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La dirigenza di Meyer Werft presenta un piano di risanamento “prendere o lasciare” che prevede 660-1000 esuberi
Approvato un piano di aiuti del valore di 300 milioni di euro per MV Werften
3 giugno 2021
«Ci confrontiamo con una crisi decisiva, ma possiamo avere ancora un futuro a Papenburg, ma solo se agiamo adesso». È questo il messaggio rivolto ai dipendenti del cantiere navale e ai sindacati dalla dirigenza dell'azienda navalmeccanica Meyer Werft che oggi ha proposto loro un piano per trovare un punto d'accordo sul programma di adeguamento dell'organizzazione della società alla luce del forte impatto negativo causato dagli effetti della pandemia di Covid-19 sull'attività dell'azienda. Si tratta di un piano che il management ha proposto come «ultima opzione» e che prevede la costituzione di un collegio arbitrale, se necessario attraverso il tribunale del lavoro, formato dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei dipendenti.

All'inizio di quest'anno la dirigenza di Meyer Werft aveva presentato un programma di contenimento dei costi che prevedeva 600 licenziamenti, proposta che era stata respinta dal sindacato IG Metall ( del 13 gennaio 2021). Un programma da cui il management non ha intenzione di recedere, stando alle prospettive illustrate oggi dai vertici dell'azienda che hanno tuttavia spiegato che, se non sarà possibile raggiungere un accordo sul programma di riorganizzazione, il compito di decidere un piano per il ridimensionamento dell'organico sarà lasciato al presidente dell'organo di conciliazione di nuova costituzione.

Il piano ripresentato oggi dalla dirigenza prevede un taglio di posti di lavoro compreso fra 660 e mille unità. L'alternativa - ha avvertito la dirigenza - è quello che chiedono il consiglio di fabbrica e il sindacato IG Metall, con - ha affermato l'amministratore delegato Jan Meyer - un conseguente aumento dei costi e, nel medio termine, la chiusura del cantiere stante l'impossibilità di sopravvivere alla crisi. «Il nostro problema di fondo nelle trattative - ha detto Meyer - è che il consiglio di fabbrica e l'IG Metall non vedono la crisi e la necessità di agire».

Se la situazione in Meyer Werft è sempre incandescente, migliori prospettive si profilano per l'altra azienda navalmeccanica tedesca MV Werften e per i suoi cantieri navali di Wismar, Rostock e Stralsund. Oggi il ministro federale all'economia, Peter Altmaier, ha annunciato infatti che «oggi il Comitato del fondo di stabilizzazione economica ha deciso di stabilizzare nuovamente la MV Werften Wismar. Diamo così alla MV Werften e ai suoi dipendenti - ha sottolineato il ministro - prospettive future e l'opportunità di uscire con successo dalla crisi legata alla pandemia». Altmaier ha precisato che «la stabilizzazione decisa oggi fa parte di un pacchetto complessivo che prevede il coinvolgimento in misura significativa degli azionisti della società (la Genting Hong Kong, ndr) e dello Stato della Meclemburgo-Pomerania Occidentale. Abbiamo così ottenuto - ha specificato il ministro - un'equilibrata suddivisione dei rischi tra i vari attori. Ognuno fa la sua parte per salvaguardare i cantieri e i posti di lavoro».

Il pacchetto di aiuti approvato oggi prevede l'erogazione di fondi per complessivi 300 milioni di euro circa, cifra che include 193 milioni di un precedente finanziamento ponte. L'annuncio del programma di sostegno è stato accolto con sollievo dal sindacato IG Metall: «si spera - ha commentato Daniel Friedrich, responsabile distrettuale della IG Metall Küste - che i mesi di turbolenza sulla futura struttura finanziaria e l'estrema incertezza per migliaia di dipendenti finiscano». Friedrich ha tuttavia osservato che se il prestito federale e l'entrata in vigore del contratto sociale assicurano la sopravvivenza dei tre cantieri navali del gruppo, è cruciale tuttavia che l'azienda acquisisca nuovi ordini di navi da crociera o commesse in nuove aree di business.

Friedrich ha ricordato inoltre che, in concomitanza con l'erogazione dei fondi, entrerà in vigore anche il piano di ridimensionamento programmato dalla società in base al quale, in una prima fase, è previsto che circa 650 dipendenti lascino i tre cantieri entro il prossimo primo agosto, offrendo loro il passaggio a società di trasferimento in cui verranno riqualificati per nuovi compiti e percepiranno un'indennità di disoccupazione. «Il forte impegno di IG Metall e dei consigli di fabbrica - ha evidenziato - hanno impedito sino ad ora tagli di lavoro ancora più drastici».

Se IG Metall è, al momento, soddisfatta per le misure poste in atto per garantire la sopravvivenza di MV Werften, continua tuttavia la preoccupazione del sindacato per la sorte del cantiere navale Lloyd Werft di Bremerhaven, che fa anch'esso capo alla Genting Hong Kong. «La chiusura prevista dalla direzione alla fine dell'anno - ha denunciato Friedrich - è la strada sbagliata. Le trattative per una vendita - ha evidenziato - devono essere ora portate a termine rapidamente per salvaguardare i dipendenti».
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