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23 settembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 11:41 GMT+2



22 gennaio 2014

La Commissione UE intima alla Saremar di restituire fondi per 10,8 milioni di euro erogati dalla Regione Sardegna

Si tratta di somme ottenute nel 2011 e nel 2012 per i collegamenti marittimi Civitavecchia - Golfo Aranci e Vado Ligure - Porto Torres

La Commissione Europea ha intimato alla Saremar - Sardegna Regionale Marittima Spa di restituire alla Regione Sardegna circa 10,8 milioni di euro erogati nel 2011 e nel 2012 alla compagnia di navigazione, il cui capitale sociale è interamente detenuto dall'ente regionale sardo, per effettuare collegamenti marittimi utili a garantire la continuità territoriale della Sardegna con il continente sulle rotte tra Civitavecchia e Golfo Aranci e tra Vado Ligure e Porto Torres. Secondo la Commissione, infatti, tale erogazione costituisce un aiuto di Stato incompatibile con le specifiche norme dell'Unione Europea e questi finanziamenti hanno dato a Saremar un vantaggio economico indebito rispetto ai suoi concorrenti che ha determinato una distorsione della concorrenza.

La Commissione ha ricordato che nel 2012 la Saremar ha ricevuto un'iniezione di capitale da parte della Regione Sardegna per 6,1 milioni di euro. La Commissione aveva imposto all'Italia di recuperare dalla Saremar questa cifra in quanto, secondo Bruxelles, nessun investitore privato operante in condizioni di mercato avrebbe accettato di investire in queste condizioni e in circostanze analoghe e, pertanto, tali fondi costituiscono un aiuto di Stato poiché hanno dato Saremar un vantaggio economico rispetto ai suoi concorrenti che devono operare senza fondi pubblici. Inoltre - per la Commissione - tale aiuto di Stato è incompatibile con le norme comunitarie dal momento che non è stato accompagnato dalla realizzazione di un piano di ristrutturazione che soddisfi i requisiti stabiliti negli orientamenti comunitari sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

Ora la Commissione ha stabilito che i fondi per circa 10 milioni di euro versati a Saremar per operare nel 2011 e 2012 i due collegamenti marittimi tra la Sardegna e la penisola italiana non sono coerenti con le norme comunitarie sui servizi di interesse economico generale, norme - ha ricordato Bruxelles - che prevedono che i fornitori di servizi pubblici possono ricevere una compensazione per i costi netti sostenuti per l'adempimento dei loro obblighi di servizio pubblico se i parametri per il calcolo della compensazione sono stabiliti in anticipo e se gli obblighi di servizio pubblico sono chiaramente definiti. Al contrario - ha specificato la Commissione UE - nel momento in cui l'effettuazione di queste due rotte marittime è stata assegnata a Saremar non era stato predisposto alcun meccanismo di compensazione relativo a tale attività né il mandato a Saremar definiva con chiarezza gli obblighi di servizio pubblico imposti alla compagnia.

Per la Commissione, quindi, Saremar non aveva diritto ad alcun risarcimento e dovrà restituire le somme ricevute. «Gli Stati membri e le autorità regionali - ha commentato il vicepresidente e commissario europeo per la Concorrenza, Joaquín Almunia - sono ovviamente liberi di finanziare i servizi di interesse economico generale. Tuttavia, come previsto dalle norme della UE, tali servizi devono essere sostenuti in modo trasparente sulla base di obblighi di servizio pubblico chiaramente definiti».

A conclusione dell'indagine su Saremar, la Commissione Europea ha stabilito inoltre che due lettere di patronage emesse dalla Regione Sardegna non garantiscono alcun obbligo finanziario nei confronti della società e, pertanto, non costituiscono un aiuto di Stato a suo favore. La Commissione ha anche stabilito che le attività promozionali realizzate da Saremar sono stati addebitate a prezzi di mercato.



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