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13 maggio 2022

Nel primo trimestre di quest'anno il traffico nel porto di Ravenna è cresciuto del +15,5%

Lieve sinora l'impatto del conflitto in Ucraina sui volumi movimentati dallo scalo italiano

Anche a marzo 2022, così come consecutivamente da ormai 13 mesi, il traffico delle merci movimentato dal porto di Ravenna ha registrato una crescita essendo ammontato a 2,36 milioni di tonnellate, con un incremento del +11,0% sullo stesso mese dello scorso anno.

Nei primi tre mesi del 2022 lo scalo portuale ha movimentato complessivamente 6,72 milioni di tonnellate, con un rialzo del +15,5% sul primo trimestre dello scorso anno, d cui 5,88 milioni di tonnellate di carichi allo sbarco (+20,3%) e 844mila tonnellate all'imbarco (-9,4%). Il dato totale delle merci varie è stato di 2,84 milioni di tonnellate (+20,3%), di cui 1,77 milioni di tonnellate di merci convenzionali (+24,8%), 611mila tonnellate di merci containerizzate (+5,0%) realizzate con una movimentazione di container pari a 56mila teu (+5,2%) e 456mila tonnellate di rotabili (+27,6%). Nel settore delle rinfuse liquide sono state movimentate 1,11 milioni di tonnellate (+8,9%), incluse 531mila tonnellate di prodotti petroliferi (-12,7%) e 583mila tonnellate di altri carichi (+40,7%). Le rinfuse solide hanno totalizzato 2,77 milioni di tonnellate (+13,7%).

In occasione delle presentazione dell'andamento dei traffici del primo trimestre di quest'anno, l'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale ha fatto il punto sulle conseguenze del conflitto causato dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia sull'attività del porto di Ravenna. L'ente ha reso noto che nel 2021 il traffico dello scalo ravennate con i Paesi del Mar Nero ha raggiunto i 4,3 milioni di tonnellate (il 16% del traffico complessivo), di cui tre milioni di tonnellate con l'Ucraina e 775mila tonnellate con la Russia.

L'authority ha specificato che, dal punto di vista delle categorie merceologiche interessate, nel 2021 il traffico da e per i Paesi del Mar Nero ha coinvolto due milioni di tonnellate di materie prime per le ceramiche del distretto di Sassuolo, 1,3 milioni di tonnellate di prodotti agroalimentari (cereali, oli vegetali, derrate alimentari e mangimi), circa 250mila tonnellate di concimi e circa 140mila tonnellate di combustibili minerali.

Nel 2021 dal Mar Nero sono arrivate nel porto di Ravenna 446 navi (il 16,5% delle toccate totali nel porto), di cui 200 navi riguardano i traffici con l'Ucraina e 162 navi quelli con la Russia.

Nel primo trimestre del 2022 il traffico con i paesi del Mar Nero è stato pari a 1.144.672 tonnellate (il 17% del dato complessivo), di cui 606.504 tonnellate con l'Ucraina e 274.397 tonnellate con la Russia. Nello stesso periodo le navi da e per il Mar Nero sono state 107 (il 16,6% delle toccate totali), di cui 41 per traffici con l'Ucraina e 42 per traffici con la Russia.

L'AdSP ha rilevato che i traffici del primo trimestre di quest'anno non scontano appieno gli effetti della guerra in corso, con indicatori di traffico da e per il Mar Nero, in termini di numero di navi e di tonnellate, che sono in linea con quelli medi del 2021.

L'ente portuale ha ricordato che lo scorso mese l'Unione Europea ha varato un quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia in base al quale alle navi di bandiera russa e alle navi gestite da operatori russi è stato vietato a partire dal 16 aprile l'accesso ai porti dell'UE e che in deroga a questo divieto le autorità competenti possano autorizzare l'accesso ad un porto UE se si tratti di navi che trasportano prodotti agricoli e alimentari, fertilizzanti, prodotti medico‐farmaceutici, aiuti umanitari e prodotti energetici (gas naturale, petrolio e derivati), titanio, alluminio, nichel , palladio, minerali di ferro nonché taluni prodotti chimici e ferrosi. La deroga - ha ricordato inoltre l'AdSP - riguarda anche carbone e altri combustibili fossili solidi, ma in questo caso solo fino al prossimo 10 agosto.

L'Autorità di Sistema Portuale ha spiegato che per quanto riguarda i potenziali effetti di queste sanzioni sul porto di Ravenna, a tutto aprile 2022 sono attraccate 30 navi battenti bandiera russa, di cui l'ultima il 4 aprile. Prendendo a riferimento l'intero anno 2021, le navi battenti bandiera russa arrivate sono state 89 sul totale di 2.702 (il 3,3%), per 384.791 tonnellate (1,4% sul traffico totale del porto). Di queste 89 navi, 81 (per 336.586 tonnellate, l'1,2% dei traffici totali del porto) si riferiscono a categorie merceologiche esentate dal divieto (concimi, combustibili minerali, prodotti agricoli e animali, derrate alimentari/mangimi/ oleaginosi) e solo le restanti otto navi (per 48.205 tonnellate, lo 0,2% del traffico totale del porto) riguardano categorie colpite dalle sanzioni (minerali greggi, manufatti, materiali da costruzione, prodotti chimici e prodotti metallurgici).

L'ente portuale ha inoltre evidenziato che, nonostante l'escalation bellica tra Russia e Ucraina, nel mese di marzo 2022 il porto di Ravenna non solo ha consolidato i traffici raggiunti, ma è cresciuto praticamente in tutti i settori, sia per categoria merceologica che per modalità di condizionamento, in un trend positivo di 13 mesi di crescita costante (da marzo 2021) che - ha reso noto l'ente - sembra destinato a rallentare in aprile, se le prime stime sulla movimentazione nel mese, formulate alla chiusura degli ordinativi sul Port Community System, saranno confermate. Le percentuali di crescita consolidate nel primo trimestre di quest'anno - ha precisato l'AdSP - dovrebbero, infatti, essere erose dal risultato di aprile, in calo del -17,6% rispetto allo stesso mese del 2021 e del -16,2% rispetto a quello del 2019. Considerato, quindi, questo contributo marginale negativo che risente in modo significativo della mancanza di traffico con i porti del Mar Nero ‐ ha annunciato l'authority - il primo quadrimestre del 2022 dovrebbe chiudersi con una movimentazione complessiva di quasi 8,7 milioni di tonnellate, in aumento di circa il +6,0% rispetto al 2021 e in calo dello -0,5% rispetto ai primi quattro mesi del 2019. Tutte le più importanti categorie merceologiche, infatti - ha chiarito l'AdSP - dovrebbero registrare un saldo negativo abbastanza marcato rispetto al primo quadrimestre sia del 2021 sia del 2019 e i prodotti che perderebbero di più sono proprio quelli provenienti dalle aree interessate dalle operazioni belliche, ovvero i materiali da costruzione (‐12,5% sul 2021 e ‐ 2,0% sul 2019) e i concimi (‐35,7% sul 2021 e ‐27% sul 2019). Positiva, invece, la stima sull'andamento del primo quadrimestre 2022 di trailer e container.




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