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21 aprile 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 16:29 GMT+2



23 dicembre 2020

Denuncia di Ruote Libere per gli autotrasportatori bloccati nel Regno Unito nel totale disinteresse del governo italiano

Franchini: gli spot del ministro De Micheli stridono in maniera drammatica con le immagini che i colleghi ci stanno inviando

Ruote Libere - L'Autotrasporto denuncia che numerosi autotrasportatori sono bloccati nel Regno Unito nel totale disinteresse del governo italiano, fermo che è conseguenza al divieto temporaneo imposto ai traffici tra Regno Unito e Francia a causa della scoperta sul territorio inglese di una variante più contagiosa del coronavirus. «Gli autotrasportatori bloccati in Inghilterra e costretti da giorni ad essere prigionieri nei loro stessi camion con file interminabili in attesa di imbarco - ha spiegato la portavoce dell'associazione, Cinzia Franchini - è l'ennesima dimostrazione dello stato di abbandono in cui il governo italiano ha relegato la nostra categoria».

Riferendosi ai ringraziamenti rivolti venerdì dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al settore della logistica e dei trasporti perché, anche nella fase più acuta della pandemia da Covid-19, non si è mai fermato, Franchini ha osservato che «gli spot del ministro De Micheli con tanto di complimenti di rito agli autotrasportatori stridono in maniera drammatica con le immagini che i colleghi ci stanno inviando dal Regno Unito».

«In particolare - ha reso noto Franchini - dal parcheggio del Manston International airport ci giungono proprio in queste ore testimonianze di autotrasportatori marchigiani in attesa da lunedì di poter fare ritorno in Italia. La Francia a causa della variante Covid inglese ha infatti chiuso le frontiere e solo ieri sera si è arrivati a una svolta con la possibilità di imbarcarsi solo previo tampone. Ma nulla di tutto questo è stato comunicato sinora agli autotrasportatori in fila, costretti a vivere da tre giorni in condizioni disumane, con bagni fatiscenti e pasti consegnati da volontari. Continuando a presidiare i loro mezzi, spesso investimenti di una intera vita lavorativa, senza alcuna notizia se non via messaggio da amici in Italia».

«L'esigenza di limitare la diffusione della nuova variante del Covid - ha proseguito Franchini - è ovviamente comprensibile, ma non è accettabile costringere chi lavora a restare blindato per 50 o 60 ore sul proprio mezzo. Nessun grido d'allarme - ha sottolineato la portavoce di Ruote Libere - è arrivato dal governo italiano che pur si è giustamente preoccupato per la situazione dei connazionali bloccati in aeroporto assicurando voli speciali e rientri per i residenti. Un silenzio assordante soprattutto se paragonato alla retorica delle pubblicità trasmesse anche sulle reti Rai. Chiediamo dunque al ministro De Micheli di intervenire in modo tempestivo per consentire a questi autotrasportatori di rientrare a casa almeno a Natale».


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