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17 ottobre 2019 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 05:44 GMT+2



6 settembre 2019

L'ERFA esprime un netto “no” all'ipotesi di tornare ad aziende che operino servizi ferroviari e gestiscano anche l'infrastruttura

Avrebbe come unico effetto - ha sottolineato l'associazione - un impatto negativo sul trasporto ferroviario delle merci e sugli obiettivi climatici con cui si confronta il settore dei trasporti

L'associazione delle società ferroviarie europee private e indipendenti che operano nel segmento cargo ha bocciato senza appello l'ipotesi ventilata dal ministro federale belga della Mobilità, François Bellot, di una fusione tra la SNCB, la società pubblica belga che opera servizi ferroviari, e Infrabel, la società, anch'essa pubblica, che gestisce la rete ferroviaria del Belgio, tornando così alla situazione antecedente il 2005, anno in cui venne attuata la separazione tra l'operatore ferroviario e il gestore dell'infrastruttura ferroviaria.

Secondo l'European Rail Freight Association (ERFA), la proposta avanzata dal ministro «solleva gravi preoccupazioni sull'imparzialità del gestore dell'infrastruttura». Per l'associazione, «non è chiaro quali possano essere i potenziali benefici aggiuntivi di tale proposta» ed ERFA non ritiene neppure «che un tale modello risolverà i conflitti in caso di misure di emergenza oppure promuoverà servizi focalizzati sul cliente sia per quanto riguarda le esigenze dei passeggeri che quelle del settore commerciale». Inoltre l'ERFA ha sottolineato che «tale proposta è in conflitto con la direttiva sullo spazio ferroviario europeo unico che necessita dell'autonomia delle imprese ferroviarie e dei gestori dell'infrastruttura».

«L'esistenza di un gestore delle infrastrutture indipendente - ha evidenziato l'associazione - è essenziale per il settore del trasporto merci che si confronta con la concorrenza delle altre modalità di trasporto». L'ERFA, in particolare, teme inoltre che «tale reintegrazione verticale potrebbe avere un impatto negativo sulla concorrenza nell'ambito dello stesso mercato ferroviario delle merci, che - ha rilevato l'associazione - è vitale per migliorare l'efficienza, la qualità dell'offerta e attirare investimenti privati nel settore».

L'ERFA ha ricordato che alcuni mercati europei, proprio quelli in cui questa integrazione verticale è ancora in vigore, soffrono della mancanza di concorrenza e - per l'associazione - «sarebbe un passo indietro se le nazioni che hanno già attuato la separazione tornassero a questo modello».

Rimarcando che «per accelerare la crescita del mercato europeo del trasporto ferroviario delle merci e garantire il vero completamento dello spazio ferroviario europeo unico è fondamentale che i gestori dell'infrastruttura rimangano e, in alcuni casi, diventino infine indipendenti e imparziali», l'ERFA ha concluso osservando che «qualsiasi inversione di questa tendenza avrebbe come unico effetto un impatto negativo sul trasporto ferroviario delle merci e sugli obiettivi climatici con cui si confronta il settore dei trasporti».

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