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9 maggio 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 06:13 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXVII - Numero 11/2009 - NOVEMBRE 2009

Reefer

Gli equipaggiamenti: un problema per il settore reefer

Gli equipaggiamenti saranno senza dubbio la problematica maggiore per i traffici marittimi reefer l'anno prossimo.

Contenitori, prese elettriche, spazio dedicato: sembra che tutto ciò nel 2010 debba trovarsi in una situazione di scarse forniture o, quanto meno, di forniture nel posto sbagliato.

Sembra strano che tale situazione possa prevalere, dato che più di 560 portacontainer (per una stima di 150.000/170.000 TEU reefer) sono in disarmo mentre oltre 100 navi specializzate reefer sono ferme.

Inoltre, i depositi in tutto il mondo sono pieni quasi fino al punto critico di contenitori in eccesso, sebbene essi siano principalmente unità per carichi secchi.

Claus Peter Elleman-Jensen, vice presidente dei traffici reefer della CMA CGM, riassume in breve la situazione dichiarando: “Il quantitativo di equipaggiamenti si sta livellando, così come la fornitura di prese elettriche sulle navi, malgrado i segnali di accumulo.

Il fatto che solo il 25% delle prese reefer possa essere utilizzato a livello globale non significa nulla; ciò che conta, è quello che accadendo nei traffici nord/sud, in cui viene movimentata la maggior parte dei deperibili, e qui, anche adesso in questo periodo di quiete (prima che inizi la raccolta dei decidui), il livello di utilizzazione è molto alto”.

Nel contempo, l'incertezza dei tempi sta a significare che meno vettori marittimi stanno investendo in equipaggiamenti e, poiché l'industria dedita alla costruzione di contenitori ha virtualmente chiuso i battenti, la produzione di container reefer quest'anno pari a soli 30.000/35.000 FEU, rispetto ad una recente normale annata di 100.000/110.000 FEU, probabilmente sarà insufficiente a far fronte alle esigenze di sostituzione.

L'effetto finale sarà che alcuni operatori estenderanno l'utilizzazione dei propri contenitori al di là della loro normale età di dismissione.

Potenzialmente, ciò incrementa il rischio che i carichi vengano danneggiati e/o abbiano una durata di conservazione più breve; il risultato finale sarà costituito da clienti insoddisfatti e, da ultimo, da reclami in ordine ai carichi.

E questo non è l'unico problema: la conferenza “Cool Logistics” ha inoltre sottolineato l'aumento del numero di incidenti di contenitori reefer che vengono consegnati ai clienti con errori nella ventilazione e/o temperatura e/o persino sporcizia interna, che i partecipanti alla conferenza hanno attribuito al “taglio dei costi ed all'affidamento a terzi esagerato da parte di alcuni vettori”.

Chiaramente, le pressioni stanno montando nella filiera del freddo e, se tali problematiche non saranno affrontate alla svelta, il potenziale completo del mercato potrebbe non realizzarsi.

Infatti, potrebbe senz'altro accadere che un eccesso di equipaggiamento in una parte del mondo venga corrisposto da una cronica carenza altrove, col risultato che i prodotti non sono in grado di spostarsi.

“Ritengo che il 2010 sia la tempesta perfetta” ha dichiarato Thomas Eskesen, direttore anziano del settore reefer alla Maersk Line, in occasione della medesima già citata conferenza.

“In particolare, credo che il livello dei traffici nel 2010 nel settore reefer possa indietreggiare, se non addirittura tornare a quelli del 2008”.

Essenzialmente, ciò vorrà dire che tutti quanti dovranno pagare di più per avere probabilmente di meno.
(da: Containerisation International, 03.11.2009)



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Anno XXVII
Numero 11/2009

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