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17 settembre 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 15:17 GMT+2



15 luglio 2021

ESPO indica come modificare le misure del pacchetto UE “Fit for 55” sul clima per adeguarlo alle esigenze dei porti europei

Ryckbost: gli investimenti necessari nei porti al fine di rendere il trasporto marittimo più ecologico sono enormi

“Fit for 55”, il pacchetto di proposte presentato ieri dalla Commissione UE con lo scopo di consentire il raggiungimento dell'obiettivo della legge europea sul clima di ridurre le emissioni di gas serra nell'UE di almeno il 55% entro il 2030 e di conseguire la neutralità climatica entro il 2050, è stato favorevolmente accolto dall'associazione dei porti europei, anche se l'European Sea Ports Organisation (ESPO) ritiene che sia necessario ulteriore lavoro per rendere efficace l'applicazione delle misure, in particolare al settore portuale. «Per i porti europei - ha spiegato Isabelle Ryckbost, segretario generale di ESPO - è essenziale in ultima analisi definire una politica che sia efficace per la riduzione delle emissioni, che sia coerente, che tenga conto della competitività del settore portuale europeo, che sia a prova di futuro e che non generi immobilizzazioni o oneri amministrativi aggiuntivi per i porti». Ryckbost ha specificato che il pacchetto dovrebbe anche «tenere in debita considerazione le differenze del settore portuale e marittimo europeo».

Relativamente alla coerenza delle misure per i porti, ESPO ritiene essenziale che sia assicurato il pieno allineamento tra l'iniziativa “FuelEU Maritime”, la nuova proposta per aumentare l'uso di combustibili alternativi per il trasporto marittimo, e la proposta di regolamento europeo sull'infrastruttura per i combustibili alternativi, in quanto - ad avviso dell'associazione dei porti europei - le due proposte devono rispecchiarsi ed essere prese in esame assieme durante l'intero processo legislativo.

Relativamente all'efficienza delle proposte in termini di riduzione delle emissioni, ESPO ritiene che la soluzione migliore per assicurare l'efficienza delle disposizioni sia quella di un approccio basato sugli obiettivi e neutro con riferimento alle tecnologie, in quanto - ha evidenziato l'associazione - non c'è né denaro né tempo da sprecare.

Circa l'Onshore Power Supply (OPS), cioè i sistemi di fornitura di energia dalla rete elettrica di terra alle navi ormeggiate alle banchine dei porti, l'associazione ritiene che questi sistemi debbano essere utilizzati laddove è necessario e non essere invece considerati quali un fine in sé. A tal proposito ESPO ha sottolineato che per assicurare una rapida diffusione dei sistemi OPS ed evitare lo spreco di fondi pubblici, i porti europei dovranno dare priorità e concentrarsi sull'utilizzo di sistemi OPS dove questi hanno senso in termini di un'efficace riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e dell'inquinamento atmosferico nei porti.

Inoltre per ESPO è indispensabile salvaguardare la competitività del settore marittimo e portuale europeo trovando soluzioni adeguate al fine di scongiurare il rischio che, a causa di alcune misure proposte dal pacchetto, le navi evitino scali nei porti dell'UE a vantaggio di porti extraeuropei, ed è pure altrettanto necessario evitare di appesantire l'attività dei porti con ulteriori oneri amministrativi.

Secondo ESPO, il pacchetto dovrà essere accompagnato anche da sostegni sufficienti in termini di finanziamenti europei volti alla realizzazione di infrastrutture per i combustibili alternativi, incluso il loro stoccaggio e bunkeraggio, e all'adeguamento alle norme delle navi attualmente in servizio. «Gli investimenti necessari nei porti al fine di rendere il trasporto marittimo più ecologico - ha osservato Ryckbost - sono enormi. Dato che non esiste una ricetta magica per rendere il settore dello shipping più “verde”, si tratta di investimenti ad alto rischio senza alcun ritorno dagli investimenti per le autorità portuali che investono».

PSA Genova Pra

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