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19 giugno 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 09:25 GMT+2



10 giugno 2021

Feport ammonisce a valutare attentamente l'ambito di applicazione della corporate tax minima alle multinazionali

Il timore è una distorsione della concorrenza a vantaggio delle compagnie di navigazione che operano terminal

L'applicazione a tutte le multinazionali di un'aliquota minima dell'imposta sulle società pari al 15%, la proposta che è stata recentemente lanciata dal presidente statunitense Joe Biden e che è stata discussa nei giorni scorsi dai ministri delle Finanze del G7 che hanno infine raggiunto un accordo su questa innovativa corporate tax minima mondiale, ha suscitato la preoccupazione dei terminalisti portuali privati europei. I timori della Feport, l'associazione che rappresenta le aziende del settore, sono destati dalle pressioni per essere esentate dall'ambito di applicazione del nuovo accordo sulla riforma fiscale che sarebbero messe in atto dalle società armatrici, che anch'esse operano attività terminalistiche.

In occasione dell'assemblea generale odierna, la Feport ha infatti spiegato che la preoccupazione è legata alla possibile definizione troppo ampia del settore dello shipping che potrebbe condurre ad un'esenzione per le attività terminalistiche svolte dalle stesse compagnie di navigazione, provocando con ciò - ha evidenziato la federazione dei terminalisti europei - un'ulteriore distorsione della concorrenza nel mercato dei servizi portuali a vantaggio delle compagnie di navigazione, pregiudicando anche lo scopo stesso delle nuove proposte dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

Per evitare che ciò accada la Feport ha rivolto un invito ai Paesi membri dell'OCSE affinché, con l'obiettivo di assicurare una concorrenza leale nel settore portuale, qualsiasi tipo di attività di movimentazione di merci e passeggeri sia mantenuta nell'ambito del secondo pilastro del BEPS (Base Erosion and Profit Shifting), il programma lanciato dall'OCSE per far fronte alle sfide di natura fiscale poste dalla digitalizzazione che con il primo pilastro introduce una nuova ripartizione dei diritti di imposizione fiscale e con il secondo pilastro introduce misure per assicurare un livello minimo di tassazione.

«Vogliamo - ha chiarito il presidente della Feport, Gunther Bonz - che tutte le attività di movimentazione delle merci e dei passeggeri siano incluse. Se malauguratamente ciò non dovesse accadere - ha osservato - l'unica alternativa sarebbe quella di esentare dal BEPS 2 tutte queste attività nonché gli spedizionieri e gli autotrasportatori. Ciò - ha sottolineato Bonz - vanificherebbe lo scopo di questo storico accordo, e questo - ha precisato - non è quello che vogliamo». Pertanto - ha aggiunto - «in vista della riunione del G20 a Venezia (che si terrà dall'8 all'11 luglio prossimi, ndr) chiediamo ai Paesi dell'OCSE di includere tutti i tipi di attività di movimentazione di merci e passeggeri nell'ambito del secondo pilastro BEPS per garantire una concorrenza leale».

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