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23 ottobre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 07:19 GMT+2



7 luglio 2021

Assiterminal denuncia che al MEF si è arenata la norma per ridurre i canoni concessori dei terminal portuali colpiti dalla crisi

Ferrari: «forse il fatto di non essersi mai fermati ha fatto passare un messaggio sbagliato»

L'Associazione Italiana Port & Terminal Operators (Assiterminal) lamenta che l'emendamento che renderebbe possibile una riduzione dei canoni concessori per quei terminalisti portuali che ancora nel 2021 non hanno potuto riprendere la loro attività operativa a causa del perdurare degli effetti del COVID sarebbe in stand by al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Il direttore di Assiterminal, Alessandro Ferrari, ha spiegato che «la proposta normativa è stata formulata sulla falsa riga di quella del 2020 tenendo conto che le Autorità di Sistema Portuale, attraverso il mero utilizzo di una piccola parte dei loro avanzi di amministrazione, avrebbero potuto compensare la situazione evidente e eclatante dei terminal crociere fermi da 18 mesi». Evidenziando che la proposta trova «tutti d'accordo, da Assoporti al MIMS, alle forze di maggioranza, ai sindacati: tutti, con la chiara consapevolezza della realtà delle cose: i terminal crociere sono senza risorse», «amareggia e stupisce - ha proseguito Ferrari - la pervicacia di qualche burocrate che di fatto fa si che lo Stato chieda il pagamento dei canoni concessori, a fronte di cosa?».

A tal proposito Ferrari si chiede se le AdSP «abbiano davvero autonomia finanziaria come prevede la legge oppure sono di fatto commissariate a favore di altri enti pubblici su cui girare le risorse in avanzo. È possibile - ha denunciato il direttore di Assiterminal - che la burocrazia finanziaria sia così miope o semplicemente le aziende che tengono vivi i porti non hanno dignità di rilievo al di la di parole di circostanza in qualche convegno che si perde nell'“immobile insostenibilità”?».

Ferrari ha concluso rilevando che «forse il fatto di non essersi mai fermati ha fatto passare un messaggio sbagliato. Forse - si è chiesto - non si è neppure capito che chi si è dovuto fermare non è ancora ripartito e chiederà probabilmente in Europa di aprire l'ennesimo fascicolo su questo settore, ma nel frattempo dovrà trovare aprire contenziosi in Italia e nei porti per far valere il suo diritto a sopravvivere».


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