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9 maggio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:38 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVII - Numero 11/2009 - NOVEMBRE 2009

Conferenze e convegni

Il settore marittimo delude le aspettative dell'Unione Europea sulle emissioni di CO2

L'Unione Europea ed il settore marittimo sembrano essersi messi in rotta di collisione in ordine alla spinosa questione delle emissioni di gas serra.

Il settore di linea guarda all'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) delle Nazioni Unite per implementare un'iniziativa a livello mondiale, mentre l'Unione Europea sta per perdere la pazienza e minaccia di imporre il proprio regime che si applica al blocco di 27 paesi.

Il sempre maggiore divario fra le parti è venuto alla ribalta in occasione della conferenza annuale della ICS (International Chamber of Shipping), svoltasi a Londra il 9 settembre scorso.

Parlando alla conferenza, Mark Major della DG4 (direzione per l’ambiente) della Commissione Europa ha fatto sobbalzare i partecipanti quando ha detto che l’Unione Europea imporrà unilateralmente al settore marittimo entro il 2013 uno schema regionale sulle emissioni, a meno che il settore medesimo attraverso l’IMO non riesca a raggiungere un accordo globale nel giro dei prossimi due anni.

L'IMO da tempo lotta perché i paesi membri raggiungano un accordo, in particolare con le nazioni in via di sviluppo, guidate da Cina ed India, che sono riluttanti ad accettare gli obiettivi sulle riduzioni di emissione o gli MBI (strumenti politici che utilizzano i prezzi od altre variabili economiche per assicurare incentivi agli inquinatori affinché riducano le emissioni dannose), quali le imposte o la regolamentazione dei traffici che comportano emissioni di carbonio.

Rivolgendosi ai partecipanti alla conferenza, il suo segretario generale Efthimios Mitropoulos ha ribadito: “L'IMO deve soddisfare le esigenze di tutti i membri, compresi i paesi in via di sviluppo”.

Il settore di linea è irremovibile sul fatto che qualsiasi schema normativo debba essere applicato universalmente e globalmente al fine di assicurare un campo di gioco uguale per tutti.

Tuttavia, l'Unione Europea, supportata da gruppi ambientalisti, ha criticato l'IMO per non avere mostrato maggiori ambizioni e per non essersi mossa abbastanza in fretta.

In particolare, essa ritiene che l'insistere su una soluzione globale costituisca una ricetta per l'inazione.

“La domanda di un'iniziativa a livello globale può indurre a nessuna iniziativa” ha dichiarato Major.

Il relatore ha sostenuto che gli altri settori industriali, quali quelli relativi all'elettricità, all'acciaio ed alla carta, hanno già compiuto passi per ridurre le emissioni, mentre il settore dell'aviazione di linea è stato lodato per avere portato avanti proprie proposte.

“Tale iniziativa da parte del settore marittimo, peraltro, evidentemente manca” ha fatto notare Major.

Le sue idee sono state assai contrastate dal presidente dell'ICS, Spyros Polemis, e da altri partecipanti alla conferenza.

Tuttavia, il divario in crescita fra le aspettative resta.

Tutta l'attenzione si concentra ora sulla conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre.
(da: Containerisation International, 01.10.2009)



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Numero 11/2009

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