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20 aprile 2022

Seminario del Gruppo Giovani di Assagenti sul boom dei noli marittimi

Analizzato l'andamento delle tariffe nei segmenti dei container, delle rinfuse secche e delle rinfuse liquide

Il Gruppo Giovani di Assagenti, l'associazione degli agenti marittimi genovesi, ha fatto il punto sul boom dei noli marittimi in un seminario nel quale sono stati presi in esame gli aumenti delle tariffe di trasporto marittimo nei tre principali segmenti dello shipping: il trasporto di container, di rinfuse secche e liquide.

Relativamente al settore del trasporto di rinfuse liquide, è stato rilevato che questo mercato ha subito due picchi al rialzo per motivi molto diversi e tutti esogeni: boicottaggi, tensioni geopolitiche, Covid, guerra in Ucraina. A fine 2019 la necessità di stoccaggio di petrolio su navi galleggianti per scarsità di stiva, dovuta all'adeguamento sulle emissioni IMO 2020 e a diversi incidenti diplomatici - è stato osservato - ha provocato un aumento dei noli ad oltre 300mila dollari al giorno per le superpetroliere VLCC. Con il Covid il prezzo del petrolio è crollato, ma è partita la corsa ad accaparrarsi navi per stoccare il greggio, attraente perché a basso prezzo, ma non consumabile subito. Infine, dopo un 2021 stabile, si è registrata una sola altra puntata dei noli, il mese scorso, dovuta alla guerra in Ucraina, ma si è trattato di un fenomeno solo regionale e che ha toccato più le navi Aframax che non le portate più grandi. È stato rilevato, inoltre, che la guerra potrebbe creare alla lunga una situazione favorevole agli armatori, in quanto una momentanea chiusura di un'area di imbarco induce i trader ad acquistare greggio alternativo da altre aree e, se il greggio alternativo viene da più lontano, aumenta la domanda di stiva e gli armatori potranno chiedere noli più elevati.

Per quanto riguarda le rinfuse solide, è stato specificato che il boom dei noli è legato al blocco dell'ingranaggio logistico a cui si era abituati: il just-in-time, che con il Covid non è stato più possibile. Inoltre le nuove tecniche legate al rispetto delle direttive “green” hanno raffreddato gli investimenti degli armatori nella costruzione di nuove navi e l'aumento del costo del combustibile ha influito ulteriormente.

Relativamente infine al trasporto marittimo containerizzato, nel corso del seminario è stato sottolineato che si sono verificate condizioni che non si presentavano da molto tempo in questo mercato: dopo il lockdown la domanda mondiale è cresciuta del +9,3% e nel 2022 il dato atteso è positivo anche se non a questo livello. Ciò nel contesto di disfunzioni della supply chain marittima, con un'attendibilità delle schedule delle partenze delle navi che è al di sotto del 50% per tutti i vettori, mentre in precedenza si arrivava all'80-90%, e con i terminal portuali che sono congestionati. Un'analisi - quella dei Giovani di Assagenti, come quelle analoghe di organizzazioni degli armatori e dei loro rappresentanti - che è presumibile non troverà d'accordo spedizionieri e caricatori, da tempo critici rispetto alle valutazioni degli effetti delle condizioni di mercato sui noli formulate dalle compagnie di navigazione.


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