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Il terminal operator tedesco HHLA diventerà primo azionista della Piattaforma Logistica di Trieste
D'Agostino: «la più compiuta attuazione della Via della Seta non si esaurisce nella Belt And Road Initiative di impronta cinese»
29 settembre 2020
La società terminalista tedesca Hamburger Hafen und Logistik AG (HHLA), che è controllata dall'amministrazione cittadina di Amburgo che ne possiede il 68,4% del capitale, ha siglato un accordo con le italiane I.CO.P. e Francesco Parisi Casa di Spedizioni per entrare nel capitale di Piattaforma Logistica di Trieste Srl (PLT), la società il cui obiettivo è la progettazione, costruzione e gestione della piattaforma logistica del porto di Trieste collocata tra lo Scalo Legnami e l'ex Italsider. Attualmente PLT è partecipata da I.CO.P. (43,02%), Francesco Parisi Casa di Spedizioni (46,19%), Interporto Bologna (6,67%) e Cosmo Ambiente (4,12%). L'accordo prevede che entro la fine di quest'anno HHLA sottoscriva un aumento di capitale esclusivo diventando il primo azionista di PLT.

La firma coincide con la fine dei lavori di costruzione della piattaforma logistica, che rappresenta una delle più grandi opere marittime costruite in Italia negli ultimi dieci anni. Per l'occasione è stata organizzata una cerimonia che si svolgerà domani alla presenza di Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, e di Angela Titzrath, CEO di HHLA.

Precisando che l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale non è parte attiva dell'accordo, ma che l'ente che avrà comunque il compito di verificare tutti gli step autorizzativi e attuativi che ne seguiranno, il presidente dell'AdSP, Zeno D'Agostino, ha sottolineato che «questo è il traguardo atteso da decenni in cui Nord e Sud Europa fanno sintesi dal punto di vista portuale e strategico, in un'alleanza che unisce Italia e Germania. Evidentemente Trieste, primo porto d'Italia per volumi totali e traffico ferroviario - ha rilevato D'Agostino - ha nel destino le sue radici storiche, con questo investimento sulla piattaforma logistica, ritrova appieno il bacino naturale di sbocco Centro-Nord europeo che già in passato ha fatto grande il porto franco».

Evidenziando che con l'accordo si delinea la creazione di un gruppo leader in Europa in grado di sviluppare a Trieste un terminal a servizio del sistema mare-ferro dei paesi dell'Europa centro-orientale, con l'obiettivo strategico di integrare le reti logistiche e portuali del nord e sud Europa, e che l'accordo sottoscritto con HHLA potrà garantire alla nuova area portuale la presenza di un investitore capace di garantire l'apporto finanziario necessario allo sviluppo dell'infrastruttura ed in grado di convogliare a Trieste le grandi opportunità di scambio esistenti tra Europa e Far East, D'Agostino ha osservato che «la più compiuta attuazione della Via della Seta non si esaurisce nella Belt And Road Initiative di impronta cinese. Mancava finora - ha spiegato - una visione forte da parte europea, capace di integrare e bilanciare punto di vista e interessi provenienti dall'Asia. Tale è il contributo strategico che viene oggi da Trieste, porto dall'animo internazionale come dimostrano i numerosi capitali stranieri già presenti, tra cui Turchia, Svizzera, Danimarca, Ungheria, solo per citarne i principali».

L'ente portuale giuliano ha ricordato che il progetto della Piattaforma Logistica di Trieste è nato per rispondere al trend di crescita del traffico merci del porto grazie ad un investimento di oltre 150 milioni di euro reso possibile dall'apporto finanziario dell'AdSP del Mare Adriatico Orientale per 99 milioni di euro. Sviluppato dalla società PLT, il progetto si sviluppa su 12 ettari in un'area collocata a sud del porto e recupera all'utilizzo portuale e logistico un'ampia superficie, parte della quale ricavata da aree precedentemente occupate dal mare. L'acquisto successivo dell'adiacente terminal dello Scalo Legnami ha permesso di raddoppiare la superficie originaria del progetto iniziato nel febbraio 2016, realizzando un terminal che ha così raggiunto un'estensione di 24 ettari, dotato di un doppio attracco e raccordo ferroviario e una concessione di durata trentennale.

L'integrazione della Piattaforma Logistica con le aree circostanti è stata ulteriormente rafforzata con la recente firma dell'accordo di programma del Ministero dello Sviluppo economico per l'attuazione del progetto di riconversione industriale e sviluppo produttivo nell'area della ferriera di Servola. L'accordo mira a rilanciare il comprensorio industriale dove sorgeva l'altoforno, spento nei mesi scorsi dopo 123 anni di attività. L'obiettivo è far nascere al posto della ferriera un polo logistico sostenibile a servizio del porto e dell'economia del territorio. In base all'accordo, gli anni previsti per la riconversione sono cinque, con una suddivisione in tre fasi distinte, e un valore di 98 milioni dui euro.

L'authority portuale ha ricordato inoltre che, in un'ottica di sviluppo portuale, sull'ex area a caldo si svilupperà il raccordo ferroviario della stazione di Servola che potrà accogliere treni completi da 750 metri, nonché uno snodo autostradale diretto sulla Grande viabilità. Vale a dire che saranno poste le basi per il successivo avvio dei lavori del Molo VIII, previsto dal Piano Regolatore Portuale approvato nel 2016. Si tratta di un ulteriore investimento di oltre 400 milioni di euro che rappresenterà uno degli sbocchi di lavoro più importanti per il territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, dando lavoro a circa 500 addetti.

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