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L'Antitrust commina sanzioni per oltre 8 milioni di euro a Moby, SNAV, GNV e Marinvest
Nel corso dell'istruttoria è stato riscontrato un «parallelismo nell'aumento dei prezzi» che, secondo l'AGCM, «non è peraltro giustificabile in altro modo se non con la concertazione»
14 giugno 2013
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha comminato sanzioni per complessivi 8,11 milioni di euro alle società Moby, SNAV, Grandi Navi Veloci (GNV) e Marinvest per aver posto in essere un'intesa finalizzata all'aumento dei prezzi per i servizi di trasporto marittimo passeggeri nella stagione estiva 2011 (dall'inizio di settembre 2010 fino almeno alla fine del mese di settembre del 2011) sulle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e Genova-Porto Torres.

Moby è stata multata per 5,46 milioni di euro, GNV per 2,37 milioni di euro, SNAV per 232mila euro e Marinvest 43mila. L'Antitrust ha precisato che l'entità delle multe tiene conto della situazione di perdite di bilancio in cui versano le quattro società.

L'Autorità Antitrust ha spiegato che, al termine dell'istruttoria avviata nel maggio 2011 ( del 17 maggio 2011), «è stato accertato un parallelismo di condotte, nella stagione estiva 2011, da parte di Moby, GNV e SNAV, che - ha specificato l'AGCM - hanno tutte applicato incrementi significativi dei prezzi, generalmente superiori al 65% mentre negli anni precedenti le società avevano seguito strategie orientate alla concorrenza. In particolare nella stagione estiva 2011 i prezzi sono aumentati mediamente del 42% sulle rotte Civitavecchia-Olbia (passando in media da 35 a 49 euro) e Genova-Olbia (passando da 57 a 81 euro), del 50% sulla Genova-Porto Torres (passando da 65 a 98 euro)».

«L'intesa, durata dall'inizio di settembre 2010, fino almeno alla fine del mese di settembre del 2011 (per SNAV fino a maggio 2011), data di chiusura della stagione estiva - ha proseguito l'Antitrust - è stata attuata da imprese che complessivamente detengono quote di mercato molto elevate sulle rotte interessate dall'istruttoria». Secondo l'AGCM, «il parallelismo nell'aumento dei prezzi, riscontrato nel corso dell'istruttoria, non è peraltro giustificabile in altro modo se non con la concertazione: né la trasparenza delle tariffe, che caratterizza strutturalmente il settore, né il caro carburante, che avrebbe potuto comportare un aumento dei prezzi ma in misura inferiore, né le perdite di bilancio degli operatori giustificano un aumento dei prezzi così simultaneo e significativo».

L'Antitrust ha sottolineato inoltre che «l'intesa si presenta come particolarmente consistente in considerazione della rilevante quota di mercato complessiva detenuta dalle parti in tutte le rotte interessate. In particolare, nella stagione estiva 2011 GNV e Moby hanno realizzato complessivamente quote di mercato oscillanti tra il 35-40% della rotta Civitavecchia-Olbia ad addirittura l'85-90% della rotta Genova-Olbia».

Soddisfazione per la delibera dell'Antitrust è stata espressa dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci: «è stata punita - ha dichiarato - l'avidità degli armatori che hanno strangolato la nostra isola. L'antitrust ha messo nero su bianco quello che tutti hanno potuto verificare con i proprio occhi e che solo gli armatori, insieme ai loro fiancheggiatori politici, hanno negato fino all'ultimo».

«Già nel 2011 - ha aggiunto Cappellacci - abbiamo denunciato subito un'anomalia che ha leso il diritto alla mobilità dei sardi e gravemente danneggiato l'economia della nostra isola. Dopo decenni di soprusi, la Sardegna non intende più accettare le angherie di chi vorrebbe ridurre i diritti a benevole ed eventuali concessioni, soggette all'arbitrio e al capriccio dei feudatari del mare».

«Ora - ha concluso il presidente dell'ente regionale sardo - la nostra battaglia prosegue: la Sardegna intende svolgere un ruolo da protagonista nel decidere la politica dei collegamenti marittimi. Per questo, come previsto già dal 2007, rivendichiamo l'effettivo trasferimento alla Regione delle funzioni e delle risorse sulla continuità marittima».

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