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24 ottobre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 01:25 GMT+2

4.5 POLO DELLA PESCA

Il settore della pesca in Italia è af-
flitto da una serie di difficoltà lega-
te a numerosi fattori concomitanti,
tra i quali si possono ricordare la
mancata introduzione di nuove tec-
nologie (sia nel segmento della cat-

ga organicamente ogni fase del pro-
cesso produttivo, dal momento del-
la pesca a quello della lavorazione
e della distribuzione.
In questo contesto si inserisce il
progetto di insediamento di un porto
della pesca nel bacino di Vado Li-
gure, in grado di costituire un pun-

 

tura, sia nell'ambito della trasfor-
mazione e distribuzione del pesca-
to), la limitata efficienza dei mer-
cati locali, i problemi legati ai ser-
vizi portuali, l'assenza di economie
di scala in un settore in cui opera-
no principalmente imprese familia-
ri; questo in un momento di inter-
nazionalizzazione dei mercati e del-
le regolamentazioni che rende an-
cora più incisiva la concorrenza dei
Paesi emergenti.
Alle difficoltà del settore si contrap-
pone però la vivacità del mercato
italiano, stabilmente in espansione
(+5% annuo), tanto che il sistema
della pesca interno, che produce
merce per 3.300 miliardi di lire al-
l'anno, riesce a coprire solo il 50%
delle richieste.
Il prodotto italiano viene così de-
stinato prevalentemente al consu-
mo "fresco", mentre l'industria della
trasformazione (8.000 addetti,
1.300 miliardi di lire di produzione
annua) si approvvigiona sul mer-
cato estero. Questa situazione, uni-
ta al problema della frammentazio-
ne dell'offerta, distribuita su nume-
rosi punti di sbarco, rende il siste-
ma della pesca in Italia estremamen-
te complesso e provoca l'esistenza
di circuiti commerciali lunghi e co-
stosi.
La conclusione che si può trarre
dall'esame del quadro descritto è la
necessità di una profonda raziona-
lizzazione del settore, che coinvol-

to di riferimento per l'attività pe-
schereccia in Liguria, segnata in
maniera particolarmente accentua-
ta dal problema della disorganizza-
zione e frammentazione.
Il nuovo scalo sarà dotato delle in-
frastrutture e dei sistemi tecnologi-
ci, informatici e telematici neces-
sari per garantire i migliori servizi
alla flotta e al sistema di smista-
mento, in modo che il centro pos-
sa estendere la propria attività al di
là del pescato della flotta locale, di-
ventando un vero e proprio centro
di distribuzione, verso il quale con-
vergano anche i flussi del prodotto
in importazione.
In considerazione della tradizione
industriale del Comune di Vado e
dell'attuale situazione di sofferen-
za del settore produttivo locale,
l'iniziativa deve puntare non solo
alla costituzione di un approdo pe-
schereccio, ma soprattutto a costi-
tuire la base per l'insediamento nel-
l'ambito provinciale di industrie
della trasformazione.
Le opportunità occupazionali lega-
te all'attuazione dell'iniziativa ap-
paiono particolarmente rilevanti, an-
che in considerazione del fatto che
in analoghe strutture del Nord Eu-
ropa, per ciascun addetto a bordo
di un peschereccio, vi sono cinque
addetti impiegati a terra.
Per il finanziamento dell'opera sono
svariati i percorsi ipotizzabili, in
particolare fondi comunitari e re-
gionali (SFOP, PESCA ecc.).

 

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