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26 aprile 2022

Nei primi tre mesi di quest'anno il traffico nel porto di Rotterdam è diminuito del -1,5%

Sull'attività dello scalo olandese pesano le conseguenze delle tensioni sui mercati dell'energia e della guerra in Ucraina

Nel primo trimestre di quest'anno il traffico delle merci movimentato dal porto di Rotterdam è diminuito del -1,5%, calo che è conseguenza anche dell'impatto della guerra in Ucraina sull'attività del porto olandese in quanto i flussi da e per la Russia rappresentano una significativa quota dei volumi di carichi movimentati dallo scalo, flussi che lo scorso anno sono stati pari al 13% circa del traffico complessivo. Commentando l'andamento dell'attività nei primi tre mesi del 2022 il direttore generale dell'Autorità Portuale di Rotterdam, Allard Castelein, ha spiegato che il porto ha avuto «un ottimo inizio d'anno, ma - ha aggiunto - alla fine di febbraio il mondo si è confrontato con la guerra in Ucraina. Non solo questo conflitto rappresenta una terribile tragedia umana, ma - ha specificato Castelein - la guerra sta causando anche incertezza nel commercio mondiale e mutamenti nella supply chain. Nonostante sia impossibile prevedere come si svilupperanno le cose - ha affermato - riteniamo che quest'anno gli sviluppi in Ucraina e il deterioramento delle relazioni tra la Russia e le altre nazioni continueranno ad avere un impatto sulla produttività».

Complessivamente nel primo trimestre del 2022 lo scalo portuale olandese ha movimentato 113,6 milioni di tonnellate di merci rispetto a 115,2 milioni nel corrispondente periodo dello scorso anno. La riduzione è stata quindi effetto delle conseguenze del primo mese di guerra, che ha avuto conseguenze soprattutto sui flussi di prodotti energetici: nel 2021, infatti, circa il 30% del petrolio grezzo, il 25% del gas naturale liquefatto e il 20% dei prodotti petroliferi e del carbone provenivano dalla Russia, volumi a cui si aggiungono altre esportazioni russe che passavano attraverso il porto di Rotterdam come quelle di acciaio, rame, alluminio e nichel. Inoltre lo scorso anno l'8% del traffico containerizzato movimentato dallo scalo olandese era correlato alla Russia. L'authority portuale olandese ha precisato che le conseguenze delle sanzioni nei confronti della Russia e la decisione delle aziende di proseguire l'attività commerciale con la Russia fanno comunque sentire il loro effetto in quasi tutti i settori d'attività.

Nei primi tre mesi di quest'anno il solo traffico delle rinfuse liquide movimentato dal porto olandese è stato pari a 51,5 milioni di tonnellate, con una flessione del -1,0%. Il volume di petrolio greggio è rimasto pressoché invariato essendo ammontato a 25,5 milioni di tonnellate (0,2%), mentre accentuata è stata la riduzione del traffico di prodotti petroliferi, e soprattutto di olio combustibile, che si è attestato a 13,5 milioni di tonnellate (-20,5%). L'Autorità Portuale ha spiegato che ciò è stato causato principalmente dalla diminuzione del traffico di gasolio da riscaldamento proveniente dalla Russia. In decisa crescita, invece, sia il traffico di gas naturale liquefatto che ha totalizzato 2,7 milioni di tonnellate (+77,7%), sia i volumi delle altre rinfuse liquide, tra cui prodotti chimici, oli vegetali e prodotti rinnovabili, che sono risultati pari a 9,9 milioni di tonnellate (+22,2%).

Il traffico nel settore delle rinfuse solide ha registrato una lieve riduzione essendo stato pari a circa 18,1 milioni di tonnellate rispetto a 18,4 milioni nei primi tre mesi del 2021. Minerali ferrosi e rottami sono diminuiti del -19,5% a 5,6 milioni di tonnellate. L'ente portuale olandese ha reso noto che gli elevati costi dell'energia e il calo della domanda di acciaio hanno determinato un crollo della produzione siderurgica tedesca, riduzione della domanda che è stata causata principalmente da interruzioni della catena logistica che hanno provocato una contrazione della produzione. In lieve aumento invece il traffico di carbone, fonte energetica che attualmente risulta più economica per la generazione di elettricità rispetto al gas, che è salito del +3,5% a 3,9 milioni di tonnellate, con una crescita della domanda di carbone per le centrali elettriche che è risultata più rapida di quella di coke per gli altiforni.

Nel primo trimestre di quest'anno il traffico containerizzato ha accusato una riduzione del -5,4% essendo risultato di 35,6 milioni di tonnellate, volume realizzato con una movimentazione di container pari a 3,6 milioni di teu (-1,4%). L'ente portuale olandese ha precisato che la diminuzione è stata provocata dalla contrazione del -21,5% del traffico di transhipment che è risultato pari a 6,0 milioni di tonnellate. Le altre merci varie sono cresciute del +19,0% a 8,4 milioni di tonnellate, con i rotabili risultati pari a 6,7 milioni di tonnellate (+20,4%) e le merci convenzionali a 1,7 milioni di tonnellate (+13,7%). Anche l'autorità portuale olandese, come altre port authority mondiali, ha evidenziato che il rialzo dei volumi di merci convenzionali è effetto anche della regressione in atto del processo di containerizzazione determinata dalle attuali tariffe assai elevate del trasporto dei container.





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