testata inforMARE

29 septembre 2022 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 12:20 GMT+2



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 31 OTTOBRE 2019

TRASPORTO FLUVIALE

FIN TROPPO SPESSO NON C'È ABBASTANZA ACQUA SOTTO LA CHIGLIA

Tutti quanti vorrebbero trasferire merci per mezzo del trasporto fluviale, ma non è una cosa così semplice.

Questa modalità di trasporto deve lottare contro le acque basse ed il calo dei volumi di rinfuse.

Tuttavia, c'è anche un barlume di speranza nei paesi del Benelux.

A maggio, il ministro dei trasporti tedesco Andreas Scheuer ha presentato il piano regolatore del trasporto fluviale.

L'intento della Germania è quello di dare nuovo impeto al trasporto fluviale interno e di trasferire più volumi dalla strada alle idrovie.

Il rapporto annuale della navigazione fluviale europea mostra che in effetti è necessario un grande impegno al fine di far sì che questa modalità di trasporto da tempo trascurata tragga vantaggio dall'incremento dei volumi di merci trasportate.

L'impegno della Germania è naturalmente importante ma bisogna persuadere anche altri paesi.

La speranza deriva dal trasporto containerizzato

Uno dei problemi che hanno contrassegnato l'anno passato la navigazione fluviale è consistito nel lungo periodo di acque basse nel corso della seconda metà dell'anno.

Il Reno in particolare ne è stato molto colpito.

La situazione è stata meno seria in Belgio, in Francia, nella Germania settentrionale e sul Danubio.

Ciò naturalmente ha comportato un impatto sui vantaggi per il trasporto.

Rispetto al 2017, solo il Belgio, il Lussemburgo e la Polonia sono stati in grado di incrementare i volumi, mentre tutti gli altri paesi hanno subito diminuzioni.

Per il settore fluviale, il fatto che gli importanti paesi della Germania e dei Paesi Bassi abbiano fatto registrare i cali più notevoli è stato particolarmente difficile da gestire.

Poiché si tende a trasportare in misura sempre minore le rinfuse ed i prodotti chimici per via fluviale, quest'ultima deve cercare di attirare i contenitori.

Questa evoluzione è in atto ma è troppo lenta.

Il basso livello delle acque ha comportato la stagnazione dei volumi di trasporto containerizzato per idrovia interna nell'Unione Europea a 6,8 milioni di TEU.

Questo segmento è diffuso quasi esclusivamente nei seguenti paesi: Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia.

Nell'ambito di tale quartetto, solo il Belgio ha fatto registrare un leggero miglioramento.

La spiegazione: il trasporto fluviale belga è meno dipendente dalla rotta del Reno e questo paese si è pertanto dato da fare per incrementare in modo significativo la quota del settore fluviale nella ripartizione modale del trasporto containerizzato.

Parigi e Liegi fanno meglio

Anche i porti marittimi di Rotterdam, Anversa e Amburgo svolgono un ruolo importante nella navigazione fluviale.

Il declino generale del 2018 vi è stato avvertito.

Negli anni precedenti, tuttavia, c'erano state una stagnazione a Rotterdam ed una crescita ad Anversa, mentre ad Amburgo il declino dei volumi continua dal 2015.

Com'è avvenuto in quasi tutti i porti del Reno, i traffici sono calati anche a Duisburg, il maggiore porto fluviale d'Europa.

Tuttavia, i numeri due (Parigi) e tre (Liegi) in classifica sono stati in grado di rafforzare le proprie posizioni.

Un altro problema della navigazione fluviale concerne le flotte che sono spesso troppo vetuste.

Data la lunga durata di un battello, gli investimenti vengono effettuati a lungo termine.

Negli ultimi anni in Europa sono state registrate circa 15.000 unità.

Sul Reno, dove operano quasi i due terzi della flotta, sono stati aggiunti 48 nuovi battelli.

Il numero delle unità è in leggera diminuzione, ma la capacità è in aumento dal momento che molti piccoli battelli sono stati messi fuori servizio.

Confrontando l'età delle flotte, si scopre che il Belgio è un passo avanti rispetto alla Germania.

Il piccolo paese vicino dispone di molte più unità costruite nel 21° secolo.

In Germania predominano i battelli che risalgono alla seconda metà del 20° secolo.

Se la Germania volesse approntare un proprio modello, per avere un po' di ispirazione potrebbe essere indicata un'occhiata al paese vicino.

(da: transportjournal.com, 18 ottobre 2019)



PSA Genova Pra


Index Première Page Bulletin C.I.S.Co.
Page précédente

- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Gênes - ITALIE
tél.: +39.010.2462122, fax: +39.010.2516768, e-mail