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FORUM of Shipping
and Logistics
TRAFFICI MARITTIMI E UNIONE EUROPEA: L'INTEGRAZIONE DEL SISTEMA ITALIA

Giovedì 19 Giugno 1997
Centro Congressi Magazzini del Cotone di Genova

Intervento di Giorgio Giaccardi
Capo di Gabinetto del
ministero dei Trasporti e della Navigazione


"La disciplina italiana dei traffici marittimi ed il modello europeo"

1. Giorgio Giaccardi I problemi che il settore de traffici marittimi sta incontrando in questi ultimi tempi corrispondono in larga misura a quelli propri del mondo dei trasporti in generale.

Da un lato c'è un problema di ampliamento del mercato a una dimensione mondiale, con ritmi di crescita talmente elevati da imporre alle imprese operanti nel settore l'acquisizione, in tempi quanto più rapidi, di adeguati livelli di competitività.

D'altro canto c'è un problema di adeguamento di un mercato fino a pochi anni fa' "protetto", se non addirittura governato da logiche prettamente monopolistiche, alle regole di concorrenza, di libero accesso e di pari opportunità ormai imposte in forma cogente dalla normativa comunitaria, oltre che, più in generale, dalle stesse regole del mercato globale di cui si diceva poc'anzi.

Le risposte delle istituzioni pubbliche italiane, Governo e Parlamento, stanno via via fornendo, pur denunziando ancora margini di oscillazione dovuti a resistenze ed incomprensioni da parte di alcuni tra i soggetti coinvolti, costituiscono tuttavia una concreta testimonianza della acquisita consapevolezza ed impegno politico verso quella che ormai è l'unica strada percorribile.

Prima di esaminare in dettaglio le iniziative già sviluppatesi o in corso si attuazione, sembra opportuno chiarire sùbito che non possono farsi rientrare nella categoria delle resistenze od oscillazioni quegli interventi che mirano a collocare nella logica complessiva della libera concorrenza e delle regole del libero mercato, anche una serie di valori concomitanti, ai quali certamente si ispirano la legislazione e la giurisprudenza comunitaria e dai quali non è dato prescindere ai fini di una corretta regolazione del libero mercato.

Ci si riferisce in particolare ai principi di solidarietà sociale, tutela della sicurezza dei lavoratori e degli utenti, di salvaguardia dell'ambiente e del territorio che, in quanto immanenti alla logica complessiva degli ordinamenti comunitario e nazionale, non possono non influenzare le scelte politiche intese a regolamentare la competizione tra gli operatori economici impegnati nei diversi settori produttivi.

 
2. Rispetto agli altri settori dei trasporti, il processo di liberalizzazione dei traffici marittimi in Italia si presenta complessivamente più avanzato, soprattutto grazie alla coraggiosa ed incisiva riforma del settore portuale attuata dalla legge 84/94 e recentemente perfezionata con la legge 647/96 che ha definitivamente convertito l'ultimo di una serie di decreti legge emanati nel corso di oltre un biennio.

La riforma dei porti non può dirsi tuttavia ancora completata. E proprio in vista del suo completamento il Governo ha recentemente presentato al Parlamento un nuovo disegno di legge che, nella sua parte conclusiva, contiene alcune limitate ma essenziali norme intese, in particolare, ad adeguare gli organici delle maggiori autorità portuali alle caratteristiche organizzative e funzionali ad esse attribuiti dalla legge 84 del 1994, a riorganizzare il servizio di escavazione dei porti secondo logiche di efficienza ed imprenditorialità, allo stato carenti, ed infine a completare il processo di ristrutturazione, in senso imprenditoriale e concorrenziale, delle ex Compagnie Uniche dei lavoratori portuali.

In quest'ultima direzione è allo studio del Governo una proposta emendativa dell'articolo 17 della legge 84/94 come modificata dalla 647/96 che, tenuto conto dei rilievi mossi dagli organi comunitari e nazionali preposti alla tutela della libera concorrenza, renda definitivamente compatibile con il modello comunitario un segmento di mercato nel quale, peraltro, si manifestano con connotati di spiccata specificità quelle esigenze di tutela e sicurezza sociale dalle quali, come sopra ricordato, non si ritiene di poter prescindere.

 
3. Accanto al completamento della riforma portuale, lo stesso disegno di legge recentemente presentato al Parlamento si propone, nella sua prima parte, di avviare un'altrettanto importante e decisiva riforma del settore dell'armamento attraverso l'istituzione del c.d. registro internazionale marittimo, quale strumento indispensabile per restituire alla flotta italiana quel grado di competitività e di redditività che da tempo è stato perduto a favore di altre flotte comunitarie e non, grazie all'introduzione di strumenti fortemente agevolativi sia sul piano fiscale che su quello del mercato del lavoro di cui attualmente l'armamento italiano non è in grado di disporre.

L'obiettivo è quello di conseguire alla flotta mercantile italiana un consistente recupero delle proprie capacità di trasporto, tale da farle riconquistare nel "ranking" mondiale le posizioni progressivamente perdute in questi ultimi anni.

I dati sono ben noti: alla fine del 1995 la flotta italiana si collocava appena al sesto posto tra quelle dell'Unione europea e addirittura al sedicesimo tra quelle mondiali. L'Italia è, oggi, uno dei pochissimi Paesi che non abbia ancora approntato rimedi giuridici organicamente tesi ad arginare il fenomeno delle bandiere-ombra.

L'unica iniziativa finora adottata è stata, come noto, l'istituzione con la legge n. 234/1989 del "bare boat charter" e cioè del noleggio della nave a scafo nudo ad operatore straniero, fermo restandone il regime proprietario, con temporanea dismissione di bandiera, al fine di consentire una drastica riduzione dei costi ed un conseguente recupero di competitività sul mercato dei noli internazionali.

Il principale inconveniente di tale istituto risiede, tuttavia, nella tendenza alla delocalizzazione delle imprese nazionali, con conseguente accentuazione, anziché riduzione, del fenomeno che si vorrebbe arginare e cioè del declino della flotta di bandiera. Di qui l'esigenza di far ricorso a rimedi di ordine strutturale, quale appunto l'istituzione di un apposito regime giuridico per le navi adibite esclusivamente ai traffici internazionali, che consenta di ricondurre i costi di gestione ai livelli praticati dalla concorrenza internazionale, con conseguente auspicabile massiccio rientro sotto bandiera nazionale dell'armamento emigrato all'estero e con relativo incremento della forza lavoro sia nel settore armatoriale in senso stretto che nell'indotto a terra.

Basti considerare, a quest'ultimo riguardo, come il disegno di legge governativo sia stato varato sulla base di un protocollo d'intesa siglato dalle parti sociali, nel quale si dà atto di un comune impegno volto a conseguire, pur a fronte di una necessaria riduzione della forza lavoro nazionale impiegata sulle singole navi, un complessivo recupero di produttività, e quindi di occupazione, nell'intero settore economico gravitante intorno all'armamento.

L'esempio della Norvegia che, a seguito dell'istituzione nel 1987 del registro internazionale, ha assunto la leadership delle flotte mondiali, fatta eccezione per le flotte fittizie dei paesi c.d. "di libera immatricolazione", costituisce un punto di riferimento ineliminabile per quanti, come il nostro paese, intendono ora, con un ritardo di dieci anni, colmare il gap che ci separa dai paesi con tradizione marittima certamente non superiore alla nostra.

La compatibilità del modello che si intende istituire con l'ordinamento comunitario non sembra, d'altra parte, essere in discussione, sia ove si consideri che il registro internazionale è già operante in numerosi paesi dell'U.E. (Regno Unito, Danimarca, Germania, Olanda, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo), sia soprattutto alla luce dei puntuali rilievi contenuti nel recente documento della Commissione Europea su una nuova strategia marittima - il c.d. rapporto Kinnock - che, pur prendendo atto del sostanziale fallimento della proposta, avviata nei primi anni '90, di istituzione di un apposito registro europeo (EUROS) per l'immatricolazione delle navi adibite a traffici internazionali, riconosce come pienamente compatibili con le norme comunitarie in tema di aiuti di Stato le misure che vengono adottate dagli Stati membri al fine di sostenere l'industria e l'occupazione marittima, attraverso un allineamento dei costi di gestione a quelli praticati dalle imprese concorrenti.

Un ulteriore e concomitante tassello del processo di riforma in atto riguarda, infine, il settore della cantieristica. Con un distinto disegno di legge di iniziativa governativa, già approvato da un ramo del Parlamento ed in fase di avanzato esame da parte dell'altro ramo, viene disciplinata la materia degli aiuti a questo importante settore dell'industria nazionale, in puntuale attuazione delle direttive comunitarie in materia ed in linea di rigorosa continuità con precedenti interventi di analogo tenore, già vagliati positivamente dagli organi comunitari, nel quadro di un processo di sviluppo e potenziamento della capacità produttiva dell'industria cantieristica che trova riscontro in ben pochi settori dell'economia nazionale.

 
4. Il punto di maggiore criticità del sistema, ove più complessi e delicati appaiono i profili di coerenza con il dettato comunitario, riguarda tuttora la materia portuale.

Come noto, il processo di riforma sfociato nella legge n. 84 del 1994 ha tratto origine ed occasione proprio da una nota della Commissione europea (n. 3158 del 10.07.1992) che, facendo seguito ad una sentenza della Corte di Giustizia (causa C.170/90, Porto di Genova) imponeva l'adozione di misure idonee a rendere conformi al diritto comunitario le disposizioni legislative e regolamentari italiane in materia di lavoro portuale. La contestazione all'epoca formulata concerneva la previsione, da parte del Codice della navigazione, di un doppio regime di monopolio: l'uno relativo all'organizzazione, l'altro all'esecuzione delle operazioni portuali.

La legge n. 84 del 1994, e le successive modificazioni ad essa apportate, hanno decisamente e sensibilmente innovato il quadro normativo di riferimento, sia attraverso l'istituzione delle autorità portuali (soggetti pubblici cui è affidato un compito di regolazione ed indirizzo delle operazioni portuali, con correlativo divieto di svolgere in proprio le suddette operazioni, nonché di organizzare i relativi servizi), sia attraverso l'apertura alla concorrenza del mercato delle operazioni portuali per conto terzi, salva autorizzazione ex art. 16 legge citata da parte delle autorità portuali. La possibilità per tutte le imprese autorizzate ex art. 16, così come di quelle beneficiarie di concessione ex art. 18 (c.d. terminalisti), di avvalersi di personale proprio, il venir meno del divieto di autoproduzione (cioè della possibilità per l'armatore di una nave di utilizzare personale di bordo per le operazioni di carico e di scarico), ed infine lo scioglimento delle compagnie di lavoratori portuali e la trasformazione delle stesse in imprese, ai sensi dell'articolo 21 lett. a-b), hanno rappresentato, in via di estrema sintesi, gli strumenti attraverso i quali lo Stato italiano ha messo in moto un reale processo di liberalizzazione e di apertura al mercato delle banchine portuali.

Ed infatti, con la legge n. 647 del 1996 la fase di transizione è definitivamente cessata ed è entrato a regime un nuovo assetto normativo del lavoro portuale, enunciato dal testo novellato dell'art. 17 della legge 84, il cui contenuto può essere così sintetizzato:

  1. Il primo comma del nuovo articolo 17, nel disciplinare il mercato della messa a disposizione di manodopera temporanea in periodi di picco della domanda, prevede che l'autorità portuale promuova la costituzione di un consorzio volontario aperto a tutte le imprese portuali, autorizzando una o più imprese consorziate alla fornitura di prestazioni di mano d'opera temporanea a favore di altre imprese consorziate e privilegiando a tal fine le imprese dotate di adeguato personale e risorse proprie con specifica caratterizzazione di professionalità all'esecuzione delle operazioni portuali, tenendo conto delle eccedenze risultanti dal processo di razionalizzazione e trasformazione produttiva indotte dalla stessa legge di riforma;

  2. Il secondo comma dello stesso articolo 17 prevede che, laddove non sia possibile addivenire alla costituzione di un consorzio fra un numero di imprese pari ad almeno la metà di quelle operanti in porto, l'autorità portuale provveda ad istituire, secondo disciplina da dettarsi con apposito regolamento (attualmente in fase di avanzata elaborazione), un'agenzia abilitata in via esclusiva a fornire mere prestazioni di mano d'opera alle imprese che ne facciano richiesta.

  3. Il terzo comma prevede infine che gli appalti di servizi compresi quelli ad elevato contenuto di mano d'opera forniti dalle ex compagnie portuali trasformatesi in imprese esulino dalla disciplina generale relativa al divieto di intermediazione di mano d'opera (legge 1369 del 1960) e quindi anche dalla specifica disciplina derogatoria di cui ai precedenti due commi.
 
5. Per fornire una corretta valutazione della riforma portuale, quale venuta consolidandosi attraverso le tappe successive alle quali si è fatto cenno, occorre inquadrare questo specifico segmento in un disegno complessivo di più ampia portata.

Da tempo infatti il Governo italiano ha incominciato a favorire forme di liberalizzazione sia dei servizi di trasporto che di gestione delle infrastrutture ispirate ai principi di diritto comunitario e segnatamente della libertà di accesso al mercato secondo criteri di non discriminazione e di parità di trattamento.

Particolarmente negli ultimi mesi sta maturando una linea unica di collegamento comune all'intero comparto dei trasporti, che sostanzia una vera e propria politica generale dei trasporti caratterizzata: (a) dal diritto di accesso ai terminali ed infrastrutture da parte dei soggetti abilitati all'esercizio di una determinata attività e (b) dal diritto di accesso al mercato dei trasporti ad opera dei medesimi soggetti.

Tale politica, coerente con gli artt. 52 e 59 del Trattato nonché con l'art. 90, ha incominciato a svilupparsi proprio nel settore portuale e si è realizzata prendendo atto della necessità di mantenete distinti i due mercati che vengono in rilievo: da un lato quello relativo alla gestione delle infrastrutture , dall'altro quello concernente la prestazione dei servizi di trasporto, di modo che la prima attività abbia luogo in un contesto essenzialmente ispirato a finalità pubblicistiche, mentre la seconda si collochi nella dinamica delle attività privatistiche in senso stretto (seppure in molti casi rivolte a soddisfare interessi economici generali).

Più precisamente, con riguardo all'attività di gestione della rete, non pare dubbio oggi che lo Stato debba garantire i terminali e le infrastrutture a disposizione di quanti intendano svolgere l'attività di trasporto; terminali e infrastrutture che dovranno così essere disponibili a tutti gli operatori abilitati senza alcuna discriminazione in conformità al disposto dell'art. 59 del Trattato.

Il che non significa peraltro che, seppure caratterizzata da finalità di segno pubblicistico, la gestione delle reti debba essere necessariamente operata dallo Stato. Non vi è dubbio che in molti casi ciò potrà accadere (si pensi, ad esempio, alla gestione degli "slots" che attualmente è operata direttamente dal Ministero dei Trasporti).

Tuttavia in altri casi tale gestione è più proficuamente posta in essere dal privato, che da un lato, sia pronto ad effettuare gli investimenti del caso e, dall'altro, sia titolare del "know how" sufficiente a garantire la professionalità e le migliori performances.

E così, tanto con riguardo alla gestione della rete ferroviaria, quanto con riguardo alla gestione dei terminals portuali, l'operatività degli stessi dovrà essere rimessa a soggetti esperti del settore chiamati a rendere disponibili a chiunque le infrastrutture contro riscossione di un corrispettivo che consenta loro economicità ed equilibrio di gestione.

Il che non significa che talune infrastrutture non possano essere assentite in concessione a soggetti che le utilizzino "per conto proprio" e cioè ad imprese di trasporto che siano contemporaneamente terminaliste: ciò che sicuramente si rende evidente nel caso dei trasporti marittimi (si pensi alle grandi compagnie di trasporto, alla ricerca di ampie aree di stoccaggio adiacenti ai porti). La contemporanea presenza dell'impresa su sue mercati sarà tuttavia possibile ove contemporaneamente sussista un gestore pubblico (o nell'interesse pubblico) che consenta a parità di condizioni (operative e normative) l'accesso al mercato del trasporto alle imprese operanti solo su tale mercato.

Si pensi ancora al settore portuale: non vi è dubbio che è consentito dal diritto comunitario affidare in concessione esclusiva per l'esercizio di attività per conto proprio un determinato terminale. Ma in tale caso occorrerà che nello stesso porto sia presente un terminale gestito per conto del pubblico che consenta a parità di condizioni operative e giuridiche (e a tariffe comparabili) l'interconnessione con l'entroterra e l'accesso alla rete ferroviaria e marittima. Sarebbe invece contrario agli scopi del Trattato che il terminale (chiamiamolo) "privato" sia perfettamente interconnesso e collegato con la rete ferroviaria o stradale a monte, mentre quello pubblico sia privo dei collegamenti necessari, risolvendosi tale fattispecie in una violazione dell'art. 90 del Trattato (oltreché dell'art. 86).

 
6. Delicatissima sarà quindi la scelta del contraente terminalista/gestore per conto terzi. Dopo una prima fase in cui il mantenimento di una forma di monopolio si è rivelata necessaria, occorre oggi affrontare il tema in termini sostanzialmente diversi; il che impone di:
  1. garantire l'accesso al mercato dei servizi portuali ed infrastrutturali a tutti gli interessati che presentano le caratteristiche di legge e,

  2. scegliere tra loro, ove sia necessario, quello in concreto più idoneo alla realizzazione del pubblico interesse avendo riguardo alla disponibilità agli investimenti e ad obiettivi di qualità.

Anzitutto, a regime, tale impresa dovrà in linea di principio essere operante solo nel mercato delle prestazioni di servizi di gestione delle infrastrutture e non anche nella gestione dei servizi di trasporto (salvo il caso della separazione contabile nel caso delle Ferrovie: sono note a questo riguardo le vicende che hanno condotto all'adozione della direttiva n. 440).

In secondo luogo, su tale impresa grava l'obbligo di contrarre. Essendo essa titolare di diritti esclusivi (seppure giustificati ex art. 90 del Trattato) e quindi monopolista a tutti gli effetti, dovrà operare a favore di tutti i vettori marittimi e terrestri a condizione di parità e di non discriminazione.

Per quanto attiene alla formazione delle tariffe esse dovranno essere previamente stabilite dall'Autorità di Regolazione dei Trasporti e pubblicizzate nelle forme idonee.

In terzo luogo, la scelta del contraente va posta in essere anche avendo riguardo a considerazioni di ordine sociale sulle quali si ritornerà in prosieguo. Un ruolo importante a tale fine è quello della disponibilità del candidato/contraente a favorire forme di sviluppo socio-economico dell'area considerata, rilevando tale finalità anche ai sensi del diritto comunitario. Infatti la tutela dell'occupazione, dell'ambiente e della sicurezza oltre che lo sviluppo socio-economico delle aree comunitarie depresse non può non costituire una specifica finalità che interagisce con i principi in materia economica del Trattato.

 
7. Le considerazioni che precedono possono ovviamente riferirsi anche alla gestione dei porti. Probabilmente la legge 84 ha anticipato con gli artt. 16 e 18 molte delle scelte oggi in esame per cui si tratta, semmai, di precisarne i contenuti in modo tale che la disciplina giuridica dei porti sia totalmente coerente con le linee strategiche indicate. Tale precisazione potrà essere operata proficuamente anche attraverso un ricorso oculato alla normazione secondaria di cui agli artt. 16, 17 e 18.

La legge 84, come è noto, ha compiuto la scelta della privatizzazione prevedendo l'assegnazione dei terminals ad imprese specificamente operanti nel relativo mercato. Sicché i dubbi che da alcuni sono stati prospettati con riguardo ad una presunta natura anticompetitiva della legge 84, sotto tale profilo non possono che considerarsi fugati una volta che la scelta del contraente abbia avuto luogo in virtù di canoni di trasparenza e con una procedura assimilabile a quella prevista nel caso dei pubblici appalti (seppure, nel caso in parola, tale disciplina non sia come tale applicabile). In breve la violazione della normativa comunitaria della concorrenza potrà configurarsi solo (a) se non ci sia nel porto un terminal al quale è garantito l'accesso ad opera di tutti gli interessati in condizioni di parità o (b) se la scelta del contraente abbia avuto luogo in condizioni di non trasparenza.

Alla luce di analoghe considerazioni va correttamente affrontato anche il tema della fornitura di mano d'opera occasionale e degli appalti di servizi in ambito portuale, che - come noto - ha di recente formato oggetto di una nuova procedura d'infrazione avviata in sede comunitaria. E' mia ferma convinzione che i due diversi profili in cui si articola la contestazione della Commissione U.E. vadano tenuti ben distinti fra loro.

Per quanto attiene al settore dei servizi, la formulazione dell'art. 17, comma 3°, legge 84/94 (quale scaturita da un emendamento introdotto in sede parlamentare, modificativo del testo proposto dal Governo, previa intesa con tutte le parti sociali interessate) può prestarsi, al di là delle intenzioni dei proponenti, ad equivoci interpretativi ed applicativi, nel senso che la norma potrebbe essere letta come attributiva alle sole imprese derivanti dalla trasformazione delle ex compagnie portuali di un monopolio legale nel mercato dei servizi.

Sebbene questa non sia, ad avviso del Governo, l'interpretazione corretta della norma, né dal punto di vista letterale, né da quello logico-sistematico (una nota in tal senso è stata inviata, fin dal gennaio scorso, dal Ministro dei Trasporti al Commissario europeo Mr. Kinnock ed al Presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Prof. Amato) nondimeno pare opportuno eliminare l'equivoco generato dall'art. 17, 3° comma abrogando la norma in questione.

In tal modo, se da un lato si otterrà il risultato di sgombrare ogni illazione in marito all'introduzione di un presunto regime monopolistico nel mercato dei servizi portuali, dall'altro si eviterà anche ogni applicazione distorcente dell'istituto dell'appalto di servizi "ad elevato contenuto di mano d'opera", precludendosi in particolare lo scambio diretto (ed incontrollato) di mano d'opera fra le imprese terminaliste.

Sarà quindi esclusivamente il Consorzio di cui al primo comma dell'art. 17, ovvero l'Agenzia di cui al secondo comma, il soggetto che garantirà, in forma unitaria e centralizzata, l'accesso al mercato della mano d'opera temporanea su base non discriminatoria. Ed a tal fine sarà decisivo il ruolo di controllo del rispetto della normativa comunitaria sulla concorrenza affidato dalla legge al Presidente dell'Autorità portuale.

Quanto infine alla presunta "posizione dominante" che, secondo le contestazioni da ultimo mosse dalla Commissione Europea, verrebbe conservata in capo alle ex compagnie dalla disciplina del primo (e secondo) comma dell'art. 17, si osserva che il sistema della fornitura di mano d'opera temporanea, sia in forma consortile che attraverso l'istituenda agenzia, è destinato a funzionare sotto il costante controllo pubblico dell'Autorità portuale (o, in mancanza, dell'Autorità marittima), cui compete in particolare di vigilare a che non vengano adottati in concreto comportamenti discriminatori, suscettibili di integrare gli estremi dell'abuso sanzionabile ex art. 86 del Trattato.

In conclusione, una volta abrogato o modificato l'art. 17, 3° comma, che ha dato luogo agli equivoci ricordati, non dovrebbe più esservi alcuna ragione di contrasto tra gli artt. 85, 86 e 90 del Trattato e la normativa interna: in tal senso il Governo sta elaborando le proprie controdeduzioni difensive, che si auspica possano trovare positiva accoglienza in sede comunitaria.

Tra l'altro, proprio in materia di lavoro portuale, la Commissione ha aperto due procedure (ora riunite) relative all'asserito contrasto con la normativa comunitaria delle misure concesse dal Governo a favore delle compagnie ed atte a favorire la loro trasformazione in imprese.

Si tratta di procedure da tempo in atto, rispetto alle quali il Governo ha da ultimo fornito alla Commissione una serie di dati contabili relativi alle modalità di utilizzazione da parte delle compagnie delle somme ricevute ed ha ribadito la legittimità dei contributi erogati.

Da un lato, le compagnie operavano in regime di monopolio legale sotto il diretto controllo dello Stato sull'attività svolta (tariffe, assunzioni, ecc.), al punto che si potrebbe addirittura dubitare della natura di imprese delle compagnie ex art. 85 del Trattato fino alla loro trasformazione in forza della legge 84/94: si trattata di organizzazioni di collocamento della manodopera assimilabili ai pubblici uffici di avviamento al lavoro; tutt'al più anche a considerarle imprese, si trattava di imprese sottratte per legge alla concorrenza, per cui gli eventuali aiuti non avevano un effetto distorsivo.

Dall'altro lato, anche ove le misure erogate dovessero essere considerate come aiuti, si tratterebbe pur sempre di aiuti a carattere sociale finalizzati alla trasformazione delle compagnie in imprese (si pensi che in dieci anni le compagnie hanno ridotto dei due terzi la loro forza lavoro). Nel senso di ammettere la legittimità degli aiuti sociali a favore delle compagnie si è da ultimo espresso il Governo tedesco.

Se è così, l'auspicio del Governo italiano è di poter rapidamente chiudere una volta per tutte il contenzioso pendente con la Commissione relativo sia all'introduzione di una concorrenza effettiva nel settore del lavoro portuale, sia al necessario accompagnamento finanziario delle compagnie verso il mercato.

 
8. L'ultima parte di questa relazione si riferisce ad una riflessione di ordine strategico - e di grande respiro sociale - che il Ministro dei Trasporti e della Navigazione ha avviato nei giorni scorsi con le parti sociali. Da tale riflessione emerge la necessità di nuove regole mutuate o desunte dai principi generali del diritto comunitario che recuperino i valori sociali all'interno della disciplina dei fatti dell'economia rendendoli a tutti gli effetti una vera e propria variabile della stessa attività economica. E ciò particolarmente nel casso di attività a forte rilevanza pubblicistica che, ciò nondimeno, devono essere liberalizzate.

Si ritiene infatti che la trasformazione dal monopolio al mercato debba essere assistita da alcune misure di accompagnamento previste dalla legislazione dello Stato membro interessato, previa comunicazione alle istituzioni della Comunità. Tali misure di accompagnamento non debbono essere tanto rivolte a consolidare la posizione dell'impresa privatizzanda (conferendo ad essa - ad esempio - diritti esclusivi), ma devono sostanziarsi in interventi di ordine sociale rivolti a favorire gli esodi del personale, a privilegiare l'occupazione e tutelare l'ambiente, e così a premiare quelle imprese che accolgono tali valori nella concreta operatività.

D'altra parte le stesse disposizioni comunitarie tradizionalmente invocate dagli organi comunitari (gli artt. 85, 86 e 90) sono significativamente influenzate per la contemporanea operatività di vari principi di diritto comunitario: che non potranno non essere tenuti in considerazione sia in via interpretativa sia, eventualmente, in via integrativa della disciplina applicabile.

Gli interventi sociali di cui si accenna sono di due tipi. Anzitutto si tratta di misure contingenti rivolte la privatizzazione delle imprese che dovranno operare in regime di concorrenza.

Pensare di liberalizzare, ad esempio, il settore della mano d'opera portuale senza predisporre misure per favorire gli esodi e per consentire alle compagnie portuali di divenire a tutti gli effetti imprese in senso tecnico, significherebbe accogliere una visione del diritto comunitario di tipo tecnocratico.

In secondo luogo, anche a prescindere da quanto sopra, si ribadisce che il processo di accompagnamento della tutela della concorrenza con misure rivolte alla protezione dei valori sociali enunciati dalla nostra Costituzione e recepiti dallo stesso diritto comunitario, sia non solo consentito, ma doveroso.

Come si osservava, si tratterà di adottare misure nazionali rivolte a favorire imprese che più si impegnano per l'occupazione, la tutela dell'ambiente e la promozione della sicurezza, così che queste imprese, e non invece quelle non disponibili a compiere investimenti nelle direzioni indicare, vengano premiate dal mercato.

 
9. Un cenno da ultimo al regime di cabotaggio.

Anzitutto un tale regime merita di essere precisato, ancora una volta, alla luce dei principi del diritto comunitario. Non può escludersi, infatti, che il regolamento in vigore sia in contrasto con il principio fondamentale di non discriminazione allorché esclude dal suo ambito di applicazione solo alcuni paesi membri (segnatamente prevedendo che, per quanto riguarda la Grecia, essa opera solo a decorrere dal 2004) così provocando, fra l'altro, una sensibile alterazione della concorrenza. Il Governo si propone di appoggiare le iniziative rivolte ad un superamento di tale assetto.

In secondo luogo, è assai complesso il tema del riassetto della flotta pubblica proprio, particolarmente, per quanto riguarda il tema del cabotaggio.

Al riguardo, in linea di principio, sembra che le linee di collegamento con le isole siano più propriamente da equiparare sotto il profilo economico-giuridico, alle reti ed infrastrutture piuttosto che all'attività di trasporto in senso stretto. Il relativo regime, quindi, dovrà essere assimilato a quello in vigore per quanto riguarda la gestione delle medesime reti ed infrastrutture in una chiave pubblicistica a prescindere dalla natura (pubblica o privata) del soggetto (o dei soggetti) che vi saranno coinvolti.

 
10. In conclusione, questo Convegno costituisce l'occasione per sperimentare un nuovo rapporto tra il sistema Italia e la Comunità Europea nel settore del trasporto.

La Comunità, in breve, intesa non già come freno o vincolo allo sviluppo ma come importante opportunità di modernizzazione del sistema. Ciò che consentirà al nostro Paese di rafforzare la propria posizione nel contesto internazionale e di essere competitivo.

Condizione perché ciò avvenga è che vi sia massima disponibilità ed ascolto da parte di tutti i soggetti interessati nonché coraggio nel compimento delle scelte che, ad ogni livello, si è tenuti a perseguire.

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Medlog (MSC Group) acquires a stake in Interporto Bologna
Bologna
Caliandro: Industrial development that will allow us to achieve our rail freight traffic objectives
The Barcelona Port Authority will acquire 40% of Terminal Intermodal de Navarra.
Barcelona
The remaining 60% of the capital will remain with Hutchison Ports Best
In the first half of this year, Chinese seaports handled 5.87 billion tons of cargo (+3.0%).
In the first half of this year, Chinese seaports handled 5.87 billion tons of cargo (+3.0%).
Beijing
New historical records for half-yearly and quarterly container traffic
Ports of Italy: The issue of competences divides the reform.
Rome
At the Confitarma conference, Rixi defends the new national control room, while experts and operators ask for clarity on the relationships with the AdSPs and on the resources of the new company.
The maritime sector is divided between cautious support and criticism over the EU ETS review.
Brussels/Washington/
Copenhagen/Piraeus/Rotterdam
Yet another attack on a ship in the Strait of Hormuz
Southampton
A tanker was hit and abandoned by the crew.
ECSA considers the proposed revision of the EU ETS to be a first step, but many others should follow.
Brussels
Raptis: It's a good idea to allocate system revenues at EU and national levels to support sustainable fuels.
ESPO: No to lowering the EU ETS application threshold from 5,000 to 400 GRT vessels.
Brussels
Appreciation for measures aimed at reducing evasive ship calls
T&E welcomes some new proposals from Brussels for the EU maritime ETS
Brussels
The association is more critical of the measures studied by the EU Commission for the aviation sector
For Assarmatori, the Commission's proposal on the EU ETS is timid, while more courageous measures were expected
Brussels
EU Maritime ETS: The European Commission partially accepts shipowners' requests.
Brussels
A new €110 million fund for clean fuels, non-permanent exemptions extended to 2035, an IMO deduction mechanism, and crackdowns on "evasive" transshipment ports.
Another ship was hit by a shell in the Strait of Hormuz
Southampton/Tampa
US Marines conducted an inspection aboard a sanctioned oil tanker
Port of Gioia Tauro: First connection of a large container ship to the cold ironing system
Gioia Tauro
The ship "MSC Mirja" powered with a total power of approximately seven MW
In the second quarter of 2026, freight traffic in the port of Antwerp-Bruges decreased by -2%.
Antwerp
Dry bulk volumes recovered and rolling stock increased. Other sectors declined.
COSCO Shipping Ports sets new quarterly and half-year container traffic records
Hong Kong
US forces struck the VLCC Belma sailing towards Iran's Kharg Island.
Tampa
It is operated by the Emirati Max Maritime Solutions which is subject to US sanctions
In May, freight traffic in the port of Genoa was stable, while in Savona-Vado it decreased
Genoa
In the first five months of 2026, containers amounted to 1,199,914 TEUs (-2.8%), of which 999,228 (-1.4%) and 200,686 (-9.2%) were handled by the two ports respectively.
Turkey's GIH acquires Royal Caribbean's stakes in Kusadasi and Lisbon cruise terminals
Istanbul
Shareholdings rose to 99.99% and 60% respectively
In the first half of the year, Russian ports handled 451.5 million tons of cargo (+5.8%)
St. Petersburg
Record traffic in the second quarter
Trump backtracks on 20% tax on ships passing through Hormuz under US protection
Trump backtracks on 20% tax on ships passing through Hormuz under US protection
Washington/Southampton/Rotterdam
Meanwhile, another tanker, the "Stolt Magnesium", was hit by a missile near Oman
European shipowners call for permanent derogations from the EU maritime ETS after 2030
Brussels
Exemptions for connections with islands and outermost regions, for polar class vessels, for transnational public service obligations and for search and rescue activities
The rail sector is calling for recognition of its contribution to decarbonisation in the EU ETS review.
Brussels
Two VLCCs operated by the UAE's ADNOC were attacked in the Strait of Hormuz.
Abu Dhabi/Tampa
US Central Command announces reinstatement of blockade on maritime traffic in and out of Iranian ports
Trump announces a tax on goods passing through the Strait of Hormuz protected by the US
Washington/Portsmouth
Expected to be equal to 20% of the value of the transported loads
Six-monthly vessel traffic in the Straits of Malacca and Singapore increased by +3.7%
Port Klang
In the second quarter of this year alone, a decrease of -0.5% was recorded
In May, naval traffic in the Suez Canal increased by +15.0%
Cairo
In the first five months of 2026, 5,696 ships passed through the port (+12.7%)
OOCL records sharp increase in containers carried by its fleet
Hong Kong
In the April-June quarter, revenues generated by this activity grew by +19.8%
Strait of Hormuz, a container ship was attacked near the coast of Oman
Muscat/Portsmouth/New Delhi/Tampa
Fire on board. One crew member missing. 23 other sailors rescued.
At the port of Marseille-Fos, general cargo traffic is increasing while bulk cargo is decreasing.
Marseille
In the first half of 2026, cruise passengers increased by +5%
The Swedish government is calling for the EU maritime ETS to be extended to more vessels.
Stockholm
Stockholm stresses the need for the ETS to remain a pillar of EU climate policy
Assiterminal will bring the issues of concession fees, investments and intermodality to the attention of politicians.
Genoa
Proposal to grant a concession fee discount to terminals that increase rail traffic
Pirate attacks on ships continue to decline
London
In the first half of this year, 38 accidents occurred compared to 90 in the first six months of 2025.
There are still six thousand sailors trapped in the Strait of Hormuz region
London
Dominguez (IMO): I remain confident that the evacuation plan can be resumed
A study highlights the significant costs and counterproductive effects of the application of the EU ETS to maritime connections with western Sicily
Palermo
For the Naples-Palermo and Genoa-Palermo routes the annual cost varies between 2.9 million and 19.9 million euros.
Fincantieri to build third ultra-luxury cruise ship for Four Seasons Yachts
Trieste
The unit will be built in the Ancona plant and will be delivered in 2031
Fermerci urges the search for resources to support rail freight transport.
Rome
Paper: from the remodulation of the PNRR we expect that resources will finally be allocated to compensate for the damages that operators are suffering
Another tanker hit by a drone in the Strait of Hormuz
Southampton
The device caused limited structural damage
New attack on a ship in the Strait of Hormuz
Southampton
A tanker was hit by a shell which started a fire
Evergreen founder's son investigated for insider trading
Taipei
He was released on bail today
ECSA: Shipping receives a cut of its EU maritime ETS payments.
Brussels
Italy, ranked third in Europe, earns €669-787 million. Only France and Estonia allocate a specific portion of this revenue to the maritime sector.
Fincantieri acquires Next Geosolutions, WSense, Graal Tech, and Defcomm to develop the underwater segment
Trieste
The first phase of operations involves an outlay of approximately 600 million euros
A new attack on a ship in the Red Sea raises alarm over a possible resumption of Houthi actions.
Portsmouth
The accident occurred 30 nautical miles southwest of the port of Hodeidah
The Regional Administrative Court (TAR) has accepted the appeal for the annulment of the environmental impact assessment decree for the Fiumicino tourist and cruise port.
Rome
The project - explains the ruling - although speaking of a "prevalent" recreational function, actually foresees a very significant cruise component.
Transport & Environment calls for the introduction of national cruise taxes and further EU measures to mitigate their impact
Brussels
Assiterminal's proposals for amending the Ports Bill focus on port work
Genoa
According to the association, the distinction between port operations and services must be overcome
Danaos Corporation reports quarterly revenue growth of 4.7%.
Athens
The containership segment remains stable. Bulk carriers continue to contribute.
A bulk carrier hit by a shell in the Strait of Hormuz
Southampton/London
One crew member is reportedly missing.
This year, 800,000 cruise passengers are expected in Messina.
Messina
Passengers make a direct expenditure of almost 16 million euros in the city
Container traffic at the Port of New York grew by 1.6% in the second quarter
New York
In the first six months of 2026, 4.43 million TEUs were handled (+0.2%)
HZ Cargo and Railtrans form joint venture for intermodal transport
Zagreb
The aim is to activate a traffic of over 500 thousand tons between the ports of Croatia and the markets of Central Europe.
ICTSI posts record net income of $363 million (+24.2%) in the second quarter
Manila
Another GasLog vessel hit while leaving the Persian Gulf
Piraeus/Southampton
Damage to the engine room
Finnlines reports record quarterly revenues
Helsinki
In the April-June period, net profit was 42.9 million euros (+64.7%)
Spinelli Group approves 2025 sustainability report
Genoa
Production value grew by 5%. New hires increased by 48%.
Fabrizio Marilli will be the new secretary general of the Central Adriatic Sea Port Authority.
Ancona
The Management Committee has approved the institution's budget adjustment
The Western Ligurian Sea Port Authority has adopted the 2026-2028 Port Plan.
Genoa
Projections for 2028 indicate an increase of approximately 150 employees in the ports of the system
The Southern Tyrrhenian and Ionian Sea Port Authority has approved the budget adjustment change.
Gioia Tauro
It records higher revenues and higher expenses of 1.69 million euros
One and a half million euros for training in Tuscan ports
Livorno
The Northern Tyrrhenian Port Authority has presented its 2026-2028 training plan.
Terminali Italia will manage the Orte intermodal terminal starting next year.
Rome
It has approximately 96,000 square meters of yards and three tracks
Italy and Tunisia sign a collaboration agreement in the transport and logistics sector
Rome
Another Saudi-owned Bahri ship attacked by Houthis in the Red Sea
Southampton/Sana'a/Riyadh
Yemeni militants' spokesman claimed responsibility for the attack on the chemical tanker "NCC Ghazal"
The final breakthrough of the two main tunnels of the Brenner Base Tunnel was achieved today.
Bolzano
The two construction sites are connected approximately 1,400 meters below the Brenner Pass
UPS revenues increased 7.6% in the second quarter
Atlanta
Net profit amounted to $604 million (-52.9%)
In 2025, the revenues of the Italian logistics company Nord Ovest grew by +13.6%
Wedge
Net profit down 8.3%
Quarterly freight traffic increased at the ports of Algeciras and Barcelona. Valencia saw a decline.
Algeciras/Barcelona/
Valencia
Increase in containers at the Catalan port
Fincantieri signs agreement with NextGeo's reinvesting partners
Trieste
The operation is part of the development strategy in the diving segment
The update to the DPSS of the ports of Sardinia has been adopted.
Cagliari
Resolution of the Management Committee of the Port System Authority
ICTSI acquires the ATU12 and ATU18 bulk terminals at the Brazilian port of Aratu.
Sao Paulo/Manila
They will be sold by SIMPAR for approximately 355 million dollars
SAILING LIST
Visual Sailing List
Departure ports
Arrival ports by:
- alphabetical order
- country
- geographical areas
Konecranes reports decline in quarterly financial performance as orders increase
Helsinki
The value of orders relating to port equipment grew by +17%
Fourteen regions are in favor and five are against the bill on port governance reform.
Rome
Rixi: Let's now continue the institutional process with the aim of achieving a balanced reform.
Kuehne+Nagel's net sales increased by 8% in the second quarter.
Schindellegi
Performance improved markedly in the air freight segment
Assagenti's management team has been renewed.
Genoa
The composition of the executive committee and the chairmen of the commissions
DP World signs preliminary agreement to build two terminals at Fujairah Port
Dubai
VIO - Vado Ligure Interport Board of Directors Renewed
Genoa
Pierangelo Olivieri has been appointed president
Kalmar's turnover increased by 14% in the second quarter
Helsinki
New orders value stable
Saipem wins new offshore drilling contract off Ivory Coast
Milan
It was awarded by Eni Côte d'Ivoire
DSV's quarterly performance continues to grow, boosted by the Schenker acquisition.
Hedehusene
Net profit of DKK 2.6 billion (+11.5%) was recorded in the April-June period of 2026.
Falteri (Federlogistica) has been co-opted into the Board of the European Logistics Association
Genoa
International collaboration protocol on integrated logistics with ACLI Terra
GCC urges international community to protect maritime transport against Houthi threats
Riyadh
Reaction to the announcement of a maritime embargo against Saudi Arabia
Fincantieri signs agreement in Qatar for operational management of the Training and Simulation Centre.
Trieste
The center is intended for the training of naval personnel of the Qatari Navy.
Wärtsilä records sharp increase in new order value in second quarter
Helsinki
Net turnover decreased by -2%
Over 770 kilos of cocaine seized at the port of Vado Ligure
Savona
Once released on the market, the drug would have ensured criminal organizations profits of 250 million euros.
Yang Ming orders Hanwha Ocean to build six 13,000 TEU dual-fuel containerships
Keelung
Contract valued at over $1.2 billion
The toll of attacks on ships in the Black Sea worsens
Odessa
Ten dead on board a ship leaving the port of Odessa
Today a new attack on a ship in the Strait of Hormuz
Southampton
The product tanker Kavomaleas of the Greek company Dynacom Tankers Management caught fire
Confitarma disappointed by the Commission's proposal to revise the EU ETS
Rome
Zanetti: The notable absentee is the competitiveness of the Italian and European shipping industry.
ALIS: Commission's proposals on the EU ETS are positive, but serious issues remain.
Rome
MIT adopts cold ironing guidelines
Rome
The aim is to ensure clear, uniform and transparent criteria for all Port System Authorities.
In the first half of the year, cruise traffic at GPH port terminals grew by +10.1%
Istanbul
In the second quarter alone the increase was +2.8%
Western Liguria Port Authority approves 2026 budget update
Genoa
Assiterminal clarifies its doubts about the responsibilities assigned to Porti d'Italia Spa.
Genoa
ABB buys British Rotork
Zurich/London
The Bath-based company specializes in flow control and industrial automation.
Central Adriatic Port Authority refinances €100 million from the Infrastructure Decree
Ancona
The funds concern seven strategic interventions of the port system
Container traffic at the Port of Los Angeles increased by 3.4% in the first half of 2026.
Los Angeles
In the second quarter, growth was +11.5%
IMO and ITF call for an end to attacks on seafarers and transport workers
London
Resurgence of incidents in the Black Sea, Sea of Azov and the Strait of Hormuz region
Container traffic in the port of Hong Kong grew by 0.2% in the second quarter of 2026.
Hong Kong
An increase of +6.5% was recorded in June
PORTS
Italian Ports:
Ancona Genoa Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Leghorn Taranto
Cagliari Naples Trapani
Carrara Palermo Trieste
Civitavecchia Piombino Venice
Italian Interports: list World Ports: map
DATABASE
ShipownersShipbuilding and Shiprepairing Yards
ForwardersShip Suppliers
Shipping AgentsTruckers
MEETINGS
The conference "EU-Mercosur Agreement: The Role of the Maritime Economy" will be held in Genoa on July 1st.
Genoa
It is organized by the Casa America ETS Foundation and the Western Liguria Port Authority
The Federagenti assembly will be held in Civitavecchia on July 3rd.
Rome
Pessina: We will not discuss regulations, community relations, or the pursuit of theories and bureaucracy, but rather the challenges of Italian port infrastructure.
››› Meetings File
PRESS REVIEW
Empire buys back: After Tata, Adani can rewrite India's colonial past
(The Economic Times)
Govt does not interfere in port management appointments - Loke
(Bernama)
››› Press Review File
FORUM of Shipping
and Logistics
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› File
Uiltrasporti is strongly opposed to the establishment of Porti d'Italia Spa
Rome
Verzari and Gulli: the AdSPs must be coordinated by a public body that can protect port workers
CMPort sets new monthly, quarterly and half-yearly container traffic records
Hong Kong
In the first half of 2026, 78.3 million were moved (+4.6%)
In the first half of this year, the port of Singapore handled 22.7 million containers (+4.7%)
Singapore
Historic record for half-year bunker sales
Container traffic at the Port of Long Beach increased by 10.3% in the second quarter.
Long Beach
Growth of +1.7% was recorded in the first half of 2026
The new board of directors of Ferrovie dello Stato Italiane has been appointed.
Rome
Tommaso Tanzilli confirmed as president. Gianpiero Strisciuglio is the new CEO.
Port of Gioia Tauro: tender launched for completion of dredging activities
Gioia Tauro
The expected duration of the contract is 60 days
In the first half of 2026, cargo traffic in Turkish ports was 279.1 million tonnes (+1.5%)
Ankara
Cargoes with Italy alone amounted to 23.4 million tons (-2.5%)
The first steel cutting of the Carnival Destiny cruise ship.
Monfalcone
Fincantieri and Carnival celebrate the thirtieth anniversary of their collaboration
NatPower Marine acquires Aqua superPower to accelerate the electrification of ports and marinas
Monk
It operates the largest international network of electric charging points in Europe.
European Logistics Observatory established
Brussels
The aim is to strengthen the competitiveness, resilience and sustainability of European logistics.
Agreement reached at Mimit with JSW to relaunch the Piombino steelworks
Rome/Livorno
Gariglio: Strengthening integration between port docks and industrial areas
Agreement between Fincantieri and the Croatian shipyards Brodotrogir Cruise and Iskra Shipyard
Trieste
Initiative within the framework of the two-corvette program promoted by the Croatian Ministry of Defence
Evergreen, Yang Ming and WHL return to quarterly revenue growth
Keelung/Taipei
Four consecutive quarters of decline behind us
Project for a direct rail link between the port of Gioia Tauro and the Interporto D'Abruzzo
Pescara
Tax fraud on labor in the logistics sector
Milan
€28 million seized from four Milanese companies
PSA Genova Pra', the state of agitation has been lifted following the successful completion of the cooling procedure.
Genoa
ZPMC Delivers New Ultra-High Wind-Resistant Port Cranes
Shanghai
The world's tallest rail-mounted reach stackers for empty containers have also been built.
Peninsula and Itochu form joint venture to supply ammonia bunkering to European ports
Gibraltar
The initiative in response to the growing demand for zero-carbon fuels
Konecranes announced its entry into Japan
Helsinki/Tokyo
Acquisition of 70% of Mitsubishi Electric FA Industrial Products
Saipem wins $2 billion contract in Indonesia
Milan
Seven IMO regional coordinators have been introduced who will provide technical support to the organisation's Member States.
London
Jadrolinija has inaugurated its new fast maritime service Ancona-Zadar
Ancona/Zara
It provides five departures per week and a crossing of approximately four hours.
Hapag-Lloyd to reorganize services in the Adriatic
Hamburg
The port of Ancona, removed from the ADX line, will continue to be served by the IAS service
Eleven nominations for the eighteenth edition of the ESPO Award
Brussels
This year's theme is dual-use port-city projects
Jotun COSCO Marine Coatings signs agreement with COSCO Shipping Bulk for 125 new vessels
Sandefjord
Advanced hull performance solutions will be implemented
Maersk issues first order for new containers produced in India
Copenhagen
Local production has been stimulated by the introduction of incentives
Last May, freight traffic in the port of Ravenna grew by +3.4%
Ravenna
An increase of +10.6% is expected in June
Sardinia's Port Authority spent approximately €157 million in PNRR funds
Cagliari
Achievement of the targets expected by June 30, 2026
Hannibal will inaugurate a new intermodal service from Melzo to Rotterdam Europoort on July 8th.
Melzo
Six weekly trains are scheduled that will be able to carry up to 38 cargo units
PSA to build and operate container terminal at Vietnam's Lach Huyen port
Singapore
Agreement with Lach Huyen International Logistics & Industrial Park
Sandro Bucchioni and Andrea Fontana confirmed as presidents of the La Spezia freight forwarders and maritime agents.
La Spezia
New two-year mandate
Konecranes has acquired the nuclear and port services segment of Spain's Coapsa.
Hyvinkää
The company has an annual turnover of approximately four million euros.
PSA Italy presented its 2025 Sustainability Report
Genoa
The document highlights, among other things, the employment data and the economic impact on the territory
The Central-Northern Adriatic Port Authority confirms the completion of the projects financed by the PNRR
Ravenna
Mirco Carloni has taken office as president of the Central Adriatic Port System Authority.
Ancona
The Grimaldi Group has taken delivery of the new PCTC Grande Oriente
Naples
It will be placed on the Asia-Europe route
The Central Adriatic Port Authority announces that it has achieved its objectives under the PNRR
Ancona
Port of La Spezia: 60 Sea Log workers rehired by other port companies
La Spezia
Pisano (AdSP): very satisfied with the positive conclusion of this dispute
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genoa - ITALY
phone: +39.010.2462122, fax: +39.010.2516768, e-mail
VAT number: 03532950106
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Editor in chief: Bruno Bellio
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