il prolungamento della terza corsia del nuovo Morandi sino allo svincolo di Cornigliano». «Quanto sopra - conclude l'analisi - suggerisce l'opportunità di effettuare un approfondimento, con il coinvolgimento dei soggetti interessati, per una valutazione più puntuale delle alternative di progetto».

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