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29 ottobre 2020 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 17:49 GMT+1



11 settembre 2015

Firmato l'accordo per la cassa integrazione per i lavoratori della Taranto Container Terminal

Tarlazzi (Uiltrasporti): ora però è necessaria una soluzione definitiva che porti operatori e progetti industriali di sviluppo

Oggi a Roma, presso il Ministero del Lavoro, è stato sottoscritto l'accordo per la cassa integrazione per cessazione del personale di Taranto Container Terminal (TCT), la società terminalista partecipata dai gruppi Hutchison Port Holdings (HPH), Evergreen Marine Corporation e Maneschi che gestiva il terminal per contenitori del porto di Taranto, approdo in cui il traffico containerizzato si è azzerato, e che è stata posta in liquidazione a giugno subendo quindi la revoca della concessione demaniale con cui operava al Molo Polisettoriale dello scalo pugliese. La cassa integrazione, che avrà la durata di un anno, riguarda l'intero organico di 536 persone di TCT.

L'accorso è stato firmato dal sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, dai sindacati, dalla Provincia di Taranto, dai liquidatori della Taranto Container Terminal e dall'Autorità Portuale di Taranto.

Teresa Bellanova ha espresso «vera soddisfazione per l'accordo raggiunto oggi, innanzitutto - ha specificato il sottosegregario - per aver tutelato il reddito di 536 lavoratori e poi perché il porto di Taranto rappresenta un asset fondamentale, non solo per la città e la Puglia, ma per l'intero Paese». «Per arrivare all'accordo di Cigs raggiunto oggi - ha proseguito Bellanova - è stato necessario un lungo e accurato lavoro, durato mesi. Da una parte le persone con il loro reddito a rischio, dall'altra un asset fondamentale dell'economia pugliese, con il porto di Taranto, che rischiava di diventare un pezzo di economia del Sud inutilmente persa. Il lavoro che precede un accordo importante come quello di oggi non fa molto rumore, ma le conseguenze di una trattativa che riesce a evitare il licenziamento di 536 persone e che mette l'Autorità Portuale in condizione di impegnarsi per far ripartire la vita economica del porto ha il suono del Sud che si muove, per l'Italia che si sta rimettendo in piedi».

Soddisfazione per l'accordo, con il quale - ha ricordato - si è evitato il licenziamento dei lavoratori, è stata espressa anche dal segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, che ha sottolineato come alla firma si sia giunti grazie all'attivismo del Ministero del Lavoro, in prima persona del sottosegretario Bellanova, dell'Autorità Portuale, della Provincia di Taranto e grazie al grande senso di responsabilità dei sindacati. «Ora però - precisato Tarlazzi - il porto e la città di Taranto meritano, senza indugi, una soluzione definitiva che porti operatori e progetti industriali di sviluppo per valorizzare gli investimenti fatti nell'area portuale e per assicurare ai lavoratori la giusta prospettiva che meritano. La Uiltrasporti - ha concluso il rappresentante del sindacato - come sempre farà la sua parte».

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